Alimentazione funzionale: tutto quello che c'è da sapere

Alimentazione funzionale: tutto quello che c’è da sapere

Cosa significa alimentazione funzionale? Consente di perdere peso?

Con il termine dieta funzionale si intende un regime alimentare pensato su misura per il paziente. Non si tratta di una dieta standardizzata per ogni persona, ma di un insieme di scelte effettuate a partire dal quadro fisiopatologico e dagli obiettivi del singolo individuo.

Alla base della dieta funzionale non vi sono privazioni, ma lo studio di un regime alimentare che comprenda un mix di cibi sani e nelle giuste porzioni. L’obiettivo non è solo quello di ridurre il peso, ma anche di migliorare il proprio stato psicofisico. Mangiando i giusti alimenti, in quantità proporzionali alla propria situazione e seguendo abitudini sane, è infatti possibile migliorare la salute di tutto il corpo.

Approccio della dieta funzionale

Alla base della generazione di una dieta funzionale vi è l’idea che ogni alimento va a produrre una certa reazione nell’organismo. Se si scelgono i giusti nutrienti e si assumono in modo bilanciato, è possibile ottenere la variazione di peso desiderata nel modo più salutare per il proprio corpo e senza effetti collaterali.

Inoltre, un’alimentazione sana e salutare, su misura del singolo individuo, migliora anche l’umore. Oltre alle sensazioni che proviamo mangiando alcuni alimenti anche alcuni micronutrienti in essi contenuti influenzano lo stato psicofisico delle persone. Ad esempio, cibi ricchi di antiossidanti aiutano a tenere sotto controllo lo stress ossidativo, mentre quelli ricchi di triptofano migliorano la produzione di serotonina e il senso di benessere.

Quindi è chiaro come non sempre sia corretto privarsi di alcuni tipi di cibi: tutti possono contribuire al miglioramento psicofisico di un individuo. Una dieta funzionale mira a ricostruire le abitudini alimentari ideali per ogni paziente con lo scopo di intervenire sulla sua salute mentale e fisica.

Come funziona la dieta funzionale

La dieta funzionale prende questo nome proprio perché si adatta in funzione di ogni individuo. Non si tratta di un regime alimentare drastico, inadatto per alcune persone e che rischia di portare a risultati di breve durata.

È un approccio personalizzato che parte dalla conoscenza approfondita del paziente, delle sue abitudini alimentari e dei suoi obiettivi. Per questi motivi, una dieta funzionale può essere elaborata solo da un nutrizionista, e non può essere improvvisata senza le dovute competenze.

Il nutrizionista non solo è in grado di individuare quegli alimenti utili all’organismo del paziente, ma anche insegnargli come mangiare con consapevolezza e secondo abitudini sane.

Riportando le parole del Dr Giorgio Cuzzola, nutrizionista a Roma, il vero vantaggio della dieta funzionale è che non agisce solo sulla riduzione del peso, ma anche sulla nascita di nuove abitudini salutari e personalizzate nel rapporto con il cibo. È un regime alimentare a lungo termine, che migliora non solo l’aspetto, ma anche l’umore e la salute in base alle piccole differenze che rendono fisiologicamente unico ciascun individuo.

Cosa si mangia in una dieta funzionale?

Come illustrato da uno studio svolto dall’Università di Cambridge per realizzare una dieta funzionale ottimale è necessario analizzare e tenere in considerazione i micronutrienti di ogni alimento.

La dieta funzionale si basa su scelte salutari e alternative sane. In generale gli alimenti, le grammature e le modalità di preparazione vengono accuratamente selezionati dal nutrizionista. Molti accorgimenti però valgono per la maggior parte dei pazienti.

Ad esempio, si preferisce l’uso dell’ottimo olio extra vergine d’oliva al posto di grassi saturi o di origine animale. Spesso poi è bene optare per cibi freschi, integrali, poco lavorati o raffinati. Questo per godere di tutto il gusto della materia prima e assumere più fibre, ma anche per evitare sostanze chimiche o lavorate poco salutari.

I pasti devono essere ben bilanciati, con le giuste porzioni di tutti i nutrienti e un occhio di riguardo per il carico di carboidrati e zuccheri semplici.

Altro alleato della dieta funzionale è il tipo di cottura che si impiega per preparare i cibi. Bisogna optare per metodi di cottura che non vanno ad alterare eccessivamente i valori nutrizionali dell’alimento o ad aggiungere calorie in eccesso. Inoltre, bisogna considerare che il tipo di cottura che si sceglie per cucinare il cibo va anche a stimolare delle risposte da parte dell’organismo, come la produzione eccessiva di bile o l’alterazione della flora batterica intestinale.