Come scrivere SMS promozionali efficaci

Come scrivere SMS promozionali efficaci

La forza dell’SMS Marketing è indubbia e i numeri lo dimostrano. Sono moltissime, infatti, le aziende di digital marketing che utilizzano questo strumento per realizzare campagne ad hoc e mandare SMS massivi.

Ma vediamo di scoprire di più sull’argomento e come scrivere SMS promozionali efficaci.

SMS Marketing: come scrivere messaggi efficaci

La prima cosa che bisogna fare una volta compreso l’obiettivo del proprio cliente, è comprendere assieme a lui quali sono gli utenti a cui vuole rivolgersi.; bisogna insomma circoscrivere il pubblico a cui destinare la campagna pubblicitaria. Solo dopo aver definito questi punti si potrà allora passare allo step successivo, quello di realizzazione della campagna stessa e di creazione del messaggio. Il testo che andrà a comporre l’SMS dovrà infatti rispettare il target di utenti a cui verrà inviato, usando un tono di voce e un registro linguistico consoni alla situazione.

Questo discorso potrebbe sembrare una banalità, ma nulla è più sbagliato: la stessa promozione prenderà strade completamente diverse, a livello puramente comunicativo, in base a chi dovrà essere indirizzato l’SMS: insomma, per fare un esempio piuttosto estremo, non potrete comunicare con un/una giovane allo come comunicate con una persona anziana!

Premesso questo, bisognerà poi individuare quali sono i punti fondamentali della promozione o del brand che si vuole pubblicizzare e far risaltare gli aspetti più forti a livello comunicativo. Fondamentale sarà la prima parte dell’SMS, che comparirà nell’anteprima del messaggio ricevuto e dovrà catturare l’attenzione dell’utente, convincendolo quindi ad aprire l’SMS stesso e leggerlo per intero.

Quali informazioni bisogna inserire nella prima parte del messaggio?

Per rispondere a questa domanda, bisogna prima capire quale tipologia di SMS si vuol utilizzare. Nel caso in cui scegliate di usufruire del cosiddetto “mittente personalizzato”, infatti, l’impostazione del vostro messaggio cambierà di conseguenza.

Cos’è un mittente personalizzato?

In breve, si tratta della possibilità di inviare messaggi di alta qualità, vale a dire una tipologia che da la possibilità (a fronte ovviamente di un costo leggermente maggiore), di inserire un nome appunto personalizzato nella parte in alto, prima del messaggio scritto. Nel concreto, significa che l’utente che riceverà l’SMS vedrà come prima cosa il nome del brand che sta inviando il messaggio, invece di un numero anonimo. I vantaggi di questo tipo di SMS sta nel fatto che ognuno di noi potrà in questo modo rendersi immediatamente riconoscibile, senza dover “sprecare” alcun carattere disponibile per l’SMS vero e proprio.

Un vantaggio non da poco, questo, considerando il fatto che si ha a disposizione un massimo di 160 caratteri!

Una volta definito questo aspetto, bisognerà poi capire quali leve utilizzare per far presa sull’utente e convincerlo della validità e vantaggiosità di ciò che si sta offrendo. Se presenti, sarà sicuramente importante inserire all’interno del messaggio sconti e promozioni vantaggiosi per l’utente, che in questo modo sarà certamente invogliato a compiere l’azione finale, che inseriremo nell’ultima parte dell’SMS.

L’azione che dovrà compiere l’utente sarà diversa in base alle circostanze e agli obiettivi che si vogliono raggiungere. Si può per esempio realizzare un SMS “drive to store”, dove quindi l’utente viene espressamente invitato a venire nel nostro negozio (di cui è sempre meglio indicare l’indirizzo) per poter usufruire degli sconti e vantaggi proposti nell’SMS; oppure, possiamo invitare l’utente a cliccare su un link per visualizzare una landing page (pagina web di atterraggio), in cui inseriamo maggiori informazioni sugli sconti e sui prodotti che vogliamo pubblicizzare e, alla fine, della pagina, possiamo inserire un form che l’utente dovrà compilare con le proprie informazioni nel caso in cui sia interessato a ciò che offriamo e voglia essere richiamato per saperne di più. In questo caso, la campagna di SMS Marketing avrebbe lo scopo di fare lead generation, generare quindi contatti di potenziali clienti da intercettare in un secondo momento per convincerli a compiere un acquisto.

Ricorda poi che l’SMS Marketing è uno strumento efficace proprio grazie alla sua immediatezza ed efficacia. Questo significa che, a prescindere dal target di utenti a cui sarà rivolta la campagna pubblicitaria, sarà fondamentale utilizzare un linguaggio semplice, ematico ed intuitivo, che non lasci spazio a dubbi e faccia capire immediatamente ciò che si vuole proporre.

Per scrivere SMS promozionali efficaci è infatti fondamentale instillare subito la curiosità nell’utente che lo leggere e fargli capire quali vantaggi potrà ottenere: solo in questo modo potremo veramente ottenere un risultato soddisfacente e aumentare le vendite grazie all’SMS Marketing.

Migliorare la produttività con la climatizzazione industriale

Migliorare la produttività con la climatizzazione industriale

La climatizzazione industriale per aumentare il comfort nel capannone

La climatizzazione industriale offre una soluzione ottimale per quanto concerne il problema della produttività in un qualsiasi capannone industriale a prescindere dal settore di riferimento. Infatti, le temperature decisamente più alte e il tasso di umidità che solitamente è presente nell’aria, non permettono agli operatori di poter essere brillanti sul lavoro. Diversi studi hanno dimostrato come un lavoratore costretto ad interagire in un ambiente poco confortevole dal punto di vista termico, sia meno brillante e dunque meno produttivo. In aggiunta, in queste condizioni complesse aumenta lo stress psicofisico e soprattutto il rischio di poter incappare in incidenti anche in virtù della maggior predisposizione nel non indossare dispositivi di protezione personale che ovviamente andrebbero ad aumentare ulteriormente la temperatura corporea. La principale soluzione per ovviare a tutto questo, è rendere il capannone confortevole dal punto di vista termico con la climatizzazione industriale. Un sistema molto simile a quello previsto per regolare le temperature all’interno degli ambienti residenziali ma basato su concezioni tecnologiche abbastanza differenti anche in virtù degli spazi più importanti.

I vantaggi della climatizzazione industriale

Quella che potrebbe apparire agli occhi di un imprenditore poco attento come una inutile e gravosa spesa, in realtà si potrebbe dimostrare un investimento mirato che permetterà di migliorare la qualità dei propri prodotti e servizi e soprattutto la quantità. Stiamo ovviamente parlando della climatizzazione industriale attraverso la quale è possibile ottimizzare le temperature all’interno del capannone industriale. Il principale vantaggio di installare un sistema di climatizzazione industriale in un capannone è legato alla produttività dell’azienda. L’operaio si troverà a lavorare in un ambiente più confortevole e quindi sarà maggiormente stimolato a far bene. Come avviene, infatti, per un qualsiasi motore o dispositivo meccanico ed elettronico, anche il corpo umano viene sottoposto ad uno sforzo maggiore nel caso in cui le temperature dovessero essere troppo alte. In aggiunta, con temperature più confortevoli, è possibile preservare la qualità dei pezzi e dei prodotti che vengono realizzati. Altro aspetto da non trascurare, riguarda la manutenzione dei macchinari presenti. Anche i macchinari all’interno di un ambiente dove le temperature sono alte, vengono sottoposti a sforzi maggiori per cui è maggiore la probabilità di incappare in guasti ed improvvise rotture. Quindi investire sull’acquisto di un sistema di climatizzazione industriale (scopri di più qui https://www.kitaair.com/condizionatori-industriali/) permette di migliorare le performance degli operatori e quindi anche di abbattere i costi necessari per la manutenzione e la riparazione di tutti i macchinari presenti nel capannone.

Le migliori soluzioni

Sono principalmente due le migliori soluzioni per quanto riguarda la climatizzazione industriale. La prima opzione è rappresentata dal cosiddetto raffrescamento evaporativo che peraltro si fa apprezzare per costi di installazione e di gestione piuttosto bassi. Questo sistema è basato sulla capacità dell’aria di poter assorbire l’acqua e quindi l’umidità. Per la sua implementazione è sufficiente inserire nei canali realizzati per il flusso d’aria, dei semplici spruzzatori con l’obiettivo di nebulizzare per favorire il processo di evaporazione. Il principale limite di questo sistema è però legato alla sua potenza che è direttamente proporzionale alla percentuale di umidità. In secondo luogo bisogna destinare risorse importanti per la manutenzione del sistema in maniera tale da poter evitare ogni genere di problema di salute degli operai. Una valida alternativa il raffrescamento evaporativo è il condizionamento a pompa di calore aria / aria. Il concetto è molto simile a quello degli sistemi di condizionamento utilizzati in casa per cui ci sarà una unità esterna ed una interna. Si sfrutta in questo caso l’enorme potenza di una pompa di calore che può raggiungere livelli davvero ragguardevoli, il che permette di climatizzare spazi enormi. Inoltre questo sistema permette di eliminare l’acqua completamente per cui non ci sarà rischio di avere tubazioni gelate. Infine ma certamente molto importante, il sistema in virtù della tecnologia utilizzata per la sua realizzazione, gode degli incentivi messi a disposizione del governo per l’installazione di impianti efficienti dal punto di vista energetico.

Consulente aziendale chi è e come opera

Consulente aziendale: chi è e come opera

Per le aziende è molto importante individuare il miglior metodo per aumentare la propria cerchia di clienti, come trarre il massimo profitto dalle proprie vendite e una buona strategia di marketing, così da poter far crescere la propria fama e di conseguenza anche il proprio fatturato. Per fare ciò è necessario affidarsi ad un consulente aziendale (come Vittorio Pupillo) che appunto farà delle consulenze in modo da poter raggiungere tutti gli obiettivi che l’impresa vuole raggiungere, nel minor tempo possibile e valutando attentamente tutte le mosse da fare. Questo tipo di intervento viene chiamato consulenza aziendale.

Essere un consulente aziendale significa che si è un libero professionista che esamina e risolve i problemi che può avere un’azienda, qualsiasi esso sia.

Le capacità che devono appartenere a questa figura professionale sono quelle di previsione e comprensione dell’andamento dei mercati di riferimento in modo tale da poter intraprendere il giusto percorso per far crescere l’azienda. Quindi il suo compito è quello di essere una buona guida per la società che si è affidata a lui, e soprattutto deve far aumentare l’efficienza, la produttività e i profitti.

In che modo? Come abbiamo già accennato prima, un consulente deve tenere sotto controllo i mercati, le domande e dunque anche le offerte, monitorandoli e analizzandoli a fondo, riducendo al massimo gli sprechi produttivi e ottimizzando al meglio tutte le operazioni che la società svolgerà in futuro per accaparrarsi una più vasta clientela, dei prodotti migliori e dei guadagni maggiori.

Un consulente Aziendale deve aver sviluppato, durante il suo percorso che lo ha decretato tale, le seguenti caratteristiche:

– essere in grado di costruire e migliorare la resa dell’azienda;
– buone capacità previsionali e comprensione dell’andamento dei mercati;
– saper elaborare dei giusti sistemi di contabilità industriale;
– avere delle ottime conoscenze di economia e per quanto riguarda la pianificazione finanziaria e il controllo di gestione.

Inoltre, un buon consulente aziendale si riconosce anche dalla capacità di adattamento a situazioni diverse e soprattutto dalla capacità di risolvere i problemi e ottenere sempre il massimo risultato.

Consulenza di strategia aziendale: quali sono le variabili da considerare per ottenere i risultati sperati

Come già accennato in precedenza, diversi sono i parametri che un consulente aziendale deve tener conto per sviluppare la giusta consulenza aziendale. Infatti, non ne esiste una migliore e efficace per tutte le società, bensì esiste quella più adatta ad una determinata situazione, che permetterà a chi ha bisogno di aiuto di ricevere gli strumenti giusti per poter migliorare.

Per costruire al meglio la propria strategia è bene agire seguendo i passi elencati:

– informarsi su ciò che non va nell’azienda o società;
– definire qual è il target di riferimento e la conseguente domanda, in modo tale da offrire i giusti prodotti;
– informarsi su quale altra società è in competizione;
– analizzare il livello dell’offerta dell’azienda e se soddisfa le esigenze del consumatore;
– impostare un adeguato processo di marketing e di gestione;

A questo punto, dopo un’accurata analisi delle situazioni prima elencate, allora si potrà procedere a stabilire le sorti dell’azienda. La cosa fondamentale è non perdersi in proiezioni di mercato surreali e semplicemente ipotetiche, perché quando si tratta di far accrescere un qualsiasi tipo di business è fondamentale essere realisti e non affidarsi solo a calcoli. Infatti il mercato è sempre in evoluzione e per stare al passo con i competitors bisogna aggiornarsi e fornire sempre delle nuove strategie e soprattutto essere in grado di rinnovarsi.

Dunque, le strategie aziendali non sono universali e una volta trovata quella giusta, non è detto che non cambi nel tempo. Perciò affidarsi a dei consulenti esperti è la chiave per eliminare qualsiasi criticità.

Ad ogni modo, l’obiettivo rimane sempre lo stesso e non va mai perso di vista, la tattica e la strategia cambiano sempre a seconda delle circostanze.

Rivolgersi ad un compro oro Roma: motivi e vantaggi

Rivolgersi ad un compro oro Roma: motivi e vantaggi

Perché ci si rivolge ad un negozio di compro oro Roma?

I motivi per cui ci si può rivolgere ad un negozio che vende e acquista oro possono essere i più svariati. In linea di massima, il motivo principale è quello di ricevere dei soldi in cambio del proprio oro che non si usa più o del quale ci si dovrebbe disfare. Rivolgersi ad un negozio di compravendita di oro e gioielli preziosi può essere molto utile quando si è in difficoltà economiche e, per uscire dall’impasse, si prende la decisione di vendere i gioielli oppure l’oro di famiglia presso un compro oro a Roma o negozi di compravendita di oro che in cambio offrono del denaro.

Vi sono poi dei casi in cui la compravendita di oro può essere fatta anche solo per disfarsi di qualcosa che comunque non si usa più (come ad esempio degli orecchini spaiati, oppure qualcosa che è stato regalato in occasione di un evento che un tempo era importante, o ancora perché quel gioiello che decidiamo di mettere in vendita è passato ormai di moda). In ogni caso, sono scelte che possono essere fatte giusto per ottenere dei denaro in cambio: l’oro, in questo caso, è considerato come un bene rifugio per eccellenza in quanto non è mai svalutato in modo eccessivo e permette di fungere da cuscino di salvataggio nel caso in cui serva un aiuto economico.

Vantaggi per cui scegliere un compro oro a Roma

Vendere il proprio oro può essere una scelta intelligente ed interessante, perché, quale che sia il motivo per cui si decide di disfarsene, permette di ottenere un guadagno veloce ed immediato seppur seguendo e rispettando  delle regole ben precise.

In linea di massima, l’idea di vendere i propri gioielli comporta un vantaggio economico per chi se ne disfa: in cambio di gioielli che altrimenti terremmo all’interno di un cassetto, possiamo quindi ricevere dei soldi che possono esserci utili per soddisfare altre nostre esigenze importanti, come ad esempio l’acquisto di un prodotto o di un servizio che ci interessano.

Il denaro, però, non è l’unico movente per cui decidiamo di vendere il nostro oro presso un valido canale di vendita come può essere il compro oro: infatti, molto spesso, quando si possiede dell’oro in casa, c’è il rischio che esso possa essere rubato e questo determina una necessità di attenzione che non deve essere sottovalutata.

Mettiamo il caso di possedere degli anelli che non usiamo più perché passati di moda o perché ci sono stati regalati da un ex fidanzato o da un ex marito, oppure ancora prendiamo in esempio la possibilità di avere ancora nel cassetto gioiellini del battesimo o della prima comunione, braccialetti che sarebbe impossibile indossare oppure orecchini spaiati. Insomma, gioielli che nessuno indossa. Molto spesso si decide di non disfarsene per mantenere vivo il ricordo, ma si tratta comunque di situazioni che possono essere dannose, a lungo andare, per noi: pensiamo ad esempio cosa significa tenere l’oro in casa ed avere paura di essere derubati. L’alternativa sarebbe quella di affittare una cassettina di sicurezza in banca, ma si tratterebbe comunque di una scelta che ci costerebbe del denaro.

Ecco perché la soluzione di vendere l’oro che non usiamo più è una soluzione da prendere in considerazione.

Tra l’altro, i negozi di compro oro rappresentano una valida soluzione anche perché l’acquisto di oro usato è un’attività che essi svolgono come principale, un servizio che offrono quotidianamente e proprio per questo motivo sono considerati affidabili: chi opera all’interno di un negozio di compravendita di oro, in genere svolge da molto tempo la stima dei gioielli e dell’oro usato in quanto si trova a passare in rassegna decine di gioielli usati tutti i giorni e può vantare quindi una notevole esperienza nel settore.

L'importanza del biglietto da visita perché la prima impressione è quella che conta

L’importanza del biglietto da visita: perché la prima impressione è quella che conta

Probabilmente ti sarà capitato di chiederti, magari all’inizio della tua avventura professionale oppure durante un momento di rebranding, se vale ancora la pena stampare dei biglietti da visita, considerando le molte opzioni digitali che gli avanzamenti tecnologici hanno messo a nostra disposizione. Se ti sei fatto questa domanda, la risposta è assolutamente affermativa, come avremo modo di scoprire all’interno del nostro articolo. Quando progettati correttamente, i biglietti da visita sono in assoluto alcuni tra gli strumenti di promozione più efficaci per il proprio brand personale o aziendale. Dai uno sguardo a questa tipografia online che si occupa, fra le altre attività, di stampa di biglietti da visita per capire quali sono le opzioni a tua disposizione oggi per personalizzare questo antico, ma ancora molto efficace, supporto per il tuo business.

Cosa considerare prima della stampa di biglietti da visita

Sono molti gli aspetti da prendere in considerazione che precedono l’effettiva stampa di biglietti da visita. Nonostante in apparenza si tratti di un prodotto molto semplice da realizzare, poiché contiene essenzialmente poco più rispetto alle informazioni lavorative di contatto, il biglietto da visita spinge in realtà a un importante esercizio di auto-analisi e di posizionamento del proprio brand. E, come tutto quello che impone di guardarsi dentro, non si tratta di un’attività semplice o da banalizzare. Scegliere come comunicarsi al mondo è un’attività cruciale anche per posizionare il proprio marchio e capire con che target di clienti si intende lavorare.

I vantaggi della stampa di biglietti da visita

Un professionista che non ha un biglietto da visita viene visto come qualcuno che non ha investito sufficientemente nella propria avventura lavorativa. Nel dubbio, avere sempre con sé un biglietto da visita permette di dare un’immagine più professionale. Certo, i social e i siti personali sono fondamentali e molto spesso sostituiscono i biglietti da visita nelle interazioni con i clienti, ma qualora un account non fosse più disponibile o un sito fosse in lavorazione, pagherà avere un supporto cartaceo sempre a portata di mano. Tuttavia, l’online può rivelarsi fondamentale per stampare biglietti da visita in modo veloce ed efficiente.

Stampa di biglietti da visita, un’attività fondamentale per i professionisti moderni

Comprendere l’importanza del biglietto da visita tradizionale è più semplice se si pensa che le opportunità di business non vengono sempre nel momento in cui siamo più preparati. Molto spesso infatti, soprattutto per chi opera come libero professionista, un potenziale cliente si incontra in vacanza o in generale in momenti nei quali non siamo grado di fornire una consulenza su due piedi. Avere un biglietto da visita significa poter lasciare un piccolo ricordo, magari sul quale appuntare qualche nota personalizzata. In tal senso, il biglietto da visita è la promessa di un’opportunità commerciale che altrimenti potrebbe sfuggire. Gli elementi da inserire sono pochi ma fondamentali: come prima cosa è importante inserire il logo personale, sempre presente per le professioni creative, oppure quello che fa riferimento all’azienda. Sotto il logo vanno inseriti nome e cognome, con l’aggiunta del titolo professionale, in modo tale da permettere alle persone che lo ricevono di capire immediatamente di cosa ci si occupa. Infine, è fondamentale inserire tutti i dati che potrebbero servire, dal numero di telefono fisso al cellulare, dall’e-mail di lavoro fino alla partita IVA e all’indirizzo dello studio.

Groupon cos'è e come ottenere coupon

Groupon: cos’è e come ottenere coupon

Groupon è una sorta di grande contenitore, dove sono presenti numerose offerte di oggetti, pacchetti vacanze, ristoranti e tantissime altre opportunità davvero molto interessanti. La prima cosa da fare per entrare a far parte di questo mondo fantastico, è registrarsi sul sito di Groupon; farlo è molto semplice, basta andare sul sito, andare sulla voce ‘Registrati’, e seguire le semplici istruzioni. Una volta conclusa questa operazione si potrà navigare sul sito per ottenere i vantaggi.

Esistono due opportunità, la prima è quella di navigare utilizzando la barra di ricerca: in questo caso la ricerca sarà più generica ed offrirà numerosissimi risultati. La ricerca si può affinare utilizzando la seconda possibilità, ovvero le sottocategorie; in questo modo sarà molto più semplice trovare ciò che cerchiamo, evitando di visualizzare tante altre cose che magari in quel momento non ci interessano. Sarà quindi una ricerca più specifica.

Groupon inoltre, una volta scelto il prodotto o altro obiettivo,  garantisce la protezione dei nostri dati personali e di pagamento, grazie all’utilizzo delle migliori tecniche di crittografia. Quindi acquisti a prezzi super convenienti, con la certezza della protezione dei dati, e della consegna del prodotto. Anche la questione relativa ad eventuali rimborsi, è una vera e propria garanzia.

Codici sconto Groupon

Per acquistare il tuo ‘deal’ dovrai solo cliccare su Compra ed acquistare. Su Groupon esistono dei codici sconto molto interessanti, sconti che possono essere di qualsiasi entità, che ci permettono di risparmiare parecchio. Ma prima di comprendere come utilizzarli, cerchiamo di capire cosa sono.

Un codice sconto Groupon è una sequenza composta da numeri e lettere che funziona allo stesso modo di un coupon cartaceo. Basta inserirlo nel carrello online prima del pagamento, per ottenere uno sconto sulla tua spesa finale. Lo sconto può essere fisso (un tot in euro) oppure in percentuale sul costo totale. Inoltre, un coupon Groupon può fornire altri vantaggi, come articoli in omaggio, spese di consegna gratuite e tante altre opportunità.

Ricordate sempre di controllare i dettagli della promozione, poiché alle volte per approfittare di questi codici dovrete rispettare alcuni requisiti, come un minimo di spesa o l’acquisto di un certo numero di prodotti. Insomma una cosa non molto complicata, ma che va comunque ben compresa per essere utilizzata nel migliore dei modi. Vediamo insieme come ottenere il Coupon.

Come ottenere il Coupon

Proprio su questa pagina infatti si  possono trovare le migliori promozioni del momento, selezionate dal team di Groupon. Basta aggiungere questa pagina alle Preferite e sarete sempre informati su offerte, coupon e codici Groupon.

Ci si potrà quundi iscrivere alla newsletter gratuita, in modo da essere sempre al corrente su tutte le novità in arrivo su Groupon, registrarsi alle notifiche, così da ricevere regolarmente aggiornamenti sui codici sconto esclusivi e seguire la pagina Facebook, dove vengono postate le principali offerte giornaliere.

Questi sono i passi da compiere per ottenere facilmente i coupon da utilizzare sul sito. Tuttavia si può anche contattare l’assistenza clienti per chiedere info per qualsiasi dubbio sui coupon. Una volta ottenuto, bisogna saperlo utilizzare in maniera corretta. Vediamo nel dettaglio come fare.

Come utilizzare i coupon

Tutti i coupon devono essere attivati. Per attivare un codice, bisogna seguire queste semplici istruzioni. Prendere il codice sconto Groupon dal nostro elenco e prenotare l’affare o il viaggio che preferite, quindi continuare con l’ordine e inserire i dati di accesso o i dati dell’indirizzo.

Poi selezionare i metodi di pagamento offerti: qui troverete un link blu sul lato destro. La finestra del codice sconto si apre dopo aver fatto click, inserite il codice che avevate copiato ed il gioco è fatto.E’ sempre meglio consultare ogni offerta per avere tutte le informazioni necessarie o, come già detto, chiedere al servizio clienti Groupon.

Ecco perché Groupon è un sito con una serie di occasioni di svariata natura, che altri non offrono. Occasioni incredibili e convenienti, che si possono ‘sfruttare’ utilizzando anche dei coupon veramente molto interessanti. Non perdete l’occasione.

Come e perché aprire una società a Dubai

Come e perché aprire una società a Dubai

Gli Emirati Arabi sono tra i Paesi che offrono più appeal per un imprenditore, grazie al florido sviluppo economico che si basa su turismo, settore immobiliare di lusso e tecnologie innovative high tech.
Inoltre, il reddito pro capite è piuttosto alto e la manodopera pressoché nulla.
Proseguendo con la lettura scoprirai quali sono le procedure per aprire una società a Dubai (seguendo i consigli di Daniele Pescara), una delle location più liberali e accattivanti degli Emirati Arabi Uniti.

Perché aprire una società a Dubai?

La città è in continuo sviluppo e solo nel 2016 ha registrato un aumento del PIL del 2,9 % rispetto all’anno precedente: è un polo attrattivo non solo per le ricchezze del sottosuolo, come il petrolio, ma anche per un fiorente turismo e per le strutture alberghiere di lusso che ogni anno attraggono migliaia di vacanzieri.

Qual è la procedura per avviare un’impresa a Dubai

Puntare su un Paese straniero non è facile perché bisogna rapportarsi ad usi, costumi e normative differenti: tuttavia, Dubai è la meta per tanti business man che vogliono superare i confini italiani ed europei. Come prima cosa, è necessario ottenere una licenza che si diversifica a seconda del settore in cui si impegnano le proprie risorse e il proprio capitale:

  • licenza commerciale: si rivolge a tutte le attività prettamente commerciali, come l’apertura di una catena di negozi di abbigliamento o di alimentari;
  • licenza industriale: per l’avvio di industrie e imprese manifatturiere nel campo chimico, tecnologico, tessile e così via;
  • licenza professionale: riguarda i liberi professionisti come medici, architetti, fashion designer, hairdresser, ma anche artigiani ed orefici.

Tutte queste licenze vengono rilasciate da un preciso istituto, il cosiddetto Dubai Department of Economic Development, il dipartimento per lo sviluppo economico di Dubai. Le attività che si fondano sul turismo, invece, sono sostenute dal dipartimento del Turismo e del Commercio Marketing. In generale, tutte le aziende devono essere registrate alla Camera di Commercio e dell’Industria di Dubai e, per specifiche autorizzazioni, è obbligatorio rivolgersi ad enti come il Ministero dell’Economia e la Banca dell’UAE.

Le cosiddette Free Zone

Dal 1984 vige a Dubai una normativa che prevede l’obbligo per gli stranieri di avere un socio cittadino degli Emirati Arabi che detiene la totale proprietà dell’azienda e una percentuale delle quote fino al 51%. Questo per sostenere il territorio e i nativi del posto. Solo le Free Zone sono estranee a questa normativa, dove la procedura è alleggerita, non c’è bisogno del socio emiratino ed esistono delle agevolazioni e dei considerevoli sgravi fiscali.
Queste zone franche sono nate per facilitare le aperture di imprese da parte di cittadini stranieri:

  • è possibile ottenere il 100% della proprietà, quindi non è obbligatorio il partner locale;
  • non ci sono tasse sul reddito personale;
  • non esistono restrizioni sui movimenti della valuta;
  • esiste la possibilità di rimpatriare i capitali senza imposte nè tassazione;
  • la costituzione della società è molto più veloce e alleggerita.

D’altra parte, aprire una società nella Mainland (fuori dalla free zone) può essere vantaggioso perché si fa riferimento alle conoscenze del socio emiratino, su un network efficace e sulla sua esperienza.

Tutti gli step della procedura

Come prima cosa bisogna affidarsi ad un notaio, pagare una quota di 15.000 AED al Ministero dell’Economia e inviare tutta la documentazione al Registro di Commercio. Dulcis in fundo, è necessario scegliere il nome dell’azienda e della ragione sociale e inviare tutti i dati, compresi i nomi dei soci, alla Camera di Commercio e dell’Industria di Dubai.

Come realizzare video e spot pubblicitari

Come realizzare video e spot pubblicitari

I video e gli spot pubblicitari non sono sempre stati come li conosciamo oggi, ma venivano presentati come un vero e proprio spettacolo televisivo che precedeva la fine delle trasmissioni, prima di andare a letto. Era un appuntamento che riuniva tutta la famiglia davanti la TV ed era conosciuto come Carosello.

Oggi le pubblicità si sono evolute proprio come tutti i mezzi di trasmissione e con l’avvento di internet, anche gli spot pubblicitari hanno conquistato sempre più questo strumento di diffusione di massa.

Il fenomeno ormai è talmente diffuso che niente è esente da pubblicità: Facebook, YouTube, app su smartphone e perfino la semplice navigazione su internet è costellata di banner e pop-up che ci invitano costantemente all’acquisto di un qualche prodotto o servizio.

Oggi ci concentriamo nello specifico sulla realizzazione di spot pubblicitari, i mezzi più classici e diffusi per raggiungere potenziali clienti.

Creare video e spot pubblicitari: le varie fasi

Cercheremo di suddividere questa guida nel modo più completo e chiaro possibile per poter raggiungere sia i video maker esperti, sia quelli alle prime armi.

In ogni caso rispolveriamo alcuni concetti base per i primi e sveleremo alcuni consigli utili per chi invece ha appena iniziato. Non c’è molto da sapere per quanto riguarda le fasi: si tratta d’ideazione, produzione e post-produzione.

Realizzare uno spot pubblicitario: ideazione

Che si tratti di uno spot o un video pubblicitario, niente può avere inizio senza una buona ideazione. Tutto nasce durante il primo approccio col committente, si studiano le sue necessità, il tipo di prodotto che vuole pubblicizzare, il target di clienti che vuole raggiungere, il messaggio che vuole trasmettere.

Dopo aver raccolto queste utili informazioni, si passa allo studio dell’inserimento dei sei elementi di un video pubblicitario: destinatario, destinante, oppositore, aiutante, oggetto e soggetto. Ognuno di questi deve essere inserito in base allo studio delle informazioni raccolte nella prima fase.

La produzione di uno spot pubblicitario

Un video pubblicitario non è molto diverso da un vero e proprio film, anzi, è possibile definirlo il racconto di una storia in pochi secondi, unica differenza da un lungometraggio di qualche centinaio di minuti.

Proprio come in un film, per uno spot pubblicitario è necessario realizzare una sceneggiatura. Questa prevedere una o più location, protagonisti e comparse, scenari, luci e molti altri elementi dovrebbero essere curati ciascuno dal proprio professionista di settore.

La pianificazione è importante in modo che si possa arrivare al giorno delle riprese nei tempi più brevi e quindi ridurre al minimo i costi.

Arrivati al momento delle riprese, anche queste dovrebbero essere dirette da un professionista, ossia un regista, il quale sa determinare se la ripresa appena fatta è buona per il montaggio oppure no.

Uno spot ovviamente non richiede i tempi colossali di un film, ma un po’ di ritardo è sempre normale. Tutto deve essere al suo posto e inoltre, la fretta, non è mai una buona consigliera.

Montaggio e post-produzione

Dopo aver pianificato, approvato e ripreso tutto il necessario per il montaggio, finalmente si passa alla post-produzione di un video pubblicitario.

La prima regolare per ottenere un buon prodotto è rendere perfetti i primi 10 secondi dello spot. Mediamente è questo il tempo che l’osservatore impiega prima di decidere se stare a guardare o cambiare canale.

Gli ultimi secondi sono altrettanto importanti se l’obiettivo del committente non è solo quello di mettere in mostra il brand, ma invitare il cliente a una call-to-action.

Spesso però, un prodotto che per un montatore può risultare perfetto, è oggetto di richieste di modifiche e aggiunte. Questo farebbe perdere la pazienza a chiunque, ma bisogna ricordare che quello che per chi lo realizza è un video ben riuscito, per il cliente è lo specchio del proprio nome e deve essere come lui vuole.

Strategie per l'internazionalizzazione aziendale

Strategie per l’internazionalizzazione aziendale

L’internazionalizzazione delle aziende consiste nell’aprire tali aziende verso altri scenari, al di fuori del mercato nazionale di appartenenza. L’internazionalizzazione delle imprese è sempre più comune ai giorni nostri, ovviamente sempre più votati ad espandere il raggio di azione delle varie organizzazioni, così che si possano conquistare appunto nuovi mercati. Il termine quindi indica una serie di processi con cui le aziende decidono di investire all’estero, andando ad instaurare dei rapporti con istituzioni, con altre imprese con differenti finalità: vendere, produrre, trovare finanziamenti o acquistare materie prime. Per poter raggiungere questi obbiettivi, si devono mettere in campo delle strategie per l’internazionalizzazione aziendale.

Internazionalizzazione delle aziende: cos’è

Come anticipato, l’internazionalizzazione delle imprese indica una serie di processi con cui le aziende investono sui mercati esteri. La finalità è quella di allacciare una serie di nuovi rapporti con altre imprese estere, così da poter produrre, vendere o cercare ulteriori investimenti nei mercati di appartenenza. Un’impresa può decidere di fare ricorso a delle strategie di internazionalizzazione per svariati motivi.

Uno dei principali è sicuramente un cambiamento avvenuto nel mercato di origine, che può aver portato a una contrazione dei fatturati. In secondo luogo possiamo trovare anche una rinnovata volontà di aprirsi a nuove prospettive di guadagno, inserendo il brand in un mercato differente da quello di origine. Ad ogni modo, qualsiasi sia la motivazione che spinge all’internazionalizzazione, per raggiungere questo obiettivo si devono mettere in campo delle strategie.

Strategie di internazionalizzazione: esempi

Ricercare nuovi sviluppi dell’impresa, apre chiaramente a nuovi scenari, che devono essere affrontati attraverso una pianificazione dedicata a lungo termine. Le strategie da mettere in campo sono molteplici, ma all’interno di queste possiamo distinguere determinate caratteristiche che possiamo ritenere fondamentalmente universali, e che possiamo quindi ritrovare in moltissime organizzazioni che hanno scelto di percorrere questa strada. Innanzitutto, tutte le strategie di internazionalizzazione prevedono che alla base ci sia uno studio completo e approfondito del come e dove investire le proprie risorse.

In altre parole, una simile analisi non comporta solamente una ponderazione del mercato, ma anche di tutti i fattori esterni che esercitano un’influenza su tale mercato. Tra i principali fattori da considerare quindi, troviamo il PIL, il trend economico, i flussi di investimenti di quelle aziende che hanno già optato per una simile scelta, il sistema politico vigente, quali canali di distribuzione andranno utilizzati, e chiaramente le modalità con cui tutte queste azioni andranno compiute.

Internazionalizzazione aziendale: le difficoltà

Quando si parla di strategie di internazionalizzazione delle imprese, si fa riferimento ad un mondo davvero molto vasto, che quindi richiede studi approfonditi. Una delle maggiori difficoltà è proprio quella della lingua differente da quella di origine, perché chiaramente le imprese si scontrano con un insieme di norme che devono essere correttamente comprese e interpretate. Alla base di tutto quindi, oltre a dover far affidamento ad un servizio professionale di traduzioni a Torino, è quello di aggiungere una figura strategica come quella dell’Export Manager. Tra i principali compiti proprio quello di individuare i mercati dove l’azienda potrà ampliare la sua attività.

Come creare un brand fashion

Come creare un brand fashion

Costruire un brand step by step

Come realizzare un fashion brand e far affermare il proprio marchio di vestiti, in un mercato in continua trasformazione ed evoluzione? Entrare a far parte del mondo della moda è una sfida che può riuscire o portare un designer nell’oblio.

Come creare una linea di abbigliamento?

Di seguito andremo a evidenziare quali siano i passi necessari per realizzare dei prodotti di moda innovativi e, l’importanza, di poter in caso anche seguire un corso professionale che offra una valida formazione, come quelli dell’Istituto Marangoni.

Come creare un brand fashion: creatività, tempistica e predisposizione psicologica

La creatività di un designer è il punto di partenza per creare vestiti alla moda unici e particolari, ma anche se la propria idea è innovativa e geniale, sarà necessario e fondamentale possedere le giuste conoscenze specifiche dal punto di vista manageriale, per poterla sviluppare e affermare.

A tal fine può essere utile acquisire esperienza nel settore lavorando all’interno di un’azienda già affermata nel settore moda, per poi successivamente, quando ci si sente pronti e preparati, decidere di fare il grande passo di mettersi in proprio.

Prima di partire potrebbe essere utile chiedersi se si hanno le predisposizioni psicologiche per essere non solo un designer ma anche un imprenditore, perché bisognerà avere forza, coraggio, spirito manageriale e possedere anche una grande resistenza allo stress.

Il target di clienti e organizzare il business plan

Fondamentale prima di decidere di creare una collezione di moda è porsi le seguenti domande:

  • Quali sono i clienti a cui ci si vuole rivolgere?
  • Quale la tipologia di prodotti e lo stile che si vuole realizzare?

Parliamo qui della ricerca del target cui il tuo fashion brand sarà dedicato e che ti permetterà di identificare i potenziali clienti, tuoi futuri acquirenti.

Aver chiaro quale sia l’obiettivo di vendita di una linea di abbigliamento è indispensabile anche per realizzare un business plan adeguato, per preventivare tutti i costi necessari all’avviamento, al mantenimento dell’impresa e anche gli eventuali profitti da dover raggiungere.

Per assolvere a questo punto può essere utile rivolgersi a dei professionisti specializzati, in grado di fare per voi un’analisi adeguata del mercato e dei vostri concorrenti.

Aprire un brand: l’importanza dei capitali iniziali

In base al business plan sarà a questo punto necessario recuperare i capitali iniziali per creare la tua favolosa linea di abbigliamento. Nelle prime fasi possono essere sufficienti anche piccole somme che sono state messe da parte personalmente, oppure recuperate grazie ai prestiti di persone che credono e vogliono investire nel tuo progetto.

Successivamente, con la crescita della tua attività, potrà essere necessario dover chiedere prestiti alle banche o cercare di ottenere uno dei fondi di investimento regionali, o messi a disposizione dalle camere di commercio.

Linea di abbigliamento: dalla produzione alla distribuzione

Per passare dalla fase di ideazione a quella della realizzazione e della vendita, bisogna scegliere in primis i laboratori, le sarte o le aziende specializzate in produzione di prodotti di moda fashion.

Realizzati i tuoi prodotti dovranno essere venduti! Come fare per introdurre nel mercato la linea di abbigliamento? Ecco tre valide alternative:

  • Molte aziende che si occupano di produrre un marchio di abbigliamento, distribuiscono anche il prodotto. Puoi trovare con loro un accordo.
  • Puoi aprire uno shop online o vendere su una delle piattaforme marketplace già esistenti e gestire tutto in maniera autonoma
  • Affidarsi a uno showroom che distribuisce linee moda

La tutela del proprio brand: registrare un marchio

Un marchio va registrato per essere tutelato e il primo passo è la scelta del nome del tuo brand:

  • Scelta che deve essere fatta in modo sensato
  • Con un nome che sia facile da ricordare
  • Comprensibile e chiaro a tutti

Seguendo questi tre consigli otterrai un valido aiuto al piano di comunicazione e al posizionamento della tua linea moda sui motori di ricerca.

Il nome dev’essere accompagnato da un logo, per identificare meglio il tuo marchio di abbigliamento.

Prima chiedere la registrazione, che può essere chiesta all’Ufficio Brevetti e Marchi, alla Camera di Commercio o alle tante agenzie di servizi, verifica se sia già stato registrato e se il dominio per creare il sito web è libero tramite google domains.

Un marchio di moda di successo

Per creare un brand di moda famoso, che rispecchi lo stile del momento e risponda al target dei propri clienti, si deve continuare a crescere personalmente, studiando e investendo nella propria formazione.

A questo fine può essere utile un corso con consigli su come lanciare un brand di moda. Un esempio online è quello di Michael Scarpelli, creatore del brand Happiness. Il corso si rivolge a tutti coloro che vogliono apprendere le conoscenze di questo imprenditore e prendere idee per poter lanciare, finalmente, un brand di moda di successo.