Come calcolare il Food Cost e perché è importante

Come calcolare il Food Cost e perché è importante

Imparare le tecniche su come calcolare il Food Cost permette di crescere assieme al tuo ristorante in maniera facile e veloce: ecco cosa sapere.

Il mondo della ristorazione è diventato sempre più dinamico, manageriale e specifico nel corso del tempo. Un locale di successo non deve soltanto servire piatti di qualità, ma deve anche conoscere nel dettaglio tecniche con cui poter valorizzare i prezzi e le proposte del menù.

Sei alla ricerca di una mini-guida che possa aiutarti step-by-step nel tuo processo di crescita manageriale? Bene, seguendo i consigli di Ristobusiness  potrai scoprire cos’è e come calcolare il Food Cost e, capirai, quanto sia importante conoscere nel dettaglio strumenti come questi, che permettano di massimizzare la resa del proprio ristorante.

È bello sapere che i tuoi piatti hanno successo, ma devi sapere che anche tua intera attività è sulla buona strada per il trionfo.

Il food cost, insieme a una serie di altre spese, fisse e non, concorrono a definire il prezzo di uscita di ogni piatto. E’ una parte del management importantissima, tanto da essere insegnata con dei corsi.

In questo articolo abbiamo scelto di approfondire uno strumento importantissimo, da applicare subito per ottenere guadagni consistenti, senza rinunciare mai alla bontà e la prelibatezza delle tue pietanze: parliamo del Food Cost.

Food cost definizione

Il food coast, letteralmente calcolo del costo piatto o del cibo, è il costo della materia prima necessaria per realizzare i piatti del menu.

Il rapporto tra il costo degli ingredienti di un ristorante (ovvero le materie prime usate per la produzione delle pietanze) e le entrate che tali ingredienti generano quando vengono consumate (vendita di alimenti) tramite il menù offerto dal ristorante, praticamente il prodotto finito che arriva direttamente sulla tavola del consumatore.

Come si calcola il food cost: formula

La formula utilizzata per il calcolo del Food Cost è la seguente: Costo del piatto / Prezzo di vendita x 100. In ogni caso, è bene tenere in considerazione che il rapporto in questione non riesce a calcolare una serie di fattori aggiuntivi che possono incidere sul valore finale del risultato. Un esempio?

  • il livello e la complessità di lavorazione del piatto: quanto tempo impieghi per preparare il prodotto finito? Quanti ingredienti adoperi?
  • l’eventuale percentuale di scarto delle materie prime: utilizzi alimenti che perdono peso e consistenza durante la cottura? Hai a disposizione sempre ingredienti freschi che, se non consumati in giornata, devono essere buttati?
  • la manodopera, ovvero il lavoro dei tuoi dipendenti: a seconda della tipologia di ristorante che gestisci, è importante calcolare anche il costo del team di professionisti che ogni giorno, con passione e impegno, permettono al tuo locale di portare a casa risultati invidiabili!

Food Cost di un ristorante

Perché è così importante conoscere la percentuale di guadagno netto che arriva direttamente nelle entrate del ristorante?

Il Food Cost permette di creare il bilanciamento ideale fra la qualità del menù che offri e il prezzo delle portate che stabilisci assieme agli chef. In particolar modo, qualora il rapporto in percentuale risulti troppo elevato, è bene seguire uno dei seguenti consigli per minimizzare il prima possibile i rischi del tuo locale:

  • impiegare gli stessi ingredienti in più piatti del menù: proporre varie pietanze ai tuoi clienti è importante, lo si può fare senza essere dispendiosi.
  • limitare i piatti del giorno, scegliendo una lista di ingredienti fissa (stagionale e a chilometro zero) tutto risulterà più economico.

E il Food Cost per una pasticceria?

Se normalmente per un ristorante il costo degli alimenti si aggira al 30%, per una pasticceria è sul 20%. Ma bisogna tenere a mente un ricarico più alto rispetto al ristorante, perché sebbene le materie prime lascino ampio margine di ricavo, sono il personale e le attrezzature a costare di più.

App per il calcolo del food Cost

Il Food Cost può davvero fare la differenza: sta a te usarlo nel modo migliore! Ma fare questi calcoli può essere difficile, noioso e non sempre si riesce a farlo nel modo corretto. Niente paura! Ci sono molte app che permettono di calcolare il costo dei tuoi piatti senza essere un contabile, le potete trovare online disponibili sia per Android che I-Phone.

Come conservare le fatture elettroniche obblighi di legge e valenza giuridica

Come conservare le fatture elettroniche: obblighi di legge e valenza giuridica

Con l’avvento della fattura elettronica, una delle domande più richieste è come conservare la fattura elettronica? (Approfondisci sul sito https://www.savinosolution.com).

Si tratta di un documento importantissimo che deve essere obbligatoriamente conservato nel letto così come imposto dalle leggi vigenti in materia, ma come si conserva al meglio? In molti si sono trovati molto confusi dalla nuova situazione cui devono far fronte, ma le novità possono essere molto più convenienti rispetto ai metodi del passato.

La fattura elettronica è un documento che nasce nel digitale e deve avere una valenza legale simile a quella che hanno le fatture cartacee, che consente agli operatori del diritto di mettersi al riparo da pendenze amministrative e sanzioni pecuniarie anche molto elevate. Ecco qualche punto su cui fare chiarezza per la corretta conservazione delle fatture elettroniche.

Come conservare le fatture elettroniche: valenza e conservazione

La conservazione delle fatture elettroniche rispetta a grandi linee la conservazione di quelle cartacee. Sappiamo infatti che queste ultime per avere una valenza devono essere conservate per cinque anni, ma gli adempimenti civilistici estendono l’obbligo a dieci anni così da stare sicuri nei confronti di qualsiasi pretesa di terzi.

Stesso discorso dovrebbe essere fatto per la conservazione delle fatture digitali o elettroniche che devono essere reperibili per un periodo vicino ai dieci anni. La conservazione digitale ovviamente presenta innegabili vantaggi rispetto a quella digitale, anche un bambino capirebbe la convenienza di quest’ultima sia in termini di spazio che di tempo. L’avanguardia del digitale non può e non deve essere sottovalutata.

Per trarre al meglio le opportunità che questi nuovi obblighi di legge apportano bisogna anche sapere che per la valenza giuridica e tributaria di una fattura elettronica, conservare solo quest’ultima non è sufficiente ma è necessario anche avere una serie di ulteriori documenti anteriori e posteriori alla stessa necessari per comprovare la veridicità di quest’ultima. Tutti questi faldoni digitali potrebbero essere conservati dall’Agenzia delle Entrate in maniera completamente gratuita.

Come conservare le fatture elettroniche: la varietà dei servizi

Chi decide di affidarsi al servizio gratuito che lo Stato offre per la conservazione delle fatture elettroniche dovrebbe sapere che quest’ultimo si esonera però da qualsiasi responsabilità derivante dalla violazione di diritti dei terzi contenuti in tali documenti Già questa affermazione dovrebbe far pensare.

Inoltre, per poter prendere visione di questi documenti sarebbe poi necessario visionare il cassetto previdenziale di ogni utente ed estratte da quest’ultimo i documenti necessari in maniera tutt’altro che semplice. Questa come tante altre difficoltà legate al servizio spingono molti utenti che hanno la necessità di conservare tanti documenti e fatture a investire in un servizio a pagamento ma molto più funzionale ed intuitivo anche in ragione delle conseguenze che possono derivare dal servizio.

Avere la possibilità di conservare tutto il pacchetto inerente alla stessa fattura elettronica all’interno di uno specifico server così da poterlo consultare quando necessario corredato da tutti gli incartamenti che sono utili per la procedura amministrativa è molto comodo. Inoltre, tutti i documenti possono essere firmati digitalmente ed avere valenza nei confronti di tutti i terzi che decidono di iniziare un giudizio relativo alle vertenze della fattura elettronica. Infine, possedere tutti i documenti mette al riparo da moltissime azioni giudiziarie.

Come promuovere polizze assicurative e raggiungere il successo

Come promuovere le polizze assicurative e raggiungere il successo

Il mercato delle assicurazione è variegato ed offre soluzioni per qualsiasi situazioni. Questo però non significa che sia sempre svolto in modo corretto o che abbia come fine il successo personale. Per questa ragione bisogna distinguere un assicuratore “di successo” da uno “mediocre” per mezzo dei risultati che egli è in grado di raggiungere.

In questo articolo spiegheremo quali strategie di marketing risultano più complete e come promuovere polizze assicurative (su https://www.assicuratorefacile.com trovi interessanti approfondimenti).

Come promuovere polizze assicurative e conoscere la clientela

La conoscenza della clientela è un passo piuttosto difficile, specialmente al giorno d’oggi con la diffidenza che regna sovrana. Per avvicinare potenziali clienti vale la solita regola di sempre: bisogna offrire incontri gratuiti di conoscenza.

Questi incontri devono essere preparati in anticipo come delle informative studiare appositamente per il tipo di target di clientela che si intende attirare: ad esempio, si possono riunire delle donne fra i 30 ed i 60 anni e spiegare in breve in cosa consista un’assicurazione che copra infortuni domestici; oppure si possono riunire giovani uomini fra i 20 ed i 40 anni e spiegare cosa comporta l’assicurazione della propria motocicletta.

Questi incontri del tutto generici, con la promulgazione di informazioni basilari, risponderanno al bisogno di un certo target che sarà successivamente archiviato nei profili gestiti dall’agenzia. Al termine di questi incontri servirà semplicemente personalizzare ciò che è stato detto nella parte precedente con un “Vuole che le illustri la sua situazione in modo specifico?” ed i contratti di polizze assicurative fioccheranno.

Come accerchiarsi di collaboratori capaci?

Questo punto è molto importante perché determina il livello di capacità di un gruppo di persone che lavora in squadra per raggiungere lo stesso obiettivo: accerchiarsi di personalità di spicco che sappiano gestire in autonomia i propri compiti, e allo stesso tempo che consentano che il lavoro di squadra sia preso sul serio, è fondamentale per il fine ultimo.

Per garantirsi collaboratori eccellenti bisogna comprendere pienamente quali siano le loro capacità ed i loro limiti, e coltivare i loro interessi come si fa con l’orto domestico: fornendo loro delle motivazioni serie ed una strategia di marketing consolidata, verrà concesso loro di ottimizzare la carriera ed essere efficienti.

Come ci si rende essenziali agli occhi della clientela?

Uno dei punti fondamentali di una corretta strategia di marketing è quello di rendersi indispensabili per la propria clientela: evidenziare il problema agli occhi degli utenti ed essere la soluzione in prima persona, farà scattare nei clienti il bisogno, che sarà soddisfatto con la sottoscrizione della polizza personalizzata.

Per fare questo non occorrono campagne di scontistica estrema come se si stesse lavorando in un supermercato, ma bisogna diventare protagonisti: nella conversazione, nell’argomento trattato e nella vita in generale.

In conclusione

Per promuovere le proprie polizze assicurative con successo e diventare un operatore del settore efficiente, occorre partire dai punti sopra descritti ed assicurarsi di avere l’attenzione dei potenziali clienti.

Questo genere di suggerimenti non permette al consulente di diventare professionale e professionista del metodo in poco tempo e non vedrà neanche trasformarsi in modo radicale la sua vita nell’immediato, ma consente di piantare dei piccoli semi che, nella migliore delle ipotesi, germoglieranno rigogliosi.

Perché dovresti informarti prima di comprare un prodotto online

Perché dovresti informarti prima di comprare un prodotto online

Ecco perché dovresti informarti e leggere le recensioni degli acquisti prima di comprare un prodotto online.
Stavate scrollando la vostra pagina social preferita e proprio nel bel mezzo tra un video di un gattino che accarezza un cane e il tutorial su come lavarvi le mani di Barbara D’Urso, compare lui: l’annuncio del prodotto oggetto dei vostri desideri ad un prezzo mai visto prima.
Nel momento in cui cliccate su quel riquadro colorato foriero di belle notizie iniziate già ad avvertire una colpevole leggerezza in zona portafogli. Ma fermi tutti, prima di concludere il vostro “affare” ripassiamo insieme le regole fondamentali da tenere sempre a mente prima di effettuare un acquisto online.

Le 5 regole fondamentali

Di seguito elenchiamo cinque pratici consigli onde evitarvi brutte sorprese (leggi truffe) relativi agli acquisti online.

Il “troppo bello per essere vero”

A meno di particolari occasioni di sconti, come il black Friday o particolari promozioni per l’ultimo pezzo disponibile, il prezzo troppo basso di un prodotto deve sempre destare sospetti.
Vi troverete quindi ad aggiungere al carrello ed a concludere l’acquisto senza però rendervi conto di altri costi aggiunti in sordina alla fine del vostro ordine (tasse, spese di spedizione sproporzionate, costi di sdoganamento etc..). Il consiglio quindi è quello di non farvi prendere dalla fretta e di valutare con occhi clinico cosa si sta facendo.

Il “vabbè ha 5 stelline”

Purtroppo per noi, il numero di stelline accanto un prodotto od inerente ad un dato negozio non è sempre un buon parametro per indicarne l’attendibilità e l’affidabilità.
Questo perché, è vero che le modalità di acquisto su web stanno diventando sempre più sicure, ma è anche vero che così come le influencer comprano followers e “mi piace” per accrescere la loro popolarità mediatica, anche venditori di cedevole onestà possono intraprendere sotterfugi simili.
Un esempio pratico sono i venditori terzi su Amazon.
Amazon è la piattaforma e-commerce più sicura al mondo grazie alla vasta rete di assistenza e alla politica che prevede la centralità del cliente e dei suoi diritti. Ma attenzione ai venditori terzi, controllate sempre. . .

Le recensioni

Bisogna allenarsi e no, non parlo di fitness.
Bisogna allenarsi a saper distinguere le recensioni vere da quelle fasulle.
Un primo indicatore è la grammatica e la qualità della lingua utilizzata, di solito, infatti, le recensioni fasulle sono tradotte dal linguaggio dei recensori fake (di solito bot) e quindi presentano una sconnessione linguistica piuttosto evidente. Inoltre, un altro modo per verificare la veridicità di una recensione è quella di controllare il profilo del recensore, e nel caso di Amazon, far riferimento al badge “Acquisto verificato”.

Il “ommiodddio sta scadendo il timer”

Molti siti sfruttando le falle psicologiche tipiche dell’essere umano. Primo fra tutti, l’utilizzo di timer e conti alla rovescia che danno la falsa percezione che l’articolo che vi apprestate ad acquistare stia finendo e che quindi dovete concludere l’ordine senza badare a troppi cavilli.
Ebbene, cari lettori, non è mai così, questo è solo uno dei più famosi sporchi trucchetti per indurvi in un acquisto frettoloso con potenziali problemi per il vostro conto corrente.

Il “accetto solo bonifici”

Da evitare come la peste sono i venditori che accettano come metodo di pagamento solamente bonifici. È utile ricordare che il pagamento con bonifico non è mai coperto da una vera e propria assicurazione contro truffe od articoli danneggiati e non conformi. Il consiglio è quindi quello di acquistare solamente su venditori con alto feedback (di cui verificate sempre la provenienza delle recensioni) e che accettano metodi di pagamento come PayPal o carte di credito prepagate.
In conclusione

Speriamo che grazie a questi consigli abbiamo reso i vostri acquisiti online più sicuri e che soprattutto vi abbiano evidenziato che l’e-commerce può essere sì un vaso di Pandora, ma che con i dovuti accorgimenti può diventare allo stesso modo una vantaggiosa possibilità per risparmiare qualche soldino.

Tutto quello che c'è da sapere su una SRLS

Tutto quello che c’è da sapere su una SRLS

Se non ne hai mai sentito parlare o se vuoi conoscere tutto quello che c’è da sapere su una SRLS, questa è l’occasione giusta per approfondire meglio l’argomento. Se vuoi aprire una SRLS le cose da prendere in considerazione prima di iniziare sono diverse, sebbene si tratti di una formula societaria molto più snella. Ecco perché ti consigliamo in ogni caso di farti seguire da un commercialista capace ed esperto in materia.

Cosa si intende per SRLS?

SRLS è l’acronimo di Società a Responsabilità Limitata Semplificata ed è una variante della classica SRL. È stata lanciata nel 2012, con importanti modifiche nel 2013, e il suo vantaggio principale consiste nella possibilità di costituire una società vera e propria con un capitale minimo di 1 euro e massimo di 9.999 euro. Ricordiamo che per la società a responsabilità semplice, la SRL, servono invece almeno 10.000 euro, che per qualcuno rappresentano una cifra proibitiva.

La sua apertura è regolata dalla legge, secondo il DM n. 138 del 23 giugno 2012 e ulteriori modifiche nel 2013, e offre una sostanziosa semplificazione delle pratiche burocratiche, oltre che del capitale sociale minimo che abbiamo già citato. Vediamo nel dettaglio.

A chi conviene aprire una SRLS?

Quando fu lanciata, la caratteristica più importante di questa tipologia societaria era il fatto che fosse rivolta solo a chi aveva meno di 35 anni. L’anno seguente, però, è stata rimossa questa clausola, aprendo a tutti la possibilità di aprire la SRLS. Così, non è indicata solo per i giovani alla loro prima esperienza, che non hanno grandi fondi per iniziare. È perfetta anche per professionisti più maturi, sia alla loro prima avventura da imprenditori, con una storia di lavoro indipendente alle spalle, sia a chi ha già tentato altre formule.

Che differenza c’è tra SRL e SRLS?

Come anticipato, i costi di apertura sono molto più bassi della normale SRL, che comprendono l’assistenza retribuita di un notaio e si aggirano tra 700 – 1.200 euro, più altri 700-800 per le altre operazioni. Si arriva quindi a un totale di 1.500 – 2.000 euro.

Per aprire la SRLS, invece, al netto delle spese notarili vanno considerati solo i 700-800 di:

  • diritto di iscrizione alla Camera di Commercio
  • imposta di registro
  • tassa per la concessione governativa di vidimazione dei libri sociali

Dal punto di vista invece dei costi di gestione, per entrambe le forme societarie bisogna considerare il diritto annuale CCIAA, la tassa di vidimazione dei libri sociali e il deposito di bilancio, oltre alle diverse imposte e ai contributi INPS.

Il motivo per cui non è necessario pagare il notaio per aprire una SRLS va ricondotto alla scelta di utilizzare un modello standard di atto costitutivo. Non possono essere quindi introdotte modifiche o clausole particolari. Tutto ciò che serve sono le informazioni principali, ovvero:

  • dati personali di ogni socio;
  • denominazione sociale completa;
  • indirizzo di ogni sede;
  • capitale sociale e quote partecipative dei soci;
  • tipo di attività e funzionamento;
  • ruoli amministrativi;
  • luogo e data di sottoscrizione dell’atto.

Tra le altre principali caratteristiche della SRLS va anche ricordato che può esserci un solo socio, ma ce ne possono essere anche altri, che devono però essere solo persone fisiche. La carica di amministratore può essere ricoperta da terzi soggetti non soci e i conferimenti che costituiscono il capitale devono essere in denaro e non anche in natura, come nel caso della normale SRL.

Resta l’autonomia patrimoniale perfetta, proprio come per la normale società a responsabilità limitata: in caso di eventuali debiti sociali, per legge ci si può rivalere solo sul patrimonio societario precostituito.

Quanto tempo ci vuole?

La procedura è molto rapida: bastano due o tre giorni per redigere l’atto costitutivo e inviarlo alla CCIA. Quest’ultima deve poi evadere la pratica entro 48 ore. In circa due settimane potresti quindi già avere tutto quello che ti serve per partire con la tua SRLS.

Ora che sai tutto quello che c’è da sapere sulla SRLS, puoi iniziare a progettare l’apertura della tua attività. Per farlo, ti consigliamo di affidarti a commercialisti costantemente aggiornati sulle ultimissime tematiche fiscali.

Apri la tua SRLS grazie all’assistenza di veri professionisti, per poter vivere in maniera rilassata tutto il percorso imprenditoriale.

Puoi anche prendere in considerazione l’idea di rivolgerti ad un servizio di consulenza totalmente digitalizzato. In Italia, e in particolar modo su Roma, uno dei servizi che sta acquisendo tanta popolarità è quello offerto da Servizio Contabile Italiano. I costi contenuti e la possibilità di poter sempre raggiungere il commercialista senza perdite di tempo, rendono i loro servizi tra i migliori in circolazione

Newsletters: a cosa servono e come farle

Newsletters: a cosa servono e come farle

Ogni volta che apriamo la nostra casella di posta elettronica chissà quanti contenuti troviamo che hanno come oggetto la dicitura “Newsletters”. Molti utenti le considerano i nemici primari della navigazione perché confondono questi strumenti con il più comune spam. Per la maggior parte delle volte, i naviganti del Web dimenticano di essersi iscritti alle Newsletters in cambio di un contenuto gratuito e si ritrovano a bloccare il mittente, in modo un po’ ingiusto. Vediamo allora cosa sono le Newsletters, come attrarre gli utenti e come inviarle tramite software gratuiti.

Cos’è la Newsletter?

Le Newsletters sono dei veri e propri bollettini virtuali che i gestori dei siti internet inviano agli utenti che si sono iscritti spontaneamente. Si tratta di contenuti informativi che hanno la finalità di aggiornare gli utenti sulle novità che riguardano l’azienda e possono inserite all’interno di una strategia di web marketing, per condurre un potenziale cliente lungo tutto il percorso che conduce all’acquisto di un prodotto o un servizio.

I messaggi possono essere inviati o da una persona oppure da una vera e propria redazione. I destinatari delle Newsletters non possono comunicare tra di loro ma possono contattare il gestore del sito al contrario di una mailing list nella quale gli utenti possono comunicare tra loro.

Quali sono i vantaggi delle Newsletters?

Al contrario dei soliti annunci o dei banner, la Newsletters permette di costruire un rapporto di fiducia tra gli utenti e l’azienda. Questo è permesso poiché dietro ad una mail del genere vi è una persona fisica a cui poter chiedere informazioni e ulteriori delucidazioni.

In questo modo, oltre ad aumentare il traffico del sito fidelizza i tuoi clienti e puoi differenziare la clientela: in che modo? Offrendo una scontistica diversa a seconda degli iscritti alla tua Newsletters.

Dal punto di vista dell’utente, invece, i vantaggi riguardano due possibilità:

  • quella di essere il primo a sapere le novità sui prodotti e sui servizi di un’azienda;
  • avere un contatto diretto con i gestori per la richiesta di informazioni.

Come realizzare dei contenuti adatti per una Newsletters.

Innanzitutto, considera i contenuti della tua Newsletters come degli articoli da inserire nel tuo blog. Devono essere naturali, non seccanti per non far cambiare la percezione agli utenti che potrebbero intendere questo set di mail come semplice spam.

Per realizzare dei contenuti adatti bisogna segmentare il bacino di utenza in base agli interessi e le caratteristiche demografiche. Pensare di proporre la stessa mail a tutti i potenziali clienti è la scelta peggiore che si possa fare in termini di Marketing.

Quali sono i migliori siti gratuiti per realizzare Newsletter?

Tinyletter

Questo software gratuito è la soluzione più intuitiva tra i vari software. Mette a disposizione sia un buon rich text editor che un html editor. La finestra di iscrizione è molto semplice e può essere integrato direttamente su Twitter e permettendo così agli utenti di iscriversi.

Per iscriversi si necessita di circa un minuto.

Letterpop

Il software gratuito Letterpop permette di realizzare dei set di mail personalizzati con grafiche accattivanti e originali per quel tipo di piattaforma che fanno della personalizzazione il proprio punto di forza.

L’editor è molto intuitivo, basta copiare ed incollare sia i contenuti testuali che le immagini. Dopodiché si può inviare direttamente tramite qualsiasi mezzo di comunicazione.

Mailchimp

Mailchimp è il software gratuito che ti permette di utilizzare i template più professionali in circolazione ed integra una meticolosa analisi dati che ti permette di monitorare i tuoi risultati con quelli dei tuoi competitors.

L’unica pecca per questo software è la limitazione fra versione free e quella premium: la prima ti consente di inviare fino 12 000 mail al mese per un numero massimo di 2000 iscritti.

Qui ci sono tutti i consigli per realizzare una strategia di comunicazione da integrare nel tuo piano di Marketing. Cosa aspetti? Realizza la tua Newsletter e conquista gli utenti!

Che cos’è una landing page e perché è indispensabile

Che cos’è una landing page e perché è indispensabile

Il vero significato di landing page

Tutti quelli che conoscono il mondo di internet saranno sicuramente incappati nel termine “landing page”. La domanda sorge spontanea: qual è il significato di landing page e perché è così importante? Innanzitutto occorre chiarire che le landing page sono pagine di atterraggio nate e pensate per raccogliere contatti e indirizzare gli utenti verso una o più pagine specifiche di un sito web.

Anche per questo, le landing page sono veri e propri strumenti di marketing, utili per convincere gli utenti a compiere azioni misurabili come acquisti, iscrizioni o registrazioni. La loro importanza è legata al fatto che, prima di effettuare una conversione, gli utenti hanno bisogno di approfondire e di ottenere maggiori informazioni, soprattutto se si tratta di prodotti e servizi particolarmente costosi. Se le landing page sono costruite per raccogliere contatti, possono essere proposti degli incentivi sotto forma di risorse gratuite (lead magnet), come e-book da scaricare e partecipazioni a webinar.

A volte è possibile utilizzare come landing page l’homepage di un sito; anche in questo caso, il compito non cambia: il significato di landing page (per lo meno quello letterale) è pagina di atterraggio e, in quanto tale, la sua funzione è quella di catturare l’attenzione dei visitatori per indirizzarli verso altre pagine.

Come creare una landing page di successo

Al di là di come viene costruita, una landing page può essere funzionale solo se quando la si realizza sono ben chiari gli obiettivi che si intendono conseguire. Ricordate che una landing page ha successo se permette di aumentare il tasso di conversione (questo è l’aspetto che più la differenzia alle altre pagine web, che sono costruite per fornire informazioni e per essere consultate).

Uno degli elementi che possono fare maggiormente la differenza è la call to action. Stiamo parlando di una esortazione, una frase con il verbo all’imperativo nata e pensata per invitare gli utenti a compiere un’azione specifica. “Scopri di più”, “Compra ora”, “Richiedi maggiori informazioni”, “Registrati subito” sono tutte call to action che potrebbero essere inserite all’interno di un pulsante dalla grafica accattivante o alla fine di un contenuto testuale per attirare l’attenzione del visitatore e spingerlo a compiere l’azione che desideriamo (un’iscrizione alla newsletter, un acquisto, il rilascio dei propri dati personali…). Per essere davvero efficace, una call to action deve essere chiara, diretta e trasparente e deve spiccare rispetto al resto del testo.

Un elemento indispensabile per una landing page costruita per fare lead generation (la vedremo tra poco) è il form, necessario per permettere agli utenti di inserire i propri dati.

La buona notizia è cheper creare un landing page non è necessario essere per forza dei programmatori: sempre più software gratuiti permettono di costruirle con il drag and drop in modo semplice e veloce.

Due tipologie di landing page: squeeze e sales page

Di solito le landing page sono di due tipi. La più diffusa in assoluto è la squeeze page, una pagina di atterraggio costruita per fare lead generation, ovvero per convincere gli utenti a lasciare i propri dati. L’importanza delle squeeze page è legata al fatto che trasformare i visitatori di un sito web in contatti (prospect) è il primo passo per stabilire una relazione (e, magari, per concludere una vendita in futuro).

L’altra tipologia interessa soprattutto i siti e-commerce, per i quali le landing page non sono costruite per fare lead generation, ma per concludere una vendita diretta: in questo caso si parla comunemente di sales page. Diversamente dalle squeeze page, queste pagine di atterraggio non contengono dei moduli di contatto.

Come potete vedere, a prescindere dalla tipologia, il vero significato di landing page, quello più profondo, è “conversione”, macro o micro che sia. Con l’espressione macro conversione si intende una transazione di acquisto diretta; con micro conversione un’attività preliminare (come la registrazione via email), un primo passo verso la macro conversione.