L’importanza di pulire le zanzariere plissettate

L’importanza di pulire le zanzariere plissettate

Le zanzariere plissettate sono assolutamente necessarie, soprattutto nei mesi più caldi, come ad esempio aprile, maggio, giugno, luglio e agosto. In effetti, in questi mesi è possibile essere invasi da insetti vari e soprattutto zanzare, che possono dare davvero fastidio, facendo perdere ogni briciolo di pazienza. Ovviamente, oltre a tener fuori questi piccoli animaletti, le zanzariere sono anche invase da polvere, detriti, polline e foglie provenienti dal mondo esterno. In effetti, è giusto dire che è una zanzariera e come se fosse una sorta di divisore tra l’interno all’esterno di un’abitazione, quindi trovare molta polvere ed è tutto normale. Per tale ragione, è assolutamente importante tener cura delle zanzariere, in particolar modo della rete, soggetta a molti danni, in quanto abbastanza fragile. Chi non sa come pulire le zanzariere plissettate deve assolutamente leggere questa breve guida.

Come pulire le zanzariere

Le zanzariere plissettate devono essere pulite quasi ogni giorno, infatti, è possibile eliminare gran parte dello sporco semplicemente passando la scopa sul pavimento, impossibilità della zanzariera. Così facendo, sarà molto più facile, semplice e veloce eliminare poi tutto lo sporco una volta disinstallato la zanzariera. Quest’ultima può essere smontata e rimontata quando si vuole, ed è per questo che almeno due volte all’anno è un portante lavarle pulirla e poi lasciarlo asciugare al sole. Le zanzariere sono costruite con materiali di qualità, che talvolta però possono essere altrettanto fragili, ma comunque possono sostenere il peso di pioggia corrente o sole cocente. Dunque, è importante lavare e asciugare le zanzariere plissettate al sole, per poi rimetterle al proprio posto. Ovviamente, è importante ricordarsi di utilizzare un trattamento apposito per le zanzariere, e cercare più informazioni anziché attuare una pulizia molto blanda in modo autonomo. Infatti, è assolutamente necessario evitare di utilizzare prodotti nocivi, ma cercare un trattamento idoneo che renda la zanzariera molto più lucida e pulita, ma soprattutto resistente.

Trattamenti vari

Sono tante le modalità che possono essere usufruite ed utilizzate nel trattamento di pulizia delle zanzariere plissettate. Naturalmente, è assolutamente importante anche prendere spunto da persone esperte, che possono dare dei consigli e delle chips interessanti. Ad esempio, bisogna aiutare ad utilizzare alcuni prodotti durante la pulizia delle zanzariere, che sono naturalmente gli agenti chimici, gli oli, delle sostanze nocive, i solventi e i grassi. In questo modo è possibile ottenere una zanzariera pulita, ma che allo stesso tempo duri a lungo, senza essere soggetta a danni. Allo stesso tempo, è importante utilizzare un panno imbevuto d’acqua, per poi eliminare tutto lo sporco partendo dall’alto verso il basso, o talvolta in viceversa. Questo parlo sarà in grado di penetrare nella rete delle zanzariere plissettate ed eliminare in modo semplice e veloce ogni traccia di sporco. Ovviamente, dopo la zanzariera deve essere lasciata al sole per eliminare ogni singola traccia di acqua, che potrebbe non solo ostruire i passaggi della rete, ma anche danneggiare in modo acuto il materiale con il quale è stata costruita la zanzariera. I passaggi sono molto semplici, infatti bisogna semplicemente ricordarsi quali sono i prodotti da utilizzare e quelli da evitare maggiormente. Una volta compreso il procedimento, sarà molto più semplice evitare di utilizzare dei prodotti e prediligere altri.

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Perché scegliere le porte raso muro

Molti si domandano perché scegliere le porte raso muro. Questo genere di serramenti offrono tutta una serie di vantaggi strettamente pratici, oltre a rivelarsi molto sicuri. Inoltre migliorano notevolmente l’estetica di qualsiasi immobile. Vediamo quello che bisogna sapere sull’argomento.

Perché scegliere le porte raso muro?

Quando arriva il momento di progettare o di portare a termine una ristrutturazione, sorge l’esigenza di sfruttare al meglio la metratura disponibile. Bisogna anche considerare la necessità di valorizzare al massimo gli elementi architettonici della struttura, per un risultato finale gradevole alla vista e che resiste al cambiamento delle mode. Ecco, dunque, che scegliere le porte a raso muro può rivelarsi molto utile per creare spazi, sia residenziali che commerciali, funzionali e sicuri. Le moderne porte a filo muro si contraddistinguono per il design minimale e sobrio, aspetto che le rende facili da abbinare con qualsiasi stile d’arredamento. Dividere le varie stanze con queste porte è anche molto semplice, anche perché le ante si possono tinteggiare come la parete. Il cliente finale potrà spaziare fra le varie combinazioni di colori e finiture, optando ad esempio per le porte lucide o laccate, ma anche per quelle che sono rivestite con speciali laminati che riproducono l’effetto del marmo o della pietra. Naturalmente è possibile anche richiedere la realizzazione di porte su misura, per soddisfare così ogni necessità. Diversamente da quello che si potrebbe pensare, le porte filo muro non vengono posate solo all’interno di locali con ampie dimensioni. Anche in contesti piccoli, questi serramenti rendono la percezione del passaggio non invasiva, in quanto manca la classica cornice spessa che sporge dalla parete.

Caratteristiche delle porte a raso muro

Una volta installate le porte a filo muro restano completamente invisibili e creano una soluzione di continuità con la parete. Ma come vengono installate queste porte prive dei classici elementi strutturali? Sul punto bisogna chiarire che oramai in commercio si trovano porte raso muro (esempio: https://sistemirasoparete.it/sistemi/porte-filo-muro/) completamente a scomparsa. Questo vuol dire che le dimensioni del profilo vengono appositamente studiate per accogliere completamente l’ingombro della cerniera, senza farla uscire dalla sezione. La superficie di appoggio della porta è inoltre molto sottile, ovvero di appena 13 millimetri, mentre il perimetro dello stipite che resta a contatto con l’intonaco è zigrinato, accorgimento che permette una migliore stabilità dell’intera struttura e dei materiali di rivestimento. Bisogna segnalare che solo poche aziende specializzate nel settore dono veramente in grado di realizzare porte a filo muro che con uno spessore dello stipite uguale a quello del muro. In questa maniera si riesce anche a ridurre i tempi di posa in opera, anche perché non sarà necessario richiedere l’intervento del muratore. Le porte a filo muro offrono anche il grande vantaggio della durevolezza nel tempo, in quanto resistono alle continue sollecitazioni e sul rivestimento non si creano antiestetiche crepe.

Porte filo muro: altre considerazioni

Anche i pannelli delle porte filo muro meritano un occhio di riguardo. In genere vengono realizzati con in tamburo con spessore che varia dai 52 ai 60 millimetri. Questi pannelli presentano anche elementi in massello per garantire resistenza. L’interno viene poi riempito con una speciale lavorazione a nido d’ape e ciò permette di realizzare anche pannelli di grandi dimensioni, quindi porte che arrivano fino al soffitto, alte 2,7 metri. Sulla porta viene anche montata una serratura magnetica con cerniere incassate e registrabili. In alternativa esistono anche porte prive della maniglia, così da preservare il design pulito, che si aprono tramite telecomando. Trattasi di soluzioni all’avanguardia e da personalizzare ulteriormente con altri accessori extra. Su richiesta è possibile inserire fermature speciali come quelle a nottolino, con scrocco elettrico o a spillo.

Guida fai da te su come sostituire le guarnizioni del box doccia

Guida fai da te su come sostituire le guarnizioni del box doccia

La sostituzione delle guarnizioni del box doccia è un intervento di manutenzione periodica da eseguire per evitare che si formino delle pozze d’acqua sul pavimento della stanza da bagno. Inoltre essendo questi sigilli in gomma tendono anche a scolorirsi, e quindi la sostituzione in questo caso è necessaria per salvaguardare l’estetica e il design del contesto.

In riferimento a quanto sin qui premesso, ecco una guida fai da te su come portare a buon fine la sostituzione delle guarnizioni del box doccia, scritta con l’aiuto di esperti del mestire, tra cui idraulico-roma.me, idraulico a Roma h24.

Acquistare le guarnizioni di ricambio per il box doccia

La maggior parte delle porte dei box doccia montano di serie due diversi tipi di guarnizioni di cui una chiamata in gergo a labbro o paraurti e un’altra a goccia. La prima è installata sui bordi verticali del box, e serve come ammortizzatore tra i pannelli di vetro di cui la struttura si compone e le piastrelle.

La seconda invece è installata lungo il bordo inferiore della porta e serve a dirigere l’acqua che scorre lungo la stessa sul pavimento della doccia e nel contempo funge anche da sigillo tra le parti. Detto ciò, a seconda del danno riportato da una delle due guarnizioni si può provvedere all’acquisto di quella da sostituire disponibile sia nei negozi terrestri che sugli store online.

A margine prima di iniziare il lavoro è opportuno mettere da parte alcuni materiali e attrezzi di uso comune che possono ritornare utili per ottimizzare il risultato come ad esempio un cutter del silicone e, ovviamente, delle nuove guarnizioni per il box doccia nel caso non ne abbiate.

Rimuovere la vecchia guarnizione della porta box doccia

La maggior parte delle docce con porte e pareti in vetro sono costruite su misura per adattarsi al tipo di struttura murale di cui si dispone, quindi le guarnizioni sono reperibili di diverse lunghezze e possono essere tagliate per adattarsi a qualsiasi tipologia di doccia.

Premesso ciò, se disponete di un box doccia standard di un determinato brand costruttore, in tal caso potreste optare per un kit di guarnizioni di ricambio completo che sarà già tagliato su misura.

Detto ciò, in primo luogo rimuovete la vecchia guarnizione dalla porta del box doccia che in genere se particolarmente usurata risulta abbastanza facile da asportare a meno che non sia stato utilizzato del collante o elementi di fissaggio. Una volta rimossa l’intera guarnizione, conviene utilizzare un panno umido e insaponato per pulire i bordi del vetro dove si trovava il precedente sigillo e nel contempo rimuovere eventuali depositi di minerali e muffa dal vetro.

Fissare la nuova guarnizione della porta box doccia

Una volta che la calettatura in cui deve alloggiare la guarnizione della porta del box doccia è perfettamente pulita, basta tagliare una striscia della nuova guarnizione su misura per ogni lato lasciando tuttavia qualche centimetro in più per eventuali curve. Fatto ciò, è possibile installarla sulla porta premendo un’estremità della guarnizione sull’angolo e quindi spingendola in posizione della suddetta calettatura, procedendo poi man mano verso l’estremità opposta.

La guarnizione tuttavia dovrebbe aderire strettamente e richiedere un certo sforzo per posizionarsi correttamente. Una volta che anche questo lavoro è stato portato a buon fine, non resta che tagliare la gomma in eccesso utilizzando un cutter. L’operazione sin qui descritta se ben eseguita, si rivela utile per sostituire anche le altre tipologie di guarnizioni di cui i vari modelli di box doccia disponibili oggi in commercio sono dotate.

A margine il consiglio finale per garantire longevità alle nuove guarnizioni è di asciugarle dopo l’uso della doccia e periodicamente cospargerle di talco. Questa accortezza serve ad evitare che si irrigidiscano e che generino conseguenti crepe o rotture.

Persiane in PVC: caratteristiche e vantaggi

Persiane in PVC: caratteristiche e vantaggi

Nel corso degli ultimi anni le persiane in PVC hanno riscosso un enorme successo ed attualmente sono una delle schermature solari più efficienti presenti in commercio in quanto riescono a coniugare in modo perfetto un’ottima funzionalità (garantiscono un elevato isolamento acustico e termico) ad un’estetica gradevole.

La sigla PVC di queste persiane identifica il materiale con il quale sono realizzate: il polivinilcloruro. Questo è un materiale di ultima generazione, facente parte dei materiali plastici e derivante dall’industria chimica.

Di seguito vediamo alcune caratterisctiche e i vantaggi delle persiane in PVC, facendo riferimento alle informazioni ottenute dai fabbri specializzati di www.fabbrofirenzeeprovincia.it, attivi nella città di Firenze.

Caratteristiche di una persiana in PVC

La persiana in PVC è un dispositivo che funziona da schermatura solare. Tra le varie schermature solari è certamente quella più efficace e completa in quanto offre la possibilità di proteggersi dai raggi solari e di garantire allo stesso tempo la tutela della propria privacy.

Inoltre, essendo collocata all’esterno, la persiana garantisce un’ottima protezione degli infissi dalle più diverse intemperie quali vento, pioggia ed altri agenti atmosferici.

Le persiane in PVC, a differenza delle persiane in legno, sono durature e resistenti. Le classiche persiane in legno presentano infatti uno svantaggio: la manutenzione. Il legno, pur avendo numerosi pregi (basti pensare alla sua affascinante estetica) è comunque soggetto ad un degrado progressivo e di conseguenza ha bisogno di una costante manutenzione.

Per questo motivo si è ricercato un materiale che non avesse bisogno di una costante manutenzione ma che potesse essere ugualmente duraturo e di qualità. In questo modo è nata la persiana in PVC, una soluzione innovativa e che comporta una grande quantità di vantaggi rispetto ad altri tipi materiali utilizzati per la realizzazione di persiane.

Vantaggi della persiana in PVC

Diamo insieme uno sguardo a quelli che sono i vantaggi di cui è possibile usufruire se si decide di realizzare per la propria casa o per il proprio studio una persiana in PVC:

  • Le persiane in PVC non necessitano di una manutenzione costante e solitamente sono durature nel tempo;
  • Le persiane in PVC sono costituite da un’ossatura metallica posta al loro interno, la quale garantisce una maggiore capacità di resistenza della persiana ad eventuali sollecitazioni, e sono realizzate all’esterno con materiale in PVC;
  • Il PVC è capace di simulare sulla sua superficie una serie di effetti di diverso genere. Ad esempio può essere trattato affinché assomigli al legno;
  • Il PVC può essere di diversi colori. È dunque possibile scegliere il colore e la tonalità che più si preferisce;
  • La qualità delle persiane in PVC è davvero molto elevata. Solitamente è possibile acquistare queste schermature solari ad un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Accanto ai grandi vantaggi di queste persiane realizzate in PVC si collocano un paio di svantaggi:

  • Il colore delle persiane può alterarsi con il passare del tempo;
  • Il PVC può essere sensibile alle variazioni termiche.

L’acquisto di una persiana in PVC resta comunque un ottimo investimento.

Persiane in PVC con effetto legno

Le persiane in PVC, come abbiamo già precedentemente accennato, permettono di poter ottenere un effetto simil legno che è stato largamente utilizzato negli ultimi anni. Quando queste persiane sono state prodotte per la prima volta era facile capire che non erano realizzate con del legno vero.

Nel corso del tempo, però, la resa è stata migliorata ed è stato possibile ricreare un effetto molto più simile al legno e dunque accattivante. In questo modo le persiane in PVC che emulano il legno sono state apprezzate maggiormente. Per poter realizzare un effetto simile a quello del legno è necessario mettere in atto una delle seguenti tecniche.

  • La prima consiste nel rivestire con una pellicola la base in PVC neutra in modo che questa possa riprodurre l’effetto del legno;
  • La seconda tecnica, invece, prevede che i pezzi della persiana vengano sottoposti ad opportune lavorazioni che possano renderle molto più realisticamente vicine al legno. Questa seconda tecnica, a differenza della prima, garantisce un gradevole effetto finale ed una certa durabilità dello stesso.

Il PVC è un materiale molto pratico e versatile e che ha avuto un grande sviluppo ed impiego nella progettazione di schermature solari e non solo. Le persiane in PVC possono vantare elevate prestazioni a costi del tutto contenuti. Risultano essere delle schermature davvero efficienti e adatte ad una grande varietà di situazioni.

Impianto idraulico in bagno: consigli per realizzarlo al meglio

Impianto idraulico in bagno: consigli per realizzarlo al meglio

L’impianto idraulico del bagno rientra fra gli interventi di manutenzione ordinaria, ma anche se non rientra nella catalogazione degli interventi “complessi” deve essere eseguito seguendo diligentemente tutte le tecniche previste dalle relative norme di legge per la realizzazione dell’opera a regola d’arte, in quanto diversamente potresti incorrere in spiacevoli inconvenienti.

Di seguito potrai trovare alcuni consigli utili per realizzare al meglio l’impianto idraulico del tuo bagno, grazie anche all’aiuto dei tecnici di idraulicomilanoeprovincia.it, che ci hanno dato preziose indicazioni tecniche in ambito idraulico per redigere l’articolo.

Realizzazione impianto idraulico: i primi passi da seguire

Per prima cosa devi capire cosa esattamente vuoi realizzare in quanto se intendi rifare da zero tutto il bagno, quindi, sostituire tutte le tubature di carico e scarico dovrai preventivare una cifra più alta rispetto ad una semplice e più veloce sostituzione dei sanitari.

Inoltre, soprattutto chi abita in condominio e non ama dover rimuovere le piastrelle, il massetto e ripristinare il tutto, spesso opta per la realizzazione di un impianto idraulico esterno (quindi visibile).

In ogni caso, dovrai prendere le misure dell’ambiente, importanti per verificare la distanza tra i sanitari e per rendere la stanza funzionale.

Quindi, prima di iniziare la ristrutturazione, occorre predisporre uno schema dell’impianto idraulico del bagno che tenga conto non solo della disposizione dei sanitari, della doccia o vasca, del termosifone e del lavandino, ma deve comprendere anche la posizione degli scarichi e degli attacchi dell’acqua calda e fredda.

Cos’è lo schema idraulico e com’è fatto l’impianto idraulico di un bagno?

Lo schema idraulico è un progetto in cui vengono indicati tutti i punti di erogazione dell’acqua e il percorso che seguono i tubi che vengono stesi all’interno del bagno.

Solitamente le tubature di carico e di scarico vengono installate sotto al pavimento, ma chi non desidera demolire i pavimenti e i rivestimenti può optare per il rifacimento dell’impianto idraulico del bagno anche con tubature esterne, quindi visibili, collocate sopra al rivestimento.

Altro elemento fondamentale da tenere in considerazione in fase di progettazione dell’impianto idrico-sanitario (a questo link puoi approfondire l’argomento) è quello relativo alla pendenza di deflusso degli scarichi, poiché un livello di pendenza poco elevato può non far defluire correttamente l’acqua che viene eliminata.

Per impianto idraulico non deve intendersi la semplice sostituzione dei sanitari (water e bidet), o del mobile del lavandino o del piatto doccia: per impianto si intendono tutte le tubature di carico e scarico dell’acqua.

L’impianto idraulico del bagno è una porzione dell’intero impianto di tutto l’appartamento, motivo per cui l’impianto di carico (quello che trasporta l’acqua in bagno) dovrà ricollegarsi ad un collettore, quindi alla deviazione che dal contatore principale porta l’acqua al bagno.

L’impianto di carico in derivazione è uno dei più comuni sistema usati durante le ristrutturazioni, che prevede l’intercettazione della tubatura principale e la creazione di una via che condurrà l’acqua nel bagno.

L’impianto di scarico, invece, solitamente è realizzato a doppio tubo (in alternativa a quella a tubo unico), in quanto risulta la scelta più igienica, dato che separa le acque scure da quelle chiare (le prime sono quelle derivanti dal wc, mentre le seconde sono quelle provenienti dai lavandini).

Devi prestare particolare attenzione anche all’installazione del tubo di sfiato, importante per non avere in bagno cattivi odori, quindi ti suggeriamo di richiedere all’idraulico di installare un tubo con un’ampia capacità.

Quali sono i costi da sostenere per l’impianto idraulico di un bagno

A seconda del tipo di lavoro che si intende eseguire, occorre sapere che per la ristrutturazione completa di un bagno, oltre all’assistenza di un idraulico, sarà necessaria anche quella di un muratore.

L’idraulico provvederà alla rimozione dei sanitari esistenti e alla realizzazione del nuovo impianto: stesura e collegamento dei tubi di carico e scarico dell’acqua e installazione di tutti i complementi (water, bidet, doccia o vasca, termosifone, lavandino, e rubinetteria).

Il muratore, invece, è indispensabile per demolire i pavimenti e i rivestimenti che eventualmente si intendono sostituire, oltre a realizzare le eventuali tracce in cui l’idraulico dovrà stendere le tubature dell’impianto idraulico.

Questa premessa si è resa necessaria per far comprendere appieno i costi che dovranno sostenersi per la realizzazione di un nuovo impianto.

Infatti, oltre alla manodopera di questi due artigiani andranno aggiunti i costi necessari per l’acquisto dei sanitari e degli altri complementi che andranno a formare il bagno, senza trascurare il costo dell’eventuale sostituzione di pavimento e rivestimento.

Pertanto, se si dovesse fare una lista dei costi da sostenere, la si potrebbe riassumere come segue:

  • demolizione e smaltimento sanitari, pavimentazioni e rivestimenti (muratore e idraulico);
  • realizzazione delle tracce come da progetto dell’idraulico (muratore);
  • realizzazione dell’impianto termo-idrico, quindi carico e scarico acqua, oltre alla tubatura per il termosifone (idraulico);
  • realizzazione opere in muratura, ripristino intonaci, installazione pavimenti e rivestimenti (muratore);
  • installazione sanitari, termosifoni e rubinetteria (idraulico).

Rifacimento impianto idraulico del bagno: ulteriori consigli

Ovviamente ti consigliamo di rivolgerti solo a professionisti certificati, di richiedere più preventivi e di ascoltare tutte le soluzioni proposte dai vari artigiani che andrai ad interpellare, in modo tale da avere un quadro completo di tutte le opere di cui il tuo bagno necessita.

Scatta delle fotografie prima, durante e dopo l’esecuzione dei lavori, in modo tale da ripercorrere tutte le varie fasi, importanti per documentare i lavori svolti ed avere un archivio fotografico utile nel caso in cui dovessero sorgere problematiche.

Ultimo consiglio che ti diamo è quello di fare stendere una mano di impermeabilizzante (non tutti i professionisti lo fanno) tra il massetto e le piastrelle, in modo tale da evitare qualisasi problema legato ad eventuali infiltrazioni d’acqua.

Come installare la colonna doccia idromassaggio

Come installare la colonna doccia idromassaggio

La colonna idromassaggio è un impianto di ultima generazione che ti permette di incanalare e di regolare il flusso dell’acqua in base alle tue esigenze. Può essere installata all’interno del box doccia verticalmente, al posto del classico soffione, per godersi momenti di puro relax a casa propria, senza dover effettuare interventi di ristrutturazione dispendiosi e invasivi. L’idromassaggio è un trattamento terapeutico che apporta al nostro corpo numerosi benefici, e non solo dal punto di vista estetico. Oltre a combattere la cellulite e gli inestetismi cutanei, è in grado di migliorare la pressione arteriosa, di favorire la micro-circolazione sanguigna e di alleviare lo stress. Le colonne doccia idromassaggio sono dotate di diverse bocchette, posizionate a livello delle gambe e della schiena, per sciogliere le tensioni muscolari o le zone interessata da contratture o infiammazioni. Il numero e la tipologia di ugelli è variabile a seconda dei modelli. Molte colonne idromassaggio sono provviste anche di soffione, ed offrono quindi la possibilità di effettuare una vera e propria doccia a cascata. Gli impianti più moderni sono dotati di diversi sistemi di massaggio (rilassante, tonificante, fisso, cervicale, a pioggia etc..), e di funzionalità, come luci LED, mp3, cromoterapia e aromaterapia. Le doccie multifunzione rappresentano dei veri e propri complementi di arredo di design e sono disponibili in diverse finiture, per essere adattate a qualunque tipo di arredamento. Tra i materiali più utilizzati troviamo: legno, pvc, alluminio, materiali effetto legno e acrilico. In questo articolo ti illustreremo come istallare e posizionare nel migliore dei modi una colonna doccia idromassaggio senza ricorre all’aiuto di un idraulico professionista.

Quali attrezzi utilizzare

Per eseguire un’installazione perfetta della colonna idromassaggio, dovrai innanzitutto servirti di un buon trapano a filo e di una matita per indicare sul muro l’altezza di collocamento dell’impianto e i diversi punti di posizionamento dei fori. Dopodiché dovrai assicurarti di avere a tua disposizione una livella a bolla, un attrezzo indispensabile per collocare in modo corretto l’asta della doccia, i montanti e il miscelatore. Non deve mancare un set di chiavi inglesi, per stringere saldamente le diverse giunture e la manopola del miscelatore. Per non rischiare il interrompere il lavoro a metà, dovrai verificare di avere a tua disposizione chiavi di differenti misure, in modo da poterle utilizzare per le diverse componenti. Ti servirà, infine, un nastro in PTFE da avvolgere intorno ai raccordi idraulici, e un tubo in silicone, per far aderire le estremità dei tubi alla parete.

Posizionamento

Una buona colonna doccia deve offrire il massimo del confort e deve essere in grado di raggiungere, con i suoi getti d’acqua idromassaggio, qualunque parte del corpo. Per un utilizzo ottimale, la scelta dell’altezza a cui installare l’impianto deve essere effettuata in base alle proprie esigenze e alla propria statura. Ad esempio, se sei alto un metro e settantacinque, dovrai fissare la colonna idromassaggio a 210 cm, con la parte inferiore collocata a circa 85 cm e quella superiore a 205 cm. Una volta individuata l’altezza ideale, potrai fissare i punti di riferimento per il montaggio e procedere all’installazione del miscelatore. Il primo passaggio da effettuare è la chiusura dell’acqua, un’azione fondamentale per evitare spiacevoli schizzi d’acqua o allagamenti indesiderati durante l’operazione. Dopodiché, dovrai misurare accuratamente la distanza che intercorre tra i tubi dell’acqua calda e quelli dell’acqua fredda, e confrontarla con quella degli attacchi presenti sulla rubinetteria. Per colmare eventuali differenze si possono utilizzare i raccordi, effettuando una prima stretta manualmente e poi ricorrendo all’aiuto di una chiave inglese. Successivamente dovrai passare del silicone nella zona di copertura dei tubi, stendendolo uniformante con un dito. Posiziona poi il miscelatore, in modo da assicurarti di aver rispettato la giusta distanza tra i due raccordi: gli inserti dovranno combaciare alla perfezione. Avvolgi il nastro PTFE in senso antiorario intorno alla filettatura dei singoli raccordi e procedi con l’installazione degli elementi. In ultimo, effettua l’inserimento dei filtri e delle guarnizioni del miscelatore. Quest’ultimo dovrà essere perfettamente orizzontale alla parete, così come i raccordi. Utilizza la livella a bolla per verificare che questi elementi siano stati posizionati nel modo corretto. A lavoro ultimato, potrai inserire delicatamente il miscelatore, fissandolo anche in questo caso prima manualmente e poi servendoti di una chiave inglese. Non stringere mai troppo forte, o potresti correre il rischio di danneggiare o di graffiare le superfici della colonna.

Ultimi passaggi

Una volta posizionato il miscelatore dovrai concentrarti sul fissaggio della colonna. Utilizza la livella per calcolare l’esatta posizione verticale, in modo da installare la colonna perpendicolarmente all’asse, evitando dislivelli o inclinazioni. Segna il riferimento in corrispondenza dei fori scelti per il fissaggio a parete, posizionando sul muro un nastro adesivo. Così facendo eviterai che la punta del trapano possa scivolare lungo la superficie delle piastrelle durante la foratura. Procedi con estrema precisione alla realizzazione dei fori, senza variare la percussione, fino a perforare completamente la mattonella. Una volta creati i fori potrai procedere con l’inserimento dei tasselli. Il fissaggio della colonna idromassaggio si conclude con l’inserimento delle guarnizioni e dei raccordi all’interno del miscelatore.

Conclusione

Come avrai capito, installare la colonna idromassaggio è un’operazione abbastanza semplice, che può essere eseguita da chiunque all’interno di un box doccia preesistente anche senza ricorrere all’aiuto di idraulici o di operai specializzati. L’importante è attenersi alle indicazioni sopraelencate, seguendo le diverse fasi con molta attenzione e assicurandosi che l’intera struttura sia perfettamente allineata e in asse rispetto alla parete e all’impianto idrico. Con gli strumenti di lavoro adatti e una buona dose di pazienza e manualità, potrai installare una colonna doccia in pochi semplici passaggi e godere tutti i giorni dei benefici di un vero e proprio angolo di benessere a casa tua.

Quali autorizzazioni servono per aprire una finestra o un lucernaio

Quali autorizzazioni servono per aprire una finestra o un lucernaio?

Le pratiche edilizie e le autorizzazioni che servono per aprire una finestra o un lucernaio erano considerate anni fa Modifiche di Prospetto, ad oggi modificate da un Decreto legge del 76/2020 (Decreto Semplificazioni), che ha costretto le Regioni ad aggiornare le norme locali. Rapporti aero-illuminanti e barriere architettoniche per agevolare i disabili stanno godendo di un supporto fiscale per migliorare la vivibilita’delle abitazioni. La disciplina urbanistica-edilizia comprende norme di risparmio energetico, acustiche e norme strutturali che sono di competenza regionale ma non possono prescindere dal Piano Regolatore Comunale. Quindi i requisiti del SuperBonus ti spingeranno a capire la differenza tra Manutenzione Straordinaria e Ristrutturazione Edilizia se stai per chiedere quali autorizzazioni servono per aprire una finestra o un lucernaio. Per fortuna la Modifica di Prospetto è stata cassata dalla legge, cosicché il restauro e il sanamento ad oggi concedono di innovare i materiali in uso per infissi e serramenti e l’inserimento di nuovi elementi costitutivi nel tuo immobile. Nel caso di ristrutturazione mediante opere strutturali e alterazioni delle facciate esterne, è necessario chiedere autorizzazioni per aprire una finestra o un lucernaio e compilare un documento chiamato SCIA (Decreto SCIA 2).

Sarà necessario l’intervento di un ingegnere strutturista, ex genio civile, che si aggiunge alla figura del progettista, per portare a buon fine questa pratica un po’ complessa che prevede oneri da pagare, sia al Comune che al professionista, e la dichiarazione di previsione fine lavori. La SCIA ovvero Segnalazione Certificata Inizio Attività, necessita della firma di un tecnico abilitato e gli elaborati che non devono mai mancare sono:

1) Il rilievo dello stato di fatto ovvero la documentazione dell’immobile originario e la comparazione con lo stato di progetto, riproducibile mediante appositi software.

2) Titolo di costruzione originaria: riferimenti del Piano regolatore, della collocazione geografica del progetto e definizione riguardo al titolo abitativo. Ciò comporta solamente una ricerca nel database del Comune di pertinenza degli elaborati catastali, e uno stralcio del Piano Regolatore.

3) Studio degli ambienti in rapporto ai metri quadrati di finestre o lucernai, per garantire la misura corretta di aria e luce agli ambienti. Ci sono proporzioni che devono essere rispettate e la finestra non deve essere inferiore ad 1/8 della superficie della stanza.

Anche se il tuo appartamento è inserito in un contesto abitativo condominiale è possibile aprire una finestra, un lucernario o una porta-finestra. L’impotante è che l’intervento di ristrutturazione non debba provocare danni che possano riguardare:

1) Stabilità

2) Sicurezza

3) Decoro.

RISPETTARE LE AUTORIZZAZIONI PER APRIRE UNA FINESTRA O UN LUCERNAIO

Devi rispettare l’obbligo di decoro architettonico se vuoi avere il permesso indiscusso di aprire una finestra o un lucernaio, ma spesso in un condominio è necessario richiedere il consenso dell’Assemblea Condominiale. Inoltre sarai tenuto a rispettare la stabilità dell’edificio e la non variazione di destinazione d’uso insieme ai permessi richiesti dal tuo comune di residenza e la comunicazione d’inizio lavori all’amministratore condominiale.

Per decoro architettonico s’intendono tutte quelle linee, motivi e decorazioni realizzate in origine dal costruttore che non devono essere modificate per poter mantenere l’armonia dell’edificio. Se già prima di te un’altro condomino sia stato autorizzato ad apportare modifiche, non dovrai temere rifiuti da parte dell’Assemblea che non potrà mai farti causa per obbligarti al ripristino dell’intervento. La SCIA non si sostituisce però ai permessi necessari per avere le autorizzazioni utili ad aprire una finestra o un lucernario in zone con vincoli paesaggistici e ambientali; dovrai quindi richiedere concessioni speciali alle autorità competenti riguardo all’ area di particolare interesse dove hai la casa.

AUTORIZZAZIONI CHE SERVONO PER NUOVE FINESTRE E LUCERNAI DIFFORMI

Cosa comporta avere difformità dal punto di vista urbanistico nella tua casa rispetto al progetto approvato? Non stiamo parlando di veri e propri abusi, ma di piccole infrazioni edilizie e di cosa comportano ai fini del SuperBonus 110. È un argomento che abbraccia molti ambiti, chiamando in causa non solo le detrazioni fiscali al 110%, ma anche altri bonus già vigenti. Avere l’immobile conforme alle normative urbanistiche è una buona pratica di cittadinanza, poiché le conseguenze di negligenze o abusi possono essere economicamente fastidiose.

Per accedere al SuperBonus 110% e avere l’autorizzazione per aprire una finestra o un lucernaio è vincolante il fatto che l’immobile sia perfettamente conforme a quanto dichiarato al catasto? Se vengono riscontrate difformità rispetto a quanto dichiarato al catasto, ma in realtà gli interventi non autorizzati riguardino l’ambito urbanistico, le norme tecniche e le norme urbanistiche della zona in cui vivi si risolvranno solo in base al piano regolatore vigente. L’istituzione di riferimento è sempre il Comune insieme a tutto ciò che è stato autorizzato originariamente, e ai permessi presentati. Il catasto è una conseguenza, e deve essere conforme allo stato dei luoghi; se tutto l’iter burocratico comunale è stato corretto, ovvero lo stato dei luoghi corrisponde con le pratiche autorizzate in Comune, anche il catasto deve essere conforme con la planimetria e l’accatastamento corrispondente. Se l’irregolarità riguarda solo il catasto è abbastanza semplice risolverla: si rifa’ l’accatastamento, e si ripresenta una variazione con la distribuzione corretta delle aperture delle finestre e dei lucernai. Se la difformità riguarda il punto di vista urbanistico, ovvero l’immobile risulta diverso da quello autorizzato in Comune, per avere tutte le autorizzazioni per aprire una finestra o un lucernaio bisogna che tu presenti una pratica sanatoria, o partecipi ad un eventuale condono aperto che non sia mai stato definito. Bisogna prima sanare la difformità, ed esistono semplificando solo 2 strade.

Se sanabile dal punto di vista urbanistico, rispettando le norme e pagando le sanzioni che ti verranno accollate, dovrai presentare una pratica che renda conforme l’intervento che hai realizzato nella tua casa. Se l’autorizzazionre che serve all’apertura di una finestra o di un lucernaio va contro le norme e non può essere sanata, l’unica soluzione è il ripristino dello stato originario dell’immobile rispetto a quanto autorizzato. Tutto ciò deve essere fatto prima di presentare la richiesta per i lavori di ristrutturazione del SuperBonus 2021, perche’ in caso di verifica puoi perdere la detrazione del 110%. Ti verrà richiesta indietro la somma eventualmente già fruita, più interessi e more per le sanzioni. Una verifica iniziale è sempre opportuna. Chiamare tecnici che verifichino lo stato dei luoghi e la conformità delle planimetrie è la strada più semplice, poiché ogni richiesta di autorizzazione di apertura finestre o lucernai è un caso a sé stante e deve essere verificato sul posto. Vincoli, eventuali e sovrintendenze possono rappresentare un ostacolo alla fruizione del SuperBonus 110%.

Come sapere se i tuoi interventi di restauro dell’immobile non necessitano di una verifica e di una CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) per non incorrere in eventuali rimborsi da parte dell’Agenzia dell’Entrate? Le tempistiche per sanare interventi di apertura finestre o lucernai non sono specificate e spesso dipendono da caso a caso, dal Comune, dalla Regione o dalla specifica zona dove l’abitazione è ubicata. Possono volerci poche settimane o alcuni mesi, ma si può stimare solo grazie all’aiuto di un professionista comunale con esperienza sul territorio dove risiede l’abitazione in corso di restauro.

Detrazioni per infissi requisiti e vantaggi

Detrazioni per infissi: requisiti e vantaggi

Se ti stai chiedendo se sia ancora possibile la detrazione per infissi superbonus e ecobonus per acquistare nuovi serramenti per la tua casa in sostituzione a quelli vecchi con scarsa performance energetica, sei nel posto giusto. Hai ancora dubbi sul tipo di ristrutturazione che vuoi intraprendere e sul metodo di pagamento che adotterai con il fornitore di infissi? Esiste un pacchetto denominato ecobonus che riassume una serie di ristrutturazioni leggere o pesanti volte a migliorare la prestazione energetica della tua casa. Questo protocollo prende il nome di efficientamento e riguarda diverse modifiche atte a raggiungere una classe energetica dell’edificio gia’ pre esistente, il piu’ possibile verso il tipo A. Si parla di una occasione offerta dallo Stato per riqualificare il tuo patrimonio edilizio giuntamente al rispetto per l’ambiente. Infatti la sostituzione degli infissi deve dimostrare una reale miglioria riguardo al risparmio energetico tangibile paragonato allo stato precedente dell’immobile. Ancora non hai capito se la tua ristrutturazione ricade nella fascia di manutenzione ordinaria o straordinaria? P

La sostituzione che riguarda la detrazione per infissi puo’ comprendere sia persone fisiche, enti e professionisti che siano proprietari o locatari in possesso di regolari atti di acquisto o contratti d’affitto. Rinnovare serramenti alle vecchie finestre e’ un’opera chiave nel tentativo di riqualificare la tua casa. Non solo per il fatto di poter raggiungere il comfort energetico tanto agognato dai protocolli ENEA, ma soprattutto perche’ grazie ai materiali innovativi degli infissi in alluminio in sostituzione, la durata della ristrutturazione riguardera’ veramente pochissimi giorni. L’intervento non implica l’esecuzione di opere murarie o interventi edilizi particolarmente scomodi nella tua regolare routine. La sostituzione di infissi nelle strutture di finestre, lucernai e porte-finestre rientra nella griglia di detrazione dell’EcoBonus pari al 50% della spesa sostenuta.

Sostituzione e detrazione per inffissi=riqualificazione degli immobili

La detrazione fiscale per sostituzione infissi si rivolge a privati o imprese che detengano uno o piu’ immobili; il massimale di detrazione ammonta a 60.000 euro, il che non limita a questa cifra il tetto massimo di spesa, ma la cifra eccedente non sara’ comunque ammessa al beneficio fiscale. A differenza delle detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni piu’ invasive e marcanti sull’immobile, l’EcoBonus definisce un massimale di detrazione, corrispondente ad una spesa reale di ben 120.000 euro. La capacita’ di realizzare interventi importanti grazie a questa detrazione fiscale si materializza in opere di grande impatto sulla vivibilita’ e sull’estetica della tua casa. Se ad esempio pensi di sostituire infissi in un’appartamento di 150 metri quadrati, comprando i serramenti migliori presenti sul mercato ovvero quelli in alluminio affronterai una spesa pari a circa 25.000 euro iva esclusa. Non dimenticare di richiedere al fornitore durante la sostituzione degli infissi una certificazione comprovante i reali requisiti dei serramenti richiesti dalla regolamentazione ENEA. Anche un intervento di sostituzione infissi deve essere preventivamente comunicato al Comune dove l’edificio e’ situato, con un protocollo diverso a seconda del tipo di manutenzione ordinaria, straordinaria o di ristrutturazione edilizia. Tutte le spese tecniche di supervisone, e progettazione necessarie al rinnovo delle tue finestre con infissi di classe A rientrano nella cifra totale che andra’ in detrazione. Prima di andare nel migliore show room di infissi e serramenti cerca di capire bene la detrazione per infissi , in seguito fai fare un sopralluogo e una valutazione di stile, sicurezza e risparmio energetico dal tuo venditore di fiducia. Per poter beneficiare della detrazione fiscale al 50% EoBonus e’ sempre necessario comunicare all’ENEA l’intervento, per mezzo di un tecnico competente in materia di effiecientamento energetico:

1) Analisi caratteristiche dell’edificio prima e dopo

2) Aggiornamento certificazione energetica

3) Asseverazioni tecniche e specifiche.

Una volta comunicato l’insieme burocratico all’Enea potrai rivolgerti al commercialista o al CAF per poter beneficiare nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo, dell’ammortamento della prima rata di detrazione fiscale. Nel caso di sostituzione infissi non seguita da importanti opere edilizie la detrazione per infissi si suddivide in 10 rate, una all’ anno, tutte di pari importo. Se la ristrutturazione riguarda facciate, cappotti termici e altre migliorie energetiche la detrazione infissi salira’ al 110% scaglionata in 5 anni. Per riqualificare la tua casa sia da un punto di vista energetico che di valorizzazione dell’immobile il consiglio giusto e’ quello di intervenire subito con la sostituzione degli infissi in detrazione e l’aquisto di serramenti moderni e innovativi nei materiali moderni come l’alluminio.

I nuovi infissi installati devono garantire un valore di trasmittanza termica inferiore al limite citato nel Decreto Ministeriale relativo, per questo si rende necessaria la presenza di specialisti del settore come ingegneri, geometri o periti iscritti nell’Albo professionale di categoria. Il requisito per ottenere la detrazione per infissi deve andare di pari passo con l’intervento sull’immobile stesso, che deve trovarsi gia’ in fase di accatastamento nel momento stesso della sostituzione dei vecchi serramenti. E’ altresi’ necessario essere assolutamente in regola con il pagamento dei tributi, mentre l’edificio deve essere comunque dotato di impianto di riscaldamento.

Come devo pagare la sostituzione serramenti per essere in regola con le detrazioni per infissi?

Nel momento in cui comincerai ad effettuare i pagamenti riguardanti i tuoi nuovi infissi in allumino dovrai rendere chiare alcune informazioni basilari:

1) Causale del versamento in riferimento alla norma citata dall’ articolo 16 bis del Dpr 917 del 1986.

2) Codice fiscale dell’avente diritto alla detrazione fiscale Bonus Infissi.

3) Codice fiscale o Partita Iva del fornitore di serramenti e infissi in alluminio.

4) Numero e data della fattura di acquisto dei nuovi infissi passibili di detrazione fiscale.

5) Chi non risulta titolare di reddito d’ impresa deve pagare l’acquisto dei nuovi serramenti con bonifico parlante, che in poche parole significa bonifico bancario postale. Il titolare di reddito d’impresa risulta escluso dall’obbligo di bonifico parlante. In ogni caso dovra’ comprovare l’avvenuto pagamento mediante Bancomat o Carta di Credito.

6) Entro 90 giorni dalla fine lavori di sostituzione infissi e’ necessario inviare la documentazione completa all’ENEA.

Classe energetica, cos'è e come viene calcolata

Classe energetica, cos’è e come viene calcolata

Uno degli aspetti più importanti relativi all’immobile di cui si è proprietari è quello relativo alla classe energetica, un parametro importante non solo per ciò che concerne l’efficienza di un appartamento dal punto di vista energetico ma anche per stabilire il suo valore. Cerchiamo quindi di capire cos’è e come viene calcolata la classe energetica.

Cos’è la classe energetica di un immobile

La classe energetica permette di identificare, sulla base di determinati parametri di natura strutturale e funzionale, quali sono i consumi energetici di un’abitazione; ciò stabilisce quindi quali sono le prestazioni energetiche della casa e di conseguenza l’impatto sull’ambiente in termini di consumi. Lo scopo dell’introduzione di questo parametro è stato quello di favorire la riduzione degli sprechi energetici e contemporaneamente di adottare delle soluzioni che assicurino anche un minor impatto sull’ambiente. Proprio per questo motivo, gli interventi dello stato sono sempre più frequenti al fine di riqualificare abitazioni ed edifici, in modo da rendere gli immobili più performanti dal punto di vista dei consumi energetici.

Identificazione della classe energetica

Grazie all’identificazione della classe energetica di un immobile è possibile definire non solo i consumi energetici ma anche lo stato di salute complessivo della casa; la certificazione energetica è pertanto diventata obbligatoria a partire dal 2005. La classe energetica viene identificata attraverso una scala di valori dove la dicitura A4 rappresenta quella più efficiente mentre quella associata alla lettera G, la meno performante; questa classificazione tende a ordinare i consumi energetici in ordine crescente.
Il calcolo della classe energetica di un immobile viene effettuato sulla base di una media aritmetica dei punteggi ottenuti da diversi indicatori, tra certificazioni e dati strutturali. Tra questi possiamo sicuramente segnalare:

  • il livello qualitativo dei materiali della struttura
  • gli interventi di ristrutturazione che hanno migliorato l’immobile
  • utilizzo di fonti energetiche rinnovabili
  • uso di infissi che permettano di ridurre la dispersione di calore

Una volta identificata la classe energetica viene redatto un certificato, ossia l’APE, l’Attestato di Prestazione Energetica, rilasciato da un tecnico certificato e che racchiude tutte le caratteristiche di un edificio dal punto di vista energetico.
Bisogna infine precisare che le classi energetiche degli edifici possono cambiare in base alle specifiche disposizioni regionali.

Caratteristiche delle classi energetiche

Effettuando una riduzione degli sprechi di energia all’interno di un’abitazione significa non solo ottenere un vantaggio dal punto di vista economico ma anche aiutare in maniera significativa l’ambiente. A ciò bisogna poi associare anche il maggior valore che acquisisce l’immobile, grazie alla migliore classe energetica che gli viene assegnata.
Proprio per questo motivo nel momento in cui si deve vendere o acquistare una casa è molto importante comprendere quale sia la classe energetica dell’immobile.
Analizziamo ad esempio i due casi limite. Supponiamo che l’abitazione da acquistare sia collocata in classe energetica G che è la più bassa; si tratta in linea di massima di edifici che hanno un’età superiore ai 40 anni e che comportano dei consumi energetici abbastanza elevati per il riscaldamento durante il periodo invernale e il raffrescamento durante quello estivo. Ciò si traduce da un lato in una maggiore bolletta energetica e dall’altro in un mancato comfort dal punto di vista termico.
Se all’opposto l’abitazione si trova in classe energetica A vuol dire che dispone di un ottimo isolamento termico, sia delle mura perimetrali che del tetto, grazie all’ausilio di materiali isolanti come la lana roccia; siano inoltre presenti dei cappotti termici, dei buoni impianti di riscaldamento e condizionamento e così via. Tutti questi elementi tenderanno a rendere quasi minimo l’impatto ambientale e ad assicurare quindi minori consumi.

Come valutare la qualità degli infissi in alluminio

Come valutare la qualità degli infissi in alluminio?

L’alluminio è un materiale duttile, facilmente malleabile, capace di resistere ai cambiamenti di tempo e alla corrosione. Per certi aspetti è un prodotto che può durare all’infinito, dato che non prevede manutenzione e che potrà essere riciclato al fine di essere di nuovo utilizzato. Tutti questi fattori lo hanno reso tra i principali materiali per la creazione di serramenti. Ma come valutare la qualità degli infissi in alluminio? Vediamo insieme quali sono le caratteristiche e i parametri da considerare.

Come valutare la qualità dei miglior infissi in alluminio: il taglio termico

Spesso si pensa che la qualità in una finestra non sia un fattore importante, un errore comune che porta a un investimento di serramenti non soddisfacenti e a uno spreco di tempo e denaro, con un successivo consumo di energia sia in inverno sia in estate. Scegliere i migliori infissi in alluminio (https://www.posaqualificata.it/infissi-in-alluminio-migliori/) non è una semplice opzione, ma diventa indispensabile per poter rendere un ambiente confortevole. Ma quali sono i parametri che possono indicare la qualità di un infisso? Il primo aspetto da considerare è valutare se il taglio dell’alluminio è a freddo o termico. Questa caratteristica è strettamente connessa alla presenza di una serie di elementi che permettono di rendere i serramenti in alluminio non solo resistenti, ma anche di limitare la conducibilità termica, e quindi di trasferire il calore o il freddo. I migliori infissi in alluminio sono tutti a taglio termico, prevedendo la combinazione di un particolare spessore del vetro, la presenza di guarnizioni e materiale isolante.

L’importanza dell’isolamento acustico negli infissi in alluminio

Scegliere un infisso vuol dire migliorare i consumi, con un risparmio energetico, ma al contempo anche ottenere un ambiente con una qualità di vita migliore. Quindi un fattore che può essere utile per valutare la qualità degli infissi di alluminio è l’isolamento acustico. Questo termine indica la capacità dei serramenti di assorbire le vibrazioni creando una barriera. I rumori vengono misurati in db, ovvero in decibel, e possono avere intensità differente in base alla loro origine. Per esempio una macchina può generare fino a 90 db, mentre la voce del televisore di un vicino può raggiungere i 50 db.
Disporre di un infisso di qualità può influenzare la propria salute, basta considerare che per dormire non si dovranno superare i 30 db, e i rumori provenienti dalla strada possono anche superare questo valore arrivando fino a 75 db nel caso di una sirena. Un infisso di qualità prevedrà quindi di produrre un abbattimento del rumore anche elevato grazie alla sua capacità acustica.

L’estetica dell’infisso di alluminio

Le rifiniture sono un fattore importante che distingue un prodotto di qualità. Per un infisso di alluminio, sarà quindi fondamentale controllare che ogni singola cerniera sia posizionata nel modo più giusto, che la maniglia determini una chiusura completa e che le guarnizioni aderiscano in ogni parte della finestra senza far passare spifferi e rumore. Inoltre si dovrà valutare l’estetica del profilato, soprattutto nel caso in cui si desidera una finestra con un ampia vetrata e quindi si debba combinare il massimo della funzionalità con un design minimal. Un infisso di qualità non è semplicemente una finestra ma diventa un vero e proprio complemento di arredo.

Il montaggio e la sicurezza

Spesso si commette l’errore di soffermarsi solo sulla qualità dell’infisso, senza considerare anche il suo montaggio. I migliori infissi in alluminio, solo quelli che prevedono un’istallazione effettuata con la massima attenzione, dato che non è sufficiente agganciare la struttura al muro, ma dovrà essere necessario anche evitare che dall’intelaiatura possano esserci una dispersione termica e acustica. infine gli infissi dovranno essere capaci di resistere a un tentativo di scasso, disponendo di 4 punti di chiusura e una maniglia anti intrusione.

Il prezzo degli infissi

È importante considerare che per le straordinarie proprietà dell’alluminio questo materiale ha un costo leggermente superiore rispetto ad altri modelli di infissi come il PVC. Ciò però non vuol dire che un infisso di qualità debba essere considerato quello più costoso, ma dovrà invece rispecchiare le proprie esigenze. Infatti oggi è possibile disporre anche di prodotti che abbiano tutte le caratteristiche indicate, e che quindi possano essere considerati di qualità, ma con un prezzo contenuto.