Quali autorizzazioni servono per aprire una finestra o un lucernaio

Quali autorizzazioni servono per aprire una finestra o un lucernaio?

Le pratiche edilizie e le autorizzazioni che servono per aprire una finestra o un lucernaio erano considerate anni fa Modifiche di Prospetto, ad oggi modificate da un Decreto legge del 76/2020 (Decreto Semplificazioni), che ha costretto le Regioni ad aggiornare le norme locali. Rapporti aero-illuminanti e barriere architettoniche per agevolare i disabili stanno godendo di un supporto fiscale per migliorare la vivibilita’delle abitazioni. La disciplina urbanistica-edilizia comprende norme di risparmio energetico, acustiche e norme strutturali che sono di competenza regionale ma non possono prescindere dal Piano Regolatore Comunale. Quindi i requisiti del SuperBonus ti spingeranno a capire la differenza tra Manutenzione Straordinaria e Ristrutturazione Edilizia se stai per chiedere quali autorizzazioni servono per aprire una finestra o un lucernaio. Per fortuna la Modifica di Prospetto è stata cassata dalla legge, cosicché il restauro e il sanamento ad oggi concedono di innovare i materiali in uso per infissi e serramenti e l’inserimento di nuovi elementi costitutivi nel tuo immobile. Nel caso di ristrutturazione mediante opere strutturali e alterazioni delle facciate esterne, è necessario chiedere autorizzazioni per aprire una finestra o un lucernaio e compilare un documento chiamato SCIA (Decreto SCIA 2).

Sarà necessario l’intervento di un ingegnere strutturista, ex genio civile, che si aggiunge alla figura del progettista, per portare a buon fine questa pratica un po’ complessa che prevede oneri da pagare, sia al Comune che al professionista, e la dichiarazione di previsione fine lavori. La SCIA ovvero Segnalazione Certificata Inizio Attività, necessita della firma di un tecnico abilitato e gli elaborati che non devono mai mancare sono:

1) Il rilievo dello stato di fatto ovvero la documentazione dell’immobile originario e la comparazione con lo stato di progetto, riproducibile mediante appositi software.

2) Titolo di costruzione originaria: riferimenti del Piano regolatore, della collocazione geografica del progetto e definizione riguardo al titolo abitativo. Ciò comporta solamente una ricerca nel database del Comune di pertinenza degli elaborati catastali, e uno stralcio del Piano Regolatore.

3) Studio degli ambienti in rapporto ai metri quadrati di finestre o lucernai, per garantire la misura corretta di aria e luce agli ambienti. Ci sono proporzioni che devono essere rispettate e la finestra non deve essere inferiore ad 1/8 della superficie della stanza.

Anche se il tuo appartamento è inserito in un contesto abitativo condominiale è possibile aprire una finestra, un lucernario o una porta-finestra. L’impotante è che l’intervento di ristrutturazione non debba provocare danni che possano riguardare:

1) Stabilità

2) Sicurezza

3) Decoro.

RISPETTARE LE AUTORIZZAZIONI PER APRIRE UNA FINESTRA O UN LUCERNAIO

Devi rispettare l’obbligo di decoro architettonico se vuoi avere il permesso indiscusso di aprire una finestra o un lucernaio, ma spesso in un condominio è necessario richiedere il consenso dell’Assemblea Condominiale. Inoltre sarai tenuto a rispettare la stabilità dell’edificio e la non variazione di destinazione d’uso insieme ai permessi richiesti dal tuo comune di residenza e la comunicazione d’inizio lavori all’amministratore condominiale.

Per decoro architettonico s’intendono tutte quelle linee, motivi e decorazioni realizzate in origine dal costruttore che non devono essere modificate per poter mantenere l’armonia dell’edificio. Se già prima di te un’altro condomino sia stato autorizzato ad apportare modifiche, non dovrai temere rifiuti da parte dell’Assemblea che non potrà mai farti causa per obbligarti al ripristino dell’intervento. La SCIA non si sostituisce però ai permessi necessari per avere le autorizzazioni utili ad aprire una finestra o un lucernario in zone con vincoli paesaggistici e ambientali; dovrai quindi richiedere concessioni speciali alle autorità competenti riguardo all’ area di particolare interesse dove hai la casa.

AUTORIZZAZIONI CHE SERVONO PER NUOVE FINESTRE E LUCERNAI DIFFORMI

Cosa comporta avere difformità dal punto di vista urbanistico nella tua casa rispetto al progetto approvato? Non stiamo parlando di veri e propri abusi, ma di piccole infrazioni edilizie e di cosa comportano ai fini del SuperBonus 110. È un argomento che abbraccia molti ambiti, chiamando in causa non solo le detrazioni fiscali al 110%, ma anche altri bonus già vigenti. Avere l’immobile conforme alle normative urbanistiche è una buona pratica di cittadinanza, poiché le conseguenze di negligenze o abusi possono essere economicamente fastidiose.

Per accedere al SuperBonus 110% e avere l’autorizzazione per aprire una finestra o un lucernaio è vincolante il fatto che l’immobile sia perfettamente conforme a quanto dichiarato al catasto? Se vengono riscontrate difformità rispetto a quanto dichiarato al catasto, ma in realtà gli interventi non autorizzati riguardino l’ambito urbanistico, le norme tecniche e le norme urbanistiche della zona in cui vivi si risolvranno solo in base al piano regolatore vigente. L’istituzione di riferimento è sempre il Comune insieme a tutto ciò che è stato autorizzato originariamente, e ai permessi presentati. Il catasto è una conseguenza, e deve essere conforme allo stato dei luoghi; se tutto l’iter burocratico comunale è stato corretto, ovvero lo stato dei luoghi corrisponde con le pratiche autorizzate in Comune, anche il catasto deve essere conforme con la planimetria e l’accatastamento corrispondente. Se l’irregolarità riguarda solo il catasto è abbastanza semplice risolverla: si rifa’ l’accatastamento, e si ripresenta una variazione con la distribuzione corretta delle aperture delle finestre e dei lucernai. Se la difformità riguarda il punto di vista urbanistico, ovvero l’immobile risulta diverso da quello autorizzato in Comune, per avere tutte le autorizzazioni per aprire una finestra o un lucernaio bisogna che tu presenti una pratica sanatoria, o partecipi ad un eventuale condono aperto che non sia mai stato definito. Bisogna prima sanare la difformità, ed esistono semplificando solo 2 strade.

Se sanabile dal punto di vista urbanistico, rispettando le norme e pagando le sanzioni che ti verranno accollate, dovrai presentare una pratica che renda conforme l’intervento che hai realizzato nella tua casa. Se l’autorizzazionre che serve all’apertura di una finestra o di un lucernaio va contro le norme e non può essere sanata, l’unica soluzione è il ripristino dello stato originario dell’immobile rispetto a quanto autorizzato. Tutto ciò deve essere fatto prima di presentare la richiesta per i lavori di ristrutturazione del SuperBonus 2021, perche’ in caso di verifica puoi perdere la detrazione del 110%. Ti verrà richiesta indietro la somma eventualmente già fruita, più interessi e more per le sanzioni. Una verifica iniziale è sempre opportuna. Chiamare tecnici che verifichino lo stato dei luoghi e la conformità delle planimetrie è la strada più semplice, poiché ogni richiesta di autorizzazione di apertura finestre o lucernai è un caso a sé stante e deve essere verificato sul posto. Vincoli, eventuali e sovrintendenze possono rappresentare un ostacolo alla fruizione del SuperBonus 110%.

Come sapere se i tuoi interventi di restauro dell’immobile non necessitano di una verifica e di una CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) per non incorrere in eventuali rimborsi da parte dell’Agenzia dell’Entrate? Le tempistiche per sanare interventi di apertura finestre o lucernai non sono specificate e spesso dipendono da caso a caso, dal Comune, dalla Regione o dalla specifica zona dove l’abitazione è ubicata. Possono volerci poche settimane o alcuni mesi, ma si può stimare solo grazie all’aiuto di un professionista comunale con esperienza sul territorio dove risiede l’abitazione in corso di restauro.

Detrazioni per infissi requisiti e vantaggi

Detrazioni per infissi: requisiti e vantaggi

Se ti stai chiedendo se sia ancora possibile la detrazione per infissi superbonus e ecobonus per acquistare nuovi serramenti per la tua casa in sostituzione a quelli vecchi con scarsa performance energetica, sei nel posto giusto. Hai ancora dubbi sul tipo di ristrutturazione che vuoi intraprendere e sul metodo di pagamento che adotterai con il fornitore di infissi? Esiste un pacchetto denominato ecobonus che riassume una serie di ristrutturazioni leggere o pesanti volte a migliorare la prestazione energetica della tua casa. Questo protocollo prende il nome di efficientamento e riguarda diverse modifiche atte a raggiungere una classe energetica dell’edificio gia’ pre esistente, il piu’ possibile verso il tipo A. Si parla di una occasione offerta dallo Stato per riqualificare il tuo patrimonio edilizio giuntamente al rispetto per l’ambiente. Infatti la sostituzione degli infissi deve dimostrare una reale miglioria riguardo al risparmio energetico tangibile paragonato allo stato precedente dell’immobile. Ancora non hai capito se la tua ristrutturazione ricade nella fascia di manutenzione ordinaria o straordinaria? P

La sostituzione che riguarda la detrazione per infissi puo’ comprendere sia persone fisiche, enti e professionisti che siano proprietari o locatari in possesso di regolari atti di acquisto o contratti d’affitto. Rinnovare serramenti alle vecchie finestre e’ un’opera chiave nel tentativo di riqualificare la tua casa. Non solo per il fatto di poter raggiungere il comfort energetico tanto agognato dai protocolli ENEA, ma soprattutto perche’ grazie ai materiali innovativi degli infissi in alluminio in sostituzione, la durata della ristrutturazione riguardera’ veramente pochissimi giorni. L’intervento non implica l’esecuzione di opere murarie o interventi edilizi particolarmente scomodi nella tua regolare routine. La sostituzione di infissi nelle strutture di finestre, lucernai e porte-finestre rientra nella griglia di detrazione dell’EcoBonus pari al 50% della spesa sostenuta.

Sostituzione e detrazione per inffissi=riqualificazione degli immobili

La detrazione fiscale per sostituzione infissi si rivolge a privati o imprese che detengano uno o piu’ immobili; il massimale di detrazione ammonta a 60.000 euro, il che non limita a questa cifra il tetto massimo di spesa, ma la cifra eccedente non sara’ comunque ammessa al beneficio fiscale. A differenza delle detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni piu’ invasive e marcanti sull’immobile, l’EcoBonus definisce un massimale di detrazione, corrispondente ad una spesa reale di ben 120.000 euro. La capacita’ di realizzare interventi importanti grazie a questa detrazione fiscale si materializza in opere di grande impatto sulla vivibilita’ e sull’estetica della tua casa. Se ad esempio pensi di sostituire infissi in un’appartamento di 150 metri quadrati, comprando i serramenti migliori presenti sul mercato ovvero quelli in alluminio affronterai una spesa pari a circa 25.000 euro iva esclusa. Non dimenticare di richiedere al fornitore durante la sostituzione degli infissi una certificazione comprovante i reali requisiti dei serramenti richiesti dalla regolamentazione ENEA. Anche un intervento di sostituzione infissi deve essere preventivamente comunicato al Comune dove l’edificio e’ situato, con un protocollo diverso a seconda del tipo di manutenzione ordinaria, straordinaria o di ristrutturazione edilizia. Tutte le spese tecniche di supervisone, e progettazione necessarie al rinnovo delle tue finestre con infissi di classe A rientrano nella cifra totale che andra’ in detrazione. Prima di andare nel migliore show room di infissi e serramenti cerca di capire bene la detrazione per infissi , in seguito fai fare un sopralluogo e una valutazione di stile, sicurezza e risparmio energetico dal tuo venditore di fiducia. Per poter beneficiare della detrazione fiscale al 50% EoBonus e’ sempre necessario comunicare all’ENEA l’intervento, per mezzo di un tecnico competente in materia di effiecientamento energetico:

1) Analisi caratteristiche dell’edificio prima e dopo

2) Aggiornamento certificazione energetica

3) Asseverazioni tecniche e specifiche.

Una volta comunicato l’insieme burocratico all’Enea potrai rivolgerti al commercialista o al CAF per poter beneficiare nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo, dell’ammortamento della prima rata di detrazione fiscale. Nel caso di sostituzione infissi non seguita da importanti opere edilizie la detrazione per infissi si suddivide in 10 rate, una all’ anno, tutte di pari importo. Se la ristrutturazione riguarda facciate, cappotti termici e altre migliorie energetiche la detrazione infissi salira’ al 110% scaglionata in 5 anni. Per riqualificare la tua casa sia da un punto di vista energetico che di valorizzazione dell’immobile il consiglio giusto e’ quello di intervenire subito con la sostituzione degli infissi in detrazione e l’aquisto di serramenti moderni e innovativi nei materiali moderni come l’alluminio.

I nuovi infissi installati devono garantire un valore di trasmittanza termica inferiore al limite citato nel Decreto Ministeriale relativo, per questo si rende necessaria la presenza di specialisti del settore come ingegneri, geometri o periti iscritti nell’Albo professionale di categoria. Il requisito per ottenere la detrazione per infissi deve andare di pari passo con l’intervento sull’immobile stesso, che deve trovarsi gia’ in fase di accatastamento nel momento stesso della sostituzione dei vecchi serramenti. E’ altresi’ necessario essere assolutamente in regola con il pagamento dei tributi, mentre l’edificio deve essere comunque dotato di impianto di riscaldamento.

Come devo pagare la sostituzione serramenti per essere in regola con le detrazioni per infissi?

Nel momento in cui comincerai ad effettuare i pagamenti riguardanti i tuoi nuovi infissi in allumino dovrai rendere chiare alcune informazioni basilari:

1) Causale del versamento in riferimento alla norma citata dall’ articolo 16 bis del Dpr 917 del 1986.

2) Codice fiscale dell’avente diritto alla detrazione fiscale Bonus Infissi.

3) Codice fiscale o Partita Iva del fornitore di serramenti e infissi in alluminio.

4) Numero e data della fattura di acquisto dei nuovi infissi passibili di detrazione fiscale.

5) Chi non risulta titolare di reddito d’ impresa deve pagare l’acquisto dei nuovi serramenti con bonifico parlante, che in poche parole significa bonifico bancario postale. Il titolare di reddito d’impresa risulta escluso dall’obbligo di bonifico parlante. In ogni caso dovra’ comprovare l’avvenuto pagamento mediante Bancomat o Carta di Credito.

6) Entro 90 giorni dalla fine lavori di sostituzione infissi e’ necessario inviare la documentazione completa all’ENEA.

Classe energetica, cos'è e come viene calcolata

Classe energetica, cos’è e come viene calcolata

Uno degli aspetti più importanti relativi all’immobile di cui si è proprietari è quello relativo alla classe energetica, un parametro importante non solo per ciò che concerne l’efficienza di un appartamento dal punto di vista energetico ma anche per stabilire il suo valore. Cerchiamo quindi di capire cos’è e come viene calcolata la classe energetica.

Cos’è la classe energetica di un immobile

La classe energetica permette di identificare, sulla base di determinati parametri di natura strutturale e funzionale, quali sono i consumi energetici di un’abitazione; ciò stabilisce quindi quali sono le prestazioni energetiche della casa e di conseguenza l’impatto sull’ambiente in termini di consumi. Lo scopo dell’introduzione di questo parametro è stato quello di favorire la riduzione degli sprechi energetici e contemporaneamente di adottare delle soluzioni che assicurino anche un minor impatto sull’ambiente. Proprio per questo motivo, gli interventi dello stato sono sempre più frequenti al fine di riqualificare abitazioni ed edifici, in modo da rendere gli immobili più performanti dal punto di vista dei consumi energetici.

Identificazione della classe energetica

Grazie all’identificazione della classe energetica di un immobile è possibile definire non solo i consumi energetici ma anche lo stato di salute complessivo della casa; la certificazione energetica è pertanto diventata obbligatoria a partire dal 2005. La classe energetica viene identificata attraverso una scala di valori dove la dicitura A4 rappresenta quella più efficiente mentre quella associata alla lettera G, la meno performante; questa classificazione tende a ordinare i consumi energetici in ordine crescente.
Il calcolo della classe energetica di un immobile viene effettuato sulla base di una media aritmetica dei punteggi ottenuti da diversi indicatori, tra certificazioni e dati strutturali. Tra questi possiamo sicuramente segnalare:

  • il livello qualitativo dei materiali della struttura
  • gli interventi di ristrutturazione che hanno migliorato l’immobile
  • utilizzo di fonti energetiche rinnovabili
  • uso di infissi che permettano di ridurre la dispersione di calore

Una volta identificata la classe energetica viene redatto un certificato, ossia l’APE, l’Attestato di Prestazione Energetica, rilasciato da un tecnico certificato e che racchiude tutte le caratteristiche di un edificio dal punto di vista energetico.
Bisogna infine precisare che le classi energetiche degli edifici possono cambiare in base alle specifiche disposizioni regionali.

Caratteristiche delle classi energetiche

Effettuando una riduzione degli sprechi di energia all’interno di un’abitazione significa non solo ottenere un vantaggio dal punto di vista economico ma anche aiutare in maniera significativa l’ambiente. A ciò bisogna poi associare anche il maggior valore che acquisisce l’immobile, grazie alla migliore classe energetica che gli viene assegnata.
Proprio per questo motivo nel momento in cui si deve vendere o acquistare una casa è molto importante comprendere quale sia la classe energetica dell’immobile.
Analizziamo ad esempio i due casi limite. Supponiamo che l’abitazione da acquistare sia collocata in classe energetica G che è la più bassa; si tratta in linea di massima di edifici che hanno un’età superiore ai 40 anni e che comportano dei consumi energetici abbastanza elevati per il riscaldamento durante il periodo invernale e il raffrescamento durante quello estivo. Ciò si traduce da un lato in una maggiore bolletta energetica e dall’altro in un mancato comfort dal punto di vista termico.
Se all’opposto l’abitazione si trova in classe energetica A vuol dire che dispone di un ottimo isolamento termico, sia delle mura perimetrali che del tetto, grazie all’ausilio di materiali isolanti come la lana roccia; siano inoltre presenti dei cappotti termici, dei buoni impianti di riscaldamento e condizionamento e così via. Tutti questi elementi tenderanno a rendere quasi minimo l’impatto ambientale e ad assicurare quindi minori consumi.

Come valutare la qualità degli infissi in alluminio

Come valutare la qualità degli infissi in alluminio?

L’alluminio è un materiale duttile, facilmente malleabile, capace di resistere ai cambiamenti di tempo e alla corrosione. Per certi aspetti è un prodotto che può durare all’infinito, dato che non prevede manutenzione e che potrà essere riciclato al fine di essere di nuovo utilizzato. Tutti questi fattori lo hanno reso tra i principali materiali per la creazione di serramenti. Ma come valutare la qualità degli infissi in alluminio? Vediamo insieme quali sono le caratteristiche e i parametri da considerare.

Come valutare la qualità dei miglior infissi in alluminio: il taglio termico

Spesso si pensa che la qualità in una finestra non sia un fattore importante, un errore comune che porta a un investimento di serramenti non soddisfacenti e a uno spreco di tempo e denaro, con un successivo consumo di energia sia in inverno sia in estate. Scegliere i migliori infissi in alluminio (https://www.posaqualificata.it/infissi-in-alluminio-migliori/) non è una semplice opzione, ma diventa indispensabile per poter rendere un ambiente confortevole. Ma quali sono i parametri che possono indicare la qualità di un infisso? Il primo aspetto da considerare è valutare se il taglio dell’alluminio è a freddo o termico. Questa caratteristica è strettamente connessa alla presenza di una serie di elementi che permettono di rendere i serramenti in alluminio non solo resistenti, ma anche di limitare la conducibilità termica, e quindi di trasferire il calore o il freddo. I migliori infissi in alluminio sono tutti a taglio termico, prevedendo la combinazione di un particolare spessore del vetro, la presenza di guarnizioni e materiale isolante.

L’importanza dell’isolamento acustico negli infissi in alluminio

Scegliere un infisso vuol dire migliorare i consumi, con un risparmio energetico, ma al contempo anche ottenere un ambiente con una qualità di vita migliore. Quindi un fattore che può essere utile per valutare la qualità degli infissi di alluminio è l’isolamento acustico. Questo termine indica la capacità dei serramenti di assorbire le vibrazioni creando una barriera. I rumori vengono misurati in db, ovvero in decibel, e possono avere intensità differente in base alla loro origine. Per esempio una macchina può generare fino a 90 db, mentre la voce del televisore di un vicino può raggiungere i 50 db.
Disporre di un infisso di qualità può influenzare la propria salute, basta considerare che per dormire non si dovranno superare i 30 db, e i rumori provenienti dalla strada possono anche superare questo valore arrivando fino a 75 db nel caso di una sirena. Un infisso di qualità prevedrà quindi di produrre un abbattimento del rumore anche elevato grazie alla sua capacità acustica.

L’estetica dell’infisso di alluminio

Le rifiniture sono un fattore importante che distingue un prodotto di qualità. Per un infisso di alluminio, sarà quindi fondamentale controllare che ogni singola cerniera sia posizionata nel modo più giusto, che la maniglia determini una chiusura completa e che le guarnizioni aderiscano in ogni parte della finestra senza far passare spifferi e rumore. Inoltre si dovrà valutare l’estetica del profilato, soprattutto nel caso in cui si desidera una finestra con un ampia vetrata e quindi si debba combinare il massimo della funzionalità con un design minimal. Un infisso di qualità non è semplicemente una finestra ma diventa un vero e proprio complemento di arredo.

Il montaggio e la sicurezza

Spesso si commette l’errore di soffermarsi solo sulla qualità dell’infisso, senza considerare anche il suo montaggio. I migliori infissi in alluminio, solo quelli che prevedono un’istallazione effettuata con la massima attenzione, dato che non è sufficiente agganciare la struttura al muro, ma dovrà essere necessario anche evitare che dall’intelaiatura possano esserci una dispersione termica e acustica. infine gli infissi dovranno essere capaci di resistere a un tentativo di scasso, disponendo di 4 punti di chiusura e una maniglia anti intrusione.

Il prezzo degli infissi

È importante considerare che per le straordinarie proprietà dell’alluminio questo materiale ha un costo leggermente superiore rispetto ad altri modelli di infissi come il PVC. Ciò però non vuol dire che un infisso di qualità debba essere considerato quello più costoso, ma dovrà invece rispecchiare le proprie esigenze. Infatti oggi è possibile disporre anche di prodotti che abbiano tutte le caratteristiche indicate, e che quindi possano essere considerati di qualità, ma con un prezzo contenuto.

I migliori purificatori storia e tipologie

I migliori purificatori: storia e tipologie

I migliori purificatori d’aria

Sicuramente molte persone persona sarà venuto in mente di acquistare un purificatore d’aria per proteggersi dal Covid-19. Se è vero che i migliori purificatori d’aria utilizzano filtri in grado di trattenere particelle di dimensioni comparabili a quelle dei virus, non dobbiamo lasciarci ingannare, difatti i purificatori d’aria hanno sicuramente diversi benefici, ma tra questi non c’è la prevenzione del contagio.

Ma facciamo un passo indietro. Che cos’è un purificatore d’aria e cosa fa? I purificatori d’aria sono degli appositi dispositivi in grado di trasformare l’aria rendendola più pulita ed eliminando anche i cattivi odori, come ad esempio quelli provocati dal fumo o dalla cottura.
Per quanto riguarda il suo funzionamento, è piuttosto semplice, difatti il compito del purificatore è immagazzinare l’aria e, attraverso appositi filtri, è capace di restituirla purificata, ossia priva di acari, batteri, polveri, o sostanze chimiche nocive.

La storia dei purificatori

La storia dei migliori purificatori d’aria iniziò nel 1930, quando venne presentato il brevetto per un dispositivo composto da un casco di rame collegato ad un tubo, ad opera di Charles Anthony Deane. Questo casco era collegato attraverso un collare flessibile ad una tuta di tessuto, e un tubo di cuoio, posto sul retro, esso serviva per erogare l’aria all’interno grazie ad una doppio soffietto.
Nel 1860 John Stenhouse depositò due brevetti per delle nuove tipologie di filtri. Questi sfruttavano le proprietà assorbenti del carbone per purificare l’aria, in modo da intrappolare molti microorganismi pericolosi per la salute delle persone. Venne così creato il primo respiratore nella storia, costituito da una mascherina con filtro per la respirazione.

Qualche anno più tardi venne creato un cappuccio che filtrava il fumo e i gas nocivi, appositamente pensato per rendere più sicuro per il lavoro dei vigili del fuoco.
Nel 1940, in piena Seconda Guerra Mondiale, che gli americani inventarono il primo filtro HEPA, che aveva la funzione di controllare e bloccare le particelle radioattive durante la progettazione della bomba atomica.

Nel 1950 il filtro HEPA venne commercializzato e reso disponibile anche ad uso civile, dando così l’avvio allo sviluppo dei purificatori d’aria ad uso domestico.

Tipologie di purificatori

•Purificatori d’aria Professionali: sono modelli che corrispondono a determinate caratteristiche di comfort e benessere. Sono realizzati solitamente per purificare ambienti di grandi dimensioni, come ad esempio uffici e magazzini, ma sono altrettanto validi anche all’interno delle abitazioni.
Infine sono potenti e silenziosi, assicurando in questo modo non solo un’efficienza maggiore ma anche un buon relax, soprattutto durante la notte.

•Purificatori d’aria ad Acqua: il loro funzionamento, proprio come dice il nome è ad acqua. Attraverso un apposito sistema che funziona ad acqua sono capaci di migliorare l’aria all’interno di un ambiente. L’aria viene aspirata e filtrata, mantenendo quindi le particelle inquinanti, e ne viene restituita altra purificata.
Sono molto utili per chi ama cucinare, ma deve fare i conti anche con i cattivi odori, soprattutto d’inverno quando fa freddo e si è costretti a tenere le finestre chiuse.
Un dispositivo con questa tecnologia permette di avere un ambiente pulito da qualsiasi odore sgradevole, senza essere costretti ad aprire le finestre, soprattutto durante il periodo invernale.
L’unico inconveniente è quello della manutenzione, che va fatta ogni tre o sei mesi e i cui costi possono risultare piuttosto alti.

•Purificatori d’aria per le allergie: per chi soffre di particolari allergie come ad esempio alla polvere, al polline o ai peli d’animale, esistono dei tipi di purificatori d’aria appositamente realizzati per risolvere queste problematiche, o perlomeno avere un’efficacia ottimale. I filtri di cui sono in possesso servono ad attrarre queste particelle, rendendo in poco tempo l’aria più respirabile, e libera dagli allergeni.
Per garantire il loro funzionamento è necessario mantenerli sempre puliti, sostituendo il filtro periodicamente.

Dormire senza cuscino fa davvero bene?

Dormire senza cuscino fa davvero bene?

Uno degli eterni dibattiti è quello che nasce tra gli amanti del cuscino e quelli del sonno senza questo strumento. Mentre alcuni adorano posarsi su uno e talvolta persino due cuscini, altri affermano che per favorire il buon sonno e rispettare la colonna vertebrale sia meglio eliminarli del tutto.
Esistono tutta una serie miti tal proposito, ma dormire senza cuscino fa davvero bene come si dice? Cerchiamo di capirlo insieme.

Dormire senza cuscino fa davvero bene? Miti da sfatare

Sono tante convinzioni che le persone hanno portato avanti nel tempo in merito al fatto se dormire senza cuscino fa davvero bene.
Molto spesso gli individui restiamo convinti di qualcosa che non ha alcuna fondatezza scientifica solamente perché si tratta di mere leggende ereditate, ad esempio, dai nonni e dagli anziani. Altre leggende è possibile leggerle persino online, come quella che afferma che eliminare il cuscino durante la notte agevoli l’aumento dell’altezza.

In realtà, accade semplicemente che la posizione verticale mantenuta durante il giorno comprima la colonna vertebrale mentre, durante il sonno, la postura orizzontale tenda favorire lo scaricamento del peso della schiena la quale si rilassa e quindi torna alla sua naturale lunghezza. Si tratta tuttavia di fenomeni legati alla quotidianità e quindi normalissimi e privi di alcuna base scientifica.

Un altro mito totalmente da sfatare è quello secondo il quale le rughe siano prevenute dormendo senza cuscino: come è possibile immaginare, non è certo così facile evitare il naturale invecchiamento della pelle e del viso. Potremmo affermare che, dormendo senza guanciale, la pelle al mattino è naturalmente più distesa e i capelli meno stressati, tuttavia si tratta di effetti momentanei destinati poi a svanire.

Dormire senza cuscino si o no

La nostra colonna vertebrale è composta da vertebre curvate soprattutto al livello della cervicale, in modo da tutelare laringe ed esofago e che inoltre, hanno il compito di reggere il peso della testa.
La nostra colonna vertebrale, pertanto, è tutt’altro che dritta, eppure erroneamente pensiamo che può rivelarsi davvero utile per essa dormire senza cuscino, in modo da assecondarne la fisionomia.

Molto spesso dormiamo su comodi materassi che però fungono da meri piani per la nostra colonna e sui quali l’area cervicale non è in grado di adagiarsi seguendo la sua naturale curvatura: privarci del supporto offerto dal cuscino può diventare un ulteriore ostacolo per la comodità, ma soprattutto per la salute della nostra schiena.

Alla domanda se dormire senza cuscino fa bene alla schiena e alla cervicale, la risposta è no, soprattutto se non vogliamo incorrere nei problemi sopra citati. Basta pensare a quando ci riposiamo stando di lato e la testa tende a inclinarsi in maniera innaturale e troppo a lungo, causando danni alla cervicale, ai muscoli della spalla e generando tensioni ai muscoli. L’uso di un cuscino per la cervicale (ne trovi di versi su Pillux.it) può essere di grande aiuto per favorire il buon riposo.

Il quesito è sempre talmente acceso che sono tante le scienze che ne hanno disquisito, ad esempio in campo psicologico.
La psicologie afferma persino che coloro che rifiutano l’uso del guanciale siano persone organizzate ed equilibrate, che non temono di apparire per ciò che sono e mostrare i propri sentimenti senza sentire la necessità di essere protetti, sentendosi sicuri di se e autonomi.

Tende da giardino: stile e design per l’arredamento outdoor

Tende da giardino: stile e design per l’arredamento outdoor

Le tende da giardino consentono di creare nei propri spazi outdoor delle bellissime e piacevoli zone d’ombra, perfette per vivere questo ambiente della casa anche nelle giornate in assoluto più calde dell’anno. È però molto importante considerare che le tende incidono anche sull’estetica del giardino. Ecco perché non devono mai e poi mai essere scelte alla leggera. Deve trattarsi di una scelta anzi molto ponderata, che consente di fare in modo che la tenda possa integrarsi al meglio con il giardino, che consente di fare in modo che la tenda possa persino valorizzare il giardino stesso. Ecco alcuni utili consigli per ambienti outdoor ricchi di stile.

Le tende da giardino più moderne

Ovviamente per ottenere stile e design in giardino, è fondamentale che le tende siano davvero molto moderne, dall’aspetto quindi minimal e geometrico, meglio se con superfici lucide. Niente legno quindi, che di sicuro non si presta a rispondere a queste esigenze e che offre anzi un aspetto un po’ troppo rustico al giardino. Meglio optare per i metalli, come l’alluminio. L’alluminio è il metallo perfetto per dare vita a tende da giardino a bracci o a pergola che sono in possesso di linee geometriche, ben definite, rigorose e proprio per questo motivo assolutamente minimali. Tende così si armonizzano ad eventuali mobili moderni che sono già stati scelti per il giardino, ad un prato curato in modo impeccabile, magari anche ad una piscina lussuosa, chic.

I tessuti, meglio scegliere un materiale tecnico e moderno

Anche nella scelta dei tessuti, lo stile moderno deve assolutamente prevalere. I tessuti tecnici sono perfetti per rappresentare questo stile, dato che sono lucidissimi, rigorosi, dato che sono in grado di rispondere al desiderio di estetica e funzionalità che lo stile odierno impone. Sono tessuti che sanno resistere all’usura, ai venti più forti, alla pioggia, alla neve, agli sbalzi repentini di temperatura e non possono in alcun modo rovinarsi sotto ai raggi cocenti del sole.

Automatismi e lamelle orientabili

In un giardino moderno, gli automatismi devono necessariamente essere presenti. Dopotutto infatti l’arredamento moderno pretende anche il massimo della funzionalità possibile. Non c’è niente di più funzionale di una tenda che si apre e si chiude premendo un semplice tasto o magari gestendo il tutto direttamente dallo smartphone!

Sono oggi disponibili anche delle tende con lamelle orientabili, che sono moderne dal punto di vista estetico in modo davvero impeccabile in quanto portano la geometria al suo massimo punto di espressione. Inoltre consentono di avere sempre ombra, in ogni momento della giornata e allo stesso tempo garantiscono un circolo dell’aria impeccabile.

condizionatori

Condizionatori, 5 consigli per stare al fresco senza spendere troppo

Ogni anno combattere l’afa estiva è una lotta, ma per fortuna c’è il condizionatore, che ci aiuta a stare freschi in casa e a sopportare il caldo torrido tipico di questa stagione. Il rischio, però, è di veder lievitare i costi delle bollette in modo vertiginoso. Il condizionatore, infatti, è un apparecchio che può diventare molto costoso se non viene utilizzato nel modo per corretto. Per questo abbiamo pensato di raccogliere in questo articolo alcuni consigli per aiutarti ad eliminare gli sprechi di energia e a ridurre il consumo elettrico. In questo modo potrai limitare le spese domestiche mantenendo comunque l’abitazione al fresco.
D’estate, poi, in vista delle vacanze, risparmiare è ancora più importante! Prima di parlare del corretto uso del climatizzatore bisogna fare una considerazione, la più importante di tutte: sei sicuro che la tua tariffa di energia elettrica attuale sia davvero la più conveniente?

Il primo passo per evitare bollette salate, soprattutto nei mesi estivi, è trovare un’offerta vantaggiosa che permetta di spendere il meno possibile. Grazie al mercato libero, i fornitori offrono tariffe sempre più competitive, con numerosi vantaggi come il prezzo bloccato per 12 o più mesi, gestione smart delle bollette, sconti extra e molto altro, soprattutto ai nuovi clienti.

Per trovare la soluzione migliore puoi usare un comparatore di tariffe. Su ameconviene.it nella sezione Energia puoi confrontare le offerte di luce e gas gratuitamente e iniziare a risparmiare scegliendo una soluzione conveniente per le tue esigenze. Selezioni il servizio che ti interessa tra offerte luce e gas, internet casa e telefonia mobile, e in pochi minuti puoi trovare la tariffa ideale per le tue esigenze.

Ma torniamo a noi e vediamo subito 5 consigli per utilizzare il condizionatore in modo efficiente e risparmiare sulle utenze.

1. Opta per l’efficienza energetica

Scegli un condizionatore ad alta efficienza energetica, di classe A++ / A+++. I climatizzatori di ultima generazione possiedono una tecnologia studiata appositamente per garantire la miglior efficienza possibile e rappresentano quindi il primo passo per risparmiare sulle bollette dei prossimi mesi. Se hai un vecchio condizionatore forse questo è il momento giusto per sostituirlo con un modello più tecnologico: il tuo portafogli ne gioverà (e anche l’ambiente)!

2. Chiudi bene porte e finestre

Può sembrare una banalità, ma non lo è. Fai sempre attenzione a chiudere le finestre per eliminare la dispersione di energia: se entra aria calda dall’esterno il condizionatore lavorerà sempre al massimo e aumenteresti significativamente i consumi elettrici con uno spreco di energia nell’ordine del 35%. Evita anche, se possibile, di utilizzare un singolo condizionatore per tutta la casa ma istallane uno in ogni stanza e mantieni le porte chiuse. Se ne usi uno per tutta l’abitazione e tieni le porte aperte, consumerai molta più energia e le tue bollette ne risentiranno.

3. Occhio alle temperature!

Il fattore temperatura è fondamentale per risparmiare sulle bollette. Stai attento a non impostare il condizionatore su temperature eccessivamente basse. Cerca di mantenere come minimo circa 26 gradi, o comunque uno scarto massimo di 4-5 gradi tra la temperatura esterna e quella interna. Da un lato questo ti aiuterà a diminuire drasticamente i consumi di energia elettrica, dall’altro favorirà il benessere personale evitando sbalzi troppo forti tra caldo e freddo.

4. Elimina l’umidità

In una giornata calda l’istinto ti porta ad attivare l’aria condizionata appena entri in casa. Niente di più sbagliato: arieggia l’abitazione e accendi il condizionatore solo in un secondo momento, in modo da rimuovere l’umidità accumulata all’interno delle stanze (il condizionatore consuma di più se l’ambiente è troppo umido).
Inoltre, l’umidità è uno dei principali fattori che rendono il caldo insopportabile. Sfruttate la funzione “deumidificatore” per eliminare l’umidità in eccesso e abbattere drasticamente i costi energetici durante l’estate.

5. Pulizia, pulizia, pulizia

Ultimo, ma non per importanza, il fattore pulizia. La manutenzione del climatizzatore è importantissima e ne determina in gran parte l’efficienza. Ogni estate, prima di attivare l’aria condizionata, esegui la pulizia dei filtri e ogni 2/3 anni chiama un tecnico specializzato che possa accertare il corretto funzionamento del dispositivo.

Come scegliere una lama per sega a nastro: i migliori consigli

Come scegliere una lama per sega a nastro: i migliori consigli

Come scegliere una lama per sega a nastro? Crocoblade chiarisce ogni dubbio. Questa domanda se la pongono la gran parte delle persone che desiderano avere una dotazione di attrezzi per la lavorazione del legno che sappia dare dei risultati eccellenti. Per ottenere dei tagli perfetti e avere un attrezzo la cui lama duri nel tempo, occorre acquistare i prodotti giusti.

Le cose che devi tenere in considerazione prima di acquistare una lama per sega a nastro sono: le misure, la dentatura, le vibrazioni e la stradatura.

Come scegliere una lama per sega a nastro: considerazione di misure e spessore

Il primo parametro che occorre prendere come riferimento per acquistare la migliore lama per sega a nastro si riferisce alle misure, intese sia nel senso di lunghezza e larghezza ma anche dello spessore.

La lunghezza giusta è quella che permette di realizzare dei tagli ottimali con il minimo sforzo. In particolare, in base al tipo di risultato che si vuole ottenere, occorre acquistare la lama delle giuste dimensioni.

La larghezza di una lama per sega a nastro si riferisce alla sua dimensione misurata da due punti specifici: la punta del dente e la base del nastro. La larghezza è quindi in pratica l’interno corpo della lama. Ogni sega a nastro necessita di una lama con una larghezza specifica per cui, prima di fare acquisti azzardati, si consiglia di contattare il fornitore della stessa oppure leggere le informazioni comprese nell’attrezzo dove dovrebbero essere indicate tutte le misure, compresa la larghezza.

Chi possiede una sega a nastro buona, ha la possibilità di scegliere una lama di grande larghezza, tenendo conto che, maggiore è la grandezza della lama e maggiore è la velocità di avanzamento del pezzo di legno che sarà tagliato (in pratica occorre meno tempo per effettuare i tagli).

Un altro parametro riferito alle misure è lo spessore dato dalla differenza che intercorre dalla distanza tra una faccia e l’altra della lama.

Come scegliere una lama per sega a nastro: la dentatura

Le lame per sega a nastro possono avere delle dentature differenti. Le dentature sono rappresentata dalla distanza che intercorre tra un dente e l’altro. In commercio ci sono lame con dentature costanti e variabili. Le prime prevedono una distanza sempre uguale mentre, le lame con dentature variabili hanno dei denti non equidistanti tra loro.

Nella scelta di queste due opzioni occorre considerare la durezza del legno che dovrà essere tagliato. In pratica, infatti, se i denti sono tra loro molto distanti, la sega dovrebbe fare uno sforzo elevato per eseguire il lavoro; di conseguenza il nastro potrebbe rompersi. Una dentatura molto fitta, invece, crea un accumulo di trucioli notevole che potrebbero provocare il blocco della lama.

Come scegliere una lama per sega a nastro: le vibrazioni

Le vibrazioni si concretizzano nel momento in cui si utilizza la sega a nastro. Delle vibrazioni molto forti possono causare la rottura del prodotto oltre che non permettere un lavoro ottimale perché il movimento della macchina porta a non eseguire un lavoro preciso.

Per scegliere una lama per sega a nastro, occorre quindi valutare la possibilità di riduzione delle vibrazioni che viene data dalla forma del dente. In commercio esistono tante dentature, la forma più corretta per tagliare il legno è quella definita Dente Standard e permette un taglio più facile e meno aggressive. Altre forme possono essere usate per materiali più duri e, in questo caso, la forma di dentatura da preferire sono H, P e K.

Come scegliere una sega a nastro: la stradatura

L’ultimo parametro da tenere in considerazione per rispondere al meglio alla domanda come scegliere una lama per sega a nastro, riguarda la stradatura. La stradatura consiste nella sporgenza dei denti, ossia la parte della dentatura che fuoriesce sia a sinistra che a destra oltre il corpo della lama.

La funzione principale di questa sporgenza è quella di generare uno spazio adeguato nel pezzo da tagliare, per permettere il corso della lama e diminuire l’attrito che si forma naturalmente durante il taglio.

Le stradature migliori sono standard e ondulate. Nelle lame con stradatura standard si ha un dente piegato a destra, uno piegato a sinistra e uno dritto. In questo modo il taglio viene eseguito prevalentemente dai due denti principali mentre quello dritto ha la funzione di portare fuori dal blocco il truciolo. La stradatura standard è quella maggiormente usata per il legno.

La stradatura ondulata è invece formata da un sente piegato a destra e uno a sinistra, intervallati da tre denti intermedi, idonea per il taglio di materiali più duri del legno.

Forni a legna in muratura a Roma le caratteristiche principali

Forni a legna in muratura a Roma: le caratteristiche principali

Se stai cercando dei forni a legna in muratura a Roma per dare un tocco in più al tuo giardino o alla tua casa, ci sono molte scelte da valutare e luoghi in cui poter acquistare un prodotto che si riveli efficiente e duraturo.

A Roma puoi trovare vari rivenditori e produttori a cui rivolgerti: gli esperti del settore potranno consigliarti e guidarti nella scelta, basandosi anche sul tipo di ambiente in cui andrà effettuata l’installazione del tuo camino.

Il forno a legna in muratura

Grazie alla struttura creata in cemento armato, i forni a legna in muratura sono molto resistenti ai cambiamenti climatici e alle intemperie, come pioggia e vento.

Al fine di assicurare un’altissima resistenza alle temperature calde, la camera di cottura di molti forni a legna in muratura è in mattone refrattario. Un materiale naturale che garantisce massima resistenza alle alte temperature, mantenendo a lungo il calore.

Per il tuo forno a legna potrai scegliere tra i modelli da esterno e quelli da interno, che consentono di usare il forno durante specifici momenti e situazioni diverse.

Forno a legna in muratura da esterno

Se stai cercando forni a legna in muratura da esterno per cuocere delle ottime pietanze, la scelta di una camera di cottura creata con mattone refrattario potrebbe soddisfare al meglio le tue esigenze, poiché hanno la capacità di mantenere la temperatura adeguata durante tutto il tempo necessario alla cottura.

Nello specifico, il mattone refrattario nasce in seguito alla cottura dell’argilla, una sostanza naturale, ad alte temperature.

La scelta di un forno in muratura creato con cemento compresso, generalmente, non è garanzia di affidabilità e resistenza. Infatti, questo genere di forno non possiede armature interne e dopo qualche tempo di utilizzo potrete notare la formazione di crepe nella struttura che porteranno, conseguentemente, alla rottura del forno.

Alcuni forni a legna integrano la struttura barbecue, con l’inserto in acciaio per la piastra. Un modo per arricchire il giardino con uno spazio completamente dedicato al cibo e alle grigliate, che potrai usare con i tuoi amici nelle belle giornate.

Forno a legna in muratura da interno

Un forno in casa è al riparo dal vento, dalla pioggia e dalla possibile umidità che può crearsi durante i periodi di inattività. Un caldo forno a legno da interno può servire sia da riscaldamento, sia per cuocere delle buonissime pietanze e delle ottime pizze.

Il forno da esterno è più pratico, ma per chi non volesse rinunciare ad avere un forno a legna per la casa ci sono delle caratteristiche da rispettare:

  • Ampiezza dei locali: il forno necessita di essere collocato in una zona spaziosa, fortemente sconsigliato scegliere di posizionare un forno a legna in monolocali o appartamenti piccoli.
  • Una canna fumaria perfetta: per avere un buon tiraggio ed evitare che il fumo invada la casa, è buona norma che venga costruito senza deviazioni, meglio se con una forma circolare. Si raccomanda di pulirla almeno una volta l’anno, o più, a seconda dell’uso che si fa del camino.

Installazione del forno a legna in muratura

Le aziende esperte in vendita di forni a legna a Roma possiedono un vasto assortimento di camini; alcuni di questi sono già pronti per l’installazione, altri vengono fabbricati su misura per venire incontro alle esigenze dei clienti.

Potrai scegliere il modello che risponda perfettamente alle tue esigenze.

Sarà da concordare con ogni ipotetico venditore il prezzo del trasporto e dell’installazione che, in molti casi, sono offerti gratuitamente se effettuati entro determinate distanze.

Se cerchi un forno a legna semplice da pulire e da igienizzare, la scelta ideale potrebbe risiedere in un forno che possiede un piano di appoggio creato con cotto smaltato.

Il cotto smaltato, infatti, è semplice da pulire dopo essere stato utilizzato. Inoltre, rispetto ad altri materiali, non assorbe il grasso, l’olio e, in generale, i residui del cibo, che tendono ad accumularsi sopra il piano di cottura, come ben sanno gli utilizzatori abituali dei forni a legna.