Come progettare in modo preciso un impianto elettrico

Come progettare in modo preciso un impianto elettrico

L’attività di progettare un impianto elettrico è semplice e chiunque può farlo a casa, purché venga prestata attenzione nel maneggiare cavi sotto tensione e soprattutto si realizzi in modo preciso. Se infatti tutti gli elementi sono ben collegati, la corrente elettrica può attraversarli per dare luce o avviare un apparecchio di qualsiasi genere.

Questa corrente elettrica fluirà dal polo positivo al negativo attraversando anche la massa, quest’ultima fondamentale per sia per la sicurezza delle persone che degli apparecchi collegati alla rete in caso di corto circuito.

Con i tecnici di elettricistafirenzeeprovincia.it, elettericista h24 a Firenze, abbiamo riportato le informazioni fondamentali per progettare in modo preciso un impianto elettrico.

Cos’è un impianto elettrico

Un impianto elettrico è un circuito formato da una serie di elementi conduttivi collegati tra loro. Generalmente, questi sono un generatore di elettricità con un polo positivo e uno negativo (il contatore), una serie di fili conduttivi collegati ai poli (fase e neutro) e gli interruttori di ogni singolo punto luce o presa di corrente.

Tutte le cablature vanno poi unite ad una centralina predisposta con vari interruttori di tipo termomagnetico che scattano da soli in presenza di anomalie o si possono interrompere manualmente per isolare una delle linee in cui c’è un guasto da riparare.

I vari tipi di impianti elettrici

Prima di iniziare a lavorare con un circuito, è opportuno analizzare in cosa consistono i diversi tipi di circuiti elettrici che sostanzialmente sono tre:

  • Il circuito in serie permette di collegare le lampadine una dopo l’altra con un’intensità di corrente identica in tutto il circuito;
  • Il circuito in parallelo invece fa in modo che le lampadine vengano collegate faccia a faccia, per cui la tensione proveniente dalla fonte energetica principale sia distribuita uniformemente su ciascuna di esse;
  • Infine a riguardo del circuito misto, va detto che le lampadine sono collegate sia in serie che in parallelo.

A tale proposito è importante aggiungere che nel circuito in serie, la corrente elettrica ha un solo modo per arrivare al punto di partenza, mentre in quello in parallelo si biforca su ciascun nodo elettrico.

I vari passi per progettare un impianto elettrico con precisione

Per progettare un impianto elettrico con la massima precisione e nel rispetto delle normative vigenti, in primo luogo è necessario impastare un disegno in modo tale che si abbia a disposizione uno schema che va poi riportato su una parete (sotto traccia o esterno con canalette), e che si dirama su punti luci e prese necessarie per le utenze domestiche. In secondo luogo è fondamentale scegliere la sezione dei fili che deve essere di 2,5 cm per una potenza erogata di 3 Kw e di 1 cm nel caso di utilizzo di sole lampadine.

A questo punto, per progettare con la massima precisione l’impianto elettrico, a parte i vari cablaggi e le derivazioni da effettuare nelle apposite cassette, l’operazione più importante ma nel contempo essenziale per renderlo sicuro e funzionale consiste nel collegarlo ad una centralina con specifiche caratteristiche e che svolge un ruolo fondamentale ai fini del perfetto funzionamento dell’intero impianto.

Le caratteristiche e le funzionalità degli interruttori elettromagnetici

Gli interruttori automatici proteggono i conduttori per la distribuzione di corrente in edifici o strutture e disconnettono l’apparecchiatura terminale solo in caso di cortocircuito, per proteggere l’impianto elettrico dalla corrente di sovraccarico. Premesso ciò, va altresì aggiunto che gli interruttori di protezione noti come elettromagnetici, hanno un’elevata capacità di commutazione da 6 kA in su.

Se dunque viene progettato un nuovo impianto elettrico, è necessario dotarlo di questi dispositivi di sicurezza. Il collegamento dei vari cavi agli interruttori elettromagnetici e che provengono dalle cassette di derivazione non è difficile da eseguire; infatti, una volta partiti dal primo a sinistra e collegato con fase e neutro al contatore, quelli successivi si cablano con esso (e tra loro) mediante dei ponticelli ad U ovvero uno per la fase e un altro per il neutro e per quanti sono gli interruttori elettromagnetici a destra del primo.

Terminato il cablaggio nel quadro elettrico, per concludere il lavoro non resta che ricoprire i cavi sulla parete con dello stucco se si è optato per il sotto traccia o con le cover delle canalette e montare poi prese, interruttori e lampade a cui fa seguito il collaudo finale.