Come proporre ricorso amministrativo nei confronti di un atto notificato dall’INPS

Come proporre ricorso amministrativo nei confronti di un atto notificato dall’INPS

Il numero maggiore dei ricorsi che vengono promossi nei confronti di un atto notificato dall’INPS – Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale – vede, quale oggetto della contestazione, soprattutto i verbali di accertamento rilasciati dall’Ente a seguito di una ispezione sul lavoro. Poiché tale materia risulta essere piuttosto articolata, non sempre si è in grado di esporre sia nella forma che nella sostanza le giuste opposizioni che possano portare all’annullamento di un verbale amministrativo.

In questa pagina illustreremo come fare ricorso all’INPS e le fasi da porre in essere per la proposizione del ricorso nei confronti di un atto emesso dell’Istituto affinchè lo stesso possa portare ad ottenere il risultato sperato, ovvero l’annullamento dell’accertamento.

Come fare ricorso all’INPS

È possibile proporre un ricorso nei confronti dell’INPS qualora lo stesso abbia per oggetto l’accertamento di un illecito amministrativo, ovvero un verbale di accertamento di un fatto ritenuto non conforme ad una norma di legge. La proposizione del ricorso amministrativo deve essere presentata in modalità telematica e tale procedura, oltre che dal ricorrente, può essere attivata anche da un professionista abilitato, come un consulente del lavoro.

Come per ogni forma di difesa/tutela, prima di esporre le motivazioni che dovrebbero portare l’Istituto all’annullamento del verbale, occorre predisporre una strategia mirata, in quanto un’attività difensiva non accuratamente studiata potrebbe portare a conseguenze ancora più dannose.

Ed è proprio per questo motivo che in rete è possibile consultare alcune guide redatte ad hoc che illustrano come fare ricorso all’Inps (https://www.verifichelavoro.it/guida-ai-ricorsi-del-lavoro/): non sempre, come ad esempio nel caso di ispezione sul lavoro, si è a conoscenza degli strumenti di tutela idonei e di come eventualmente predisporre o elaborare un ricorso contro un atto amministrativo, motivo per il quale si consiglia, prima di attivare tale strumento, la consultazione di una guida pratica che illustri il punto focale della problematica e di come poterla risolvere in modo corretto.

Comportamento da porre in essere durante l’ispezione dell’INPS

Quando in azienda giungono gli Ispettori della Pubblica Amministrazione, il titolare dell’impresa, venendo colto all’improvviso, non è in grado di svolgere una puntuale difesa che possa permettergli di spiegare la situazione contestata e spesso viene indotto a sottoscrivere una dichiarazione di colpa che non sempre appare coerente con la normativa vigente.

Motivo per il quale, prima di sottoscrivere verbali o autodichiarazioni sottoposti dagli ispettori della Pubblica Amministrazione, si coniglia di interpellare un professionista di fiducia, avvocato, commercialista o consulente del lavoro, che possa in seguito suggerire come fare ricorso all’Inps.

Perché è necessario promuovere un ricorso contro l’INPS?

La proposizione del ricorso amministrativo contro un verbale emesso dall’INPS è disciplinata dalla Legge n.88 del 9 marzo 1989, pertanto, il contribuente può proporre ricorso al fine di ottenere un riesame della propria posizione, con la speranza di ottenere una determinazione più favorevole, che comporti una rettifica del verbale contestato.

È da tenere presente che, la proposizione di un ricorso talvolta viene definita quale condizione propedeutica alla instaurazione di un vero e proprio procedimento giudiziale, soprattutto nel caso in cui la questione verta su prestazioni previdenziali o accertamenti negativi.

Inoltre, il ricorso deve essere presentato entro il termine di 90 giorni, decorrente dalla data in cui è stata ricevuta la notifica del provvedimento dell’INPS. In alcuni casi, come quello del ricorso in materia di cassa integrazione, il termine è ridotto a 30 giorni. Come sopra anticipato, il ricorso può essere trasmesso agli uffici preposti dell’INPS in modalità telematica (tramite la sezione dedicata ai ricorsi online sulla pagina web di INPS), ma anche in carta semplice con la sottoscrizione del diretto interessato, oppure presso un patronato abilitato.