Dove guidare le Pit Bike?

Dove guidare le Pit Bike?

Hai già una pit bike? Se sei un appassionato di motori sicuramente le conoscerai: sono quelle moto, uniche e quasi totalmente personalizzabili, che in origine altro non erano che mezzi di trasporto all’interno dei box, diventa oramai fenomeno cult fin dai primi anni 2000.

Prima di rispondere alla domanda “dove guidare le pit bike”, conosciamo meglio la loro storia che è poi parte della risposta stessa.

Le Pit Bike, come ci racconta Mobster, distributore unico di YCF in Italia, devono il proprio nome alle mansioni per cui furono progettate, negli anni ’90, quali muletti e trasportatori di piloti e staff all’interno del paddock. Era il mezzo perfetto: veloce, sicuro e facile da guidare, in un ambiente ricco di persone e materiali tra i quali fare slalom per spostarsi.

Si svilupparono in Cina, ma il prodotto si diffuse principalmente negli Stati Uniti, con le gare di dirt bike all’interno dei box, da cui nacque il mito delle Pit Bike che oggi tutti conosciamo.

L’opportunità commerciale era dietro l’angolo e la Honda la colse al volo: la compagnia giapponese fu la prima a commercializzare le pit bike dedicate espressamente al pubblico e non agli addetti ai lavori, rivolgendole principalmente al mercato statunitense. Nel giro di pochi anni, con l’ingresso di altri grandi attori del mercato, come Kawasaki, le pit bike sono diventate un vero e proprio culto in tutto il mondo.

Già, ma come ci aiutano a rispondere alla nostra domanda? Come anticipato, la storia ha in sé già la risposta.

Nate come moto da paddock, le pit bike non si possono guidare su strada, spazi pubblici e, come regola generale, in luoghi di traffico automobilistico e pedonale, bensì solamente in apposite piste, di solito di proprietà privata.

Dove guidare le Pit Bike in Italia?

Sappiamo che desideri informazioni più precise su dove guidare le pit bike in Italia, perciò ti forniamo indicazioni su dove farlo e come trovare i luoghi adatti alla guida.

Come anticipato, le pit bike si possono guidare solamente su pista e da nessun’altra parte, pena multa e confisca del mezzo. Di conseguenza, risvolto positivo, non si pagano bollo e assicurazione per la pit bike e la loro guida non necessita di patente, a differenza di tutte le altre vetture che viaggiano su strada.

Le piste (o circuiti) dove poter guidare le pit bike sono molteplici, anche in Italia, e principalmente sono proprietà di privati. Banalmente, ti basta digitare su Google, nella barra di ricerca, “pista di pit bike” per scoprire le piste più vicine a te.

Tra i risultati, troverai sicuramente siti web e pagine che possano indirizzarti sulla scelta più adatta alle tue esigenze. Spesso, infatti, questi circuiti dispongono anche di istruttori che consentono di perfezionare la propria tenuta su pista.

Infatti, se è vero che per guidare le pit bike non sia necessaria la patente – ci sono anche le moto 50 dedicate ai più piccoli – è altrettanto vero che per apprendere le tecniche di base, e quindi divertirsi ancora di più, potrebbe volerci più di un mese. Non si tratta di un sistema per scongiurare incidenti, che sono in una percentuale trascurabile e peraltro di lieve entità, quanto per evitare di incorrere in fastidi a collo e schiena.

Il lavoro sulla corretta postura è fondamentale per godersi appieno l’esperienza, e gli esercizi di migliore tenuta su pista sono immediatamente successivi. Se fossi alle prime armi e, dunque, solo un appassionato, ti consigliamo di non lasciarti spaventare ma, anzi, di lanciarti all’avventura acquistando una pit bike e rivolgendoti agli istruttori che le piste per pit bike mettono a disposizione. Si tratta di mezzi estremamente sicuri e affidabili.

Seguendo le lezioni degli istruttori, acquistando una valida pit bike – non sono prodotti sui quali conviene giocare al risparmio; spenderesti il doppio poi in pezzi di ricambio! –, ma soprattutto vivendo la pista, potrai assaporare pienamente la splendida ebrezza del guidare la tua pit bike.