Come trovare autoveicoli usati

Come trovare autoveicoli usati

Come cercare auto usate?

Chi è alla ricerca di autoveicoli usati si trova di fronte a un gran numero di possibilità.

Esistono dei consigli ideali per chi è alle prime armi nel mondo della compravendita di auto?

In questo articolo cercheremo di segnalarvi alcune linee guida da seguire per migliorare la vostra ricerca, adatti anche per chi ha più esperienza in questo campo.

Concessionari e rivenditori

Il più classico dei modi per cercare un’auto usata è attraverso un concessionario o un rivenditore di auto usate. Si tratta della soluzione ideale per chi preferisce farsi aiutare da un consulente, e soprattutto vuole vedere dal vivo la proposta presente.

Questi centri sono molto interessanti per i servizi che offrono. In primis è presente la garanzia sul veicolo, un dettaglio non di poco conto per la nostra sicurezza. Solo così possiamo parlare davvero di usato garantito.

Oltre a ciò è possibile accedere a forme di agevolazioni, come finanziamenti e rateizzazioni, una buona proposta per chi preferisce diluire il proprio acquisto nel corso del tempo.

Potrebbe essere presente anche la permuta, un ulteriore vantaggio per chi vuole acquistare un’auto usata. Attraverso la permuta potremo far valutare la nostra vecchia auto, affidandola al rivenditore in cambio di una riduzione sul nostro acquisto.

In sintesi, attraverso concessionari e rivenditori avremo accesso a servizi e possibilità che non potremmo avere nel caso di una compravendita tra privati. Consultare le aziende della nostra zona è un consiglio non di poco conto.

Ampliare gli spazi con la rete

Cercando su Google “auto usate” verremo inondati di motori di ricerca di ogni tipo. La rete è diventata un terreno molto fertile per la compravendita di auto, attirando un gran numero di privati, pronti a vendere e acquistare.

La rete offre innumerevoli vantaggi, creando delle vere e proprie vetrine, dove poter cercare l’auto più adatta a noi, ovunque essa si trovi. Anche molti concessionari posizionano le proprie auto su queste piattaforme, sarà quindi possibile trovare offerte sia di privati che di aziende.

Tutta questa offerta può essere persino un ostacolo: come riuscire a districarsi in questo labirinto di possibilità?

La prima cosa da fare, prima ancora di affidarsi alla rete per la propria ricerca, è avere le idee chiare.

Che tipo di auto stiamo cercando? Qual è il costo massimo che vogliamo sostenere? A quale distanza massima siamo disposti a spostarci per l’acquisto?

Queste sono solo alcune delle domande che dobbiamo porci prima di avviare la nostra ricerca, perché le risposte saranno necessarie per filtrare le proposte attraverso i vari motori di ricerca, eliminando ciò che non fa al caso nostro.

La fretta è cattiva consigliera?

Secondo alcuni la fretta è cattiva consigliera. Secondo altri il tempo è denaro. Come spesso accade la verità sta nel mezzo: se è vero che acquistare un’auto è un affare su cui riflettere, è anche vero che impiegare troppo tempo può significare perdere l’occasione più adatta a noi.

Come evitare di perdere tempo?

In parte ne abbiamo parlato nel precedente paragrafo: limitando la proposta alle sole auto usate che possono fare al caso nostro.

L’altro consiglio è quello di verificare il livello di aggiornamento della piattaforma che decidiamo di utilizzare: c’è una forma di assistenza o servizio che elimina gli annunci scaduti?

Non vogliamo infatti rischiare di contattare inutilmente venditori non più disponibili, attendendo risposte tutt’altro che positive.

Perché scegliere un’auto elettrica?

Perché scegliere un’auto elettrica?

Il mercato delle auto elettriche è a una vera e propria svolta. Molti produttori stanno dando ampio spazio a modelli elettrici nei loro cataloghi, con linee dedicate.

Sia che si tratti di puro elettrico, sia che si tratti di ibrido, questo segmento di auto si prepara a conquistare il panorama automobilistico dei prossimi anni.

Sorge così una domanda più che legittima: perché scegliere un’auto elettrica?

Nei prossimi paragrafi vedremo i tanti vantaggi di questa nuova realtà.

Un risparmio a lungo termine

Possiamo parlare di risparmio quando citiamo le auto elettriche?

Decisamente sì, perché è una delle caratteristiche principali del passaggio a questo tipo di mobilità.

Sono presenti vari incentivi per spingere le persone all’acquisto, e possiamo iniziare citando proprio i cosiddetti ecobonus, una serie di incentivi che possiamo richiedere per acquistare la nostra nuova auto.

Grazie a questi ecobonus, disponibili per auto elettriche e ibride, il costo di acquisto da sostenere può diminuire davvero di molto. Il consiglio è quello di controllare i bandi attivi nel singolo periodo, sia a livello nazionale che a livello locale.

I vantaggi non terminano con l’acquisto: le auto elettriche hanno molti vantaggi dal punto di vista burocratico.

Oltre all’esenzione del bollo auto, uno dei costi più antipatici nel mantenimento del nostro veicolo, molti comuni offrono i parcheggi blu gratuiti a queste auto. A seconda delle vostre abitudini questo potrebbe tradursi in un risparmio non di poco conto.

Infine, chiudendo questo paragrafo, le auto elettriche consumano meno, in termini di costo puro, delle auto a combustibile. Sicuramente ne sentiremo il peso sulla bolletta, visto che caricheremo la nostra auto attraverso il nostro box, ma difficilmente sarà un costo più elevato dei nostri vari rifornimenti di combustibile.

Tra box auto e colonnine di ricarica

Chi ha un box auto troverà un altro vantaggio nel possesso di un’auto elettrica: la possibilità della ricarica casalinga.

Non serve alcuna modifica, serve solamente il giusto cavo e la ricarica della nostra auto può avvenire senza alcun problema nel nostro box personale.

L’autonomia delle auto elettriche ormai è, nei modelli meno performanti, di almeno 300 chilometri, ciò significa che in una comune giornata difficilmente si arriverà a esaurire questa stessa autonomia. Quando si renderà necessaria la ricarica non servirà altro che lasciare la nostra auto nel box e durante la notte arriveremo a una carica completa.

Da notare come la normale presa elettrica non sia ideale per una ricarica veloce, ma anche in quel caso esistono diverse soluzioni: non solo le colonnine elettriche, ormai presenti in diversi punti delle nostre città, ma anche la possibilità di una installazione di uno strumento dedicato all’interno del nostro box. Il suo nome è wallbox, e gestisce più energia elettrica, favorendo una ricarica molto più veloce.

Un mondo green e sostenibile

La sostenibilità è il grande tema legato alle auto elettriche. Sono auto a emissioni zero, che non emettono alcun gas di scarico. Proprio per questo sono una delle soluzioni più interessanti per migliorare l’aria delle nostre città.

Scegliere un’auto elettrica è anche una scelta di sostenibilità, è un modo di fare la propria parte per vivere in un mondo più green.

Per cui, oltre ai tanti vantaggi, non si può non citare l’importanza morale e etica di una scelta di questo tipo. Scegliere elettrico significa scegliere un futuro migliore per chi vivrà il domani.

Come costruisco la mia flotta aziendale?

Come costruisco la mia flotta aziendale?

Chi vive nel mondo delle aziende sa quanto possa essere importante avere una flotta aziendale. Che sia per immagine, o per comodità dei propri dipendenti, mettere a disposizione dei veicoli è una scelta molto diffusa.

Tante sono le ipotesi a disposizione, come le molte offerte leasing auto, i noleggi a lungo termine o l’acquisto nel mercato dell’usato. Quale scegliere e perché?

Cos’è il leasing auto?

Iniziamo parlando proprio del leasing, una proposta scelta da molti per le sue peculiari caratteristiche. Non si tratta infatti di un noleggio, quanto di una forma di finanziamento: l’auto resta in possesso di chi propone il leasing, fino alla conclusione del contratto, momento in cui l’auto potrà essere riscattata.

Chi si affida al leasing sceglie di versare un canone mensile, variabile secondo alcuni tassi, per poi decidere se ottenere definitivamente l’auto o meno. Questo dettaglio è molto interessante per due motivi.

Il primo è il non essere obbligati a riscattare l’auto. Per una realtà aziendale ciò si può tradurre non solo in un vero e proprio risparmio (nessun costo finale), ma anche nella possibilità di non riscattare veicoli che abbiano subito un forte uso nel corso del tempo.

Ciò favorisce il ricambio dei veicoli della propria flotta aziendale.

Il secondo motivo è legato alle condizioni del riscatto finale: non pagheremo l’auto come nuova, ma il costo del riscatto sarà proporzionato all’effettivo valore dell’auto in quel preciso istante. Potrebbe quindi essere molto conveniente per trasformare le auto in leasing in mezzi di trasporto stabili per la nostra flotta.

Il mondo del noleggio auto

Quando parliamo di noleggio aziendale facciamo riferimento al noleggio a lungo termine. Tramite questa formula è possibile, per le imprese, noleggiare veicoli per un periodo piuttosto lungo (solitamente non inferiore ai 24 mesi), versando un canone mensile fisso.

Tale canone contiene al suo interno la maggior parte dei servizi necessari per la nostra auto, dalla RCA alla manutenzione periodica, senza dimenticare il bollo auto e molto altro.

Gli accordi di noleggio prevedono un anticipo iniziale, e non prevedono un riscatto finale. Ciò significa che al termine dell’accordo potremo rinnovarlo, sia con lo stesso veicolo che con un altro veicolo, ma non riscattare quello stesso veicolo.

Anche questa proposta ha i suoi pro e i suoi contro. L’assenza di riscatto potrebbe essere interessante per chi già sa di preferire un costante ricambio, magari per cause come l’usura a cui vanno incontro i propri veicoli aziendali.

Non solo nuovo

Forme di finanziamento e di noleggio sono presenti anche per quanto riguarda il mondo dell’usato, aprendo altre possibilità per chi vuole realizzare la propria flotta aziendale.

Nel caso dei veicoli commerciali può essere una scelta vincente e economica: i motori di questi mezzi sono molto più resistenti, e anche nel caso dell’usato mantengono delle ottime performance e capacità.

Sia che si scelga di saldare il tutto subito, con un certo impegno di liquidità, sia che si preferisca una soluzione diluita nel tempo, chi muove i primi passi con la propria azienda troverà un buon terreno di crescita grazie al mondo dell’usato.

In conclusione

Come scegliere? Molto dipende dalla propria disponibilità economica e anche dalla filosofia con cui si vuole improntare la vita della propria azienda. Ogni soluzione ha i suoi pro e contro, ed è in relazione alle nostre possibilità economiche e al tipo di azienda che possiamo capire quali siano le nostre vere necessità.

Guida fai da te su come sostituire le guarnizioni del box doccia

Guida fai da te su come sostituire le guarnizioni del box doccia

La sostituzione delle guarnizioni del box doccia è un intervento di manutenzione periodica da eseguire per evitare che si formino delle pozze d’acqua sul pavimento della stanza da bagno. Inoltre essendo questi sigilli in gomma tendono anche a scolorirsi, e quindi la sostituzione in questo caso è necessaria per salvaguardare l’estetica e il design del contesto.

In riferimento a quanto sin qui premesso, ecco una guida fai da te su come portare a buon fine la sostituzione delle guarnizioni del box doccia, scritta con l’aiuto di esperti del mestire, tra cui idraulico-roma.me, idraulico a Roma h24.

Acquistare le guarnizioni di ricambio per il box doccia

La maggior parte delle porte dei box doccia montano di serie due diversi tipi di guarnizioni di cui una chiamata in gergo a labbro o paraurti e un’altra a goccia. La prima è installata sui bordi verticali del box, e serve come ammortizzatore tra i pannelli di vetro di cui la struttura si compone e le piastrelle.

La seconda invece è installata lungo il bordo inferiore della porta e serve a dirigere l’acqua che scorre lungo la stessa sul pavimento della doccia e nel contempo funge anche da sigillo tra le parti. Detto ciò, a seconda del danno riportato da una delle due guarnizioni si può provvedere all’acquisto di quella da sostituire disponibile sia nei negozi terrestri che sugli store online.

A margine prima di iniziare il lavoro è opportuno mettere da parte alcuni materiali e attrezzi di uso comune che possono ritornare utili per ottimizzare il risultato come ad esempio un cutter del silicone e, ovviamente, delle nuove guarnizioni per il box doccia nel caso non ne abbiate.

Rimuovere la vecchia guarnizione della porta box doccia

La maggior parte delle docce con porte e pareti in vetro sono costruite su misura per adattarsi al tipo di struttura murale di cui si dispone, quindi le guarnizioni sono reperibili di diverse lunghezze e possono essere tagliate per adattarsi a qualsiasi tipologia di doccia.

Premesso ciò, se disponete di un box doccia standard di un determinato brand costruttore, in tal caso potreste optare per un kit di guarnizioni di ricambio completo che sarà già tagliato su misura.

Detto ciò, in primo luogo rimuovete la vecchia guarnizione dalla porta del box doccia che in genere se particolarmente usurata risulta abbastanza facile da asportare a meno che non sia stato utilizzato del collante o elementi di fissaggio. Una volta rimossa l’intera guarnizione, conviene utilizzare un panno umido e insaponato per pulire i bordi del vetro dove si trovava il precedente sigillo e nel contempo rimuovere eventuali depositi di minerali e muffa dal vetro.

Fissare la nuova guarnizione della porta box doccia

Una volta che la calettatura in cui deve alloggiare la guarnizione della porta del box doccia è perfettamente pulita, basta tagliare una striscia della nuova guarnizione su misura per ogni lato lasciando tuttavia qualche centimetro in più per eventuali curve. Fatto ciò, è possibile installarla sulla porta premendo un’estremità della guarnizione sull’angolo e quindi spingendola in posizione della suddetta calettatura, procedendo poi man mano verso l’estremità opposta.

La guarnizione tuttavia dovrebbe aderire strettamente e richiedere un certo sforzo per posizionarsi correttamente. Una volta che anche questo lavoro è stato portato a buon fine, non resta che tagliare la gomma in eccesso utilizzando un cutter. L’operazione sin qui descritta se ben eseguita, si rivela utile per sostituire anche le altre tipologie di guarnizioni di cui i vari modelli di box doccia disponibili oggi in commercio sono dotate.

A margine il consiglio finale per garantire longevità alle nuove guarnizioni è di asciugarle dopo l’uso della doccia e periodicamente cospargerle di talco. Questa accortezza serve ad evitare che si irrigidiscano e che generino conseguenti crepe o rotture.

Auto: Come scegliere un usato garantito

Auto: Come scegliere un usato garantito

È arrivato il momento di acquistare una nuova auto. Hai deciso che preferisci puntare sul mercato dell’usato, ma vuoi essere certo di trovare un usato garantito. Come fare?

In questo articolo cercheremo di vedere insieme le varie possibilità che potrai trovarti di fronte, per aiutarti a districarti in questa “giungla”.

Perché scegliere un usato?

Ci sono molti motivi per scegliere un’auto usata, ma spesso il motivo principale è di natura economica. L’idea è quella di cercare un’auto che possa incontrare la nostra disponibilità economica, e il tutto senza derogare alla necessità di un usato sicuro.

Iniziamo quindi con la premessa necessaria alla ricerca dell’auto ideale: definire cosa stiamo cercando.

Qual è il nostro budget massimo? Quanti chilometri deve avere al massimo questa auto? da quanti anni deve essere su strada? Che tipo di auto stiamo cercando?

Una volta risposto a queste domande la nostra ricerca può davvero cominciare.

Cos’è un usato garantito?

Come può suggerire il nome si tratta di un usato che abbia con sé una forma di garanzia. Ciò fa sì che non ci si possa rivolgere con efficacia a dei privati. Da un punto di vista legale sono i rivenditori, come concessionari e simili, a essere obbligati a fornire la garanzia anche alle auto usate, ma ciò non spetta ai privati.

L’ipotetico insorgere di problemi potrebbe non essere di competenza e responsabilità del privato, annullando così il nostro concetto di usato garantito.

Usato garantito e usato sicuro

Nella definizione più stretta usato garantito fa riferimento alla garanzia. Allargando il nostro focus si unisce all’idea di usato sicuro. Di cosa stiamo parlando?

Al netto della garanzia, è utile e importante avere la certezza dello stato dell’auto che stiamo acquistando. Come possiamo farlo?

Nel caso di una compravendita tra privati, che come detto difficilmente ci porterà al volante di un usato garantito, possiamo comunque proporre che l’auto venga vista e analizzata da un nostro tecnico di fiducia.

Una volta verificato il corretto stato dell’auto potremo così parlare di usato sicuro.

Aggiungiamo un consiglio: seppur non doni una certezza assoluta, fate attenzione ai dettagli dell’auto che vi stanno proponendo. Con un po’ di occhio potrete notare eventuali segnali di scarsa cura del mezzo, come le gomme eccessivamente consumate, che possono farvi dubitare della reale manutenzione avuta dall’auto nel corso del tempo.

Questo genere di analisi è la norma per quanto riguarda i concessionari e i rivenditori, ma è comunque utile informarsi e verificare se tali check up e controlli siano tra i servizi offerti dall’azienda.

Come cercare un usato garantito

La prima ipotesi è quella di consultare i centri presenti sul territorio. Visitando concessionari e rivenditori avremo la possibilità di toccare con mano le auto disponibili, vederle dal vivo e godere di una assistenza in prima persona.

La seconda ipotesi è quella offerta dalla rete, attraverso i molti motori di ricerca dedicati agli annunci di auto usate.

Come detto in precedenza, trattandosi di una ricerca volta all’usato garantito, sarà utile limitare i risultati grazie a degli appositi filtri: possiamo trovare sia la possibilità di selezionare i soli rivenditori, sia quella di cercare auto definite dal venditore come usate garantite.

Chiudiamo con un consiglio: non lasciate che la fretta sia la vostra cattiva consigliera. A meno che non siate in una situazione di emergenza, con un’auto guasta da sostituire, prendetevi il giusto tempo per fare la scelta migliore.

Curare la cervicale fisioterapista oppure osteopata, quale scegliere

Curare la cervicale: fisioterapista oppure osteopata, quale scegliere?

La cervicale consiste in un problema ben noto tra moltissime persone e di varie età, ed è nota come un disturbo muscolo-scheletrico che provoca dei dolori al collo. A seconda del caso individuale, questo disturbo può svanire dopo pochi mesi o rimanere anche per diversi anni: data la grande diffusione di questo disturbo tra la popolazione italiana, molti si sono preoccupati al fine di non lasciare la soluzione al caso bensì di contattare uno specialista apposito.

Infatti è possibile affidarsi ad un professionista qualificato, quale un fisioterapista oppure un osteopata: queste figure professionali sono infatti estremamente quotate per offrire una soluzione definitiva alla cervicale, o quanto meno alleviarne il dolore se la situazione è purtroppo prolungata da diversi anni. Solitamente il fisioterapista mira a tracciare un profilo ideale al fine di trovare una soluzione per il singolo obiettivo: la sua analisi è ovviamente puramente scientifica.

Come già anticipato, se si intende risolvere il problema della cervicale è possibile rivolgersi a queste due figure professionali. Ebbene, il fisioterapista è maggiormente quotato proprio perché riesce meglio ad occuparsi del problema della cervicale, mentre invece l’osteopata non è una figura del tutto ideale per trovare una soluzione definitiva.

Si può quindi pensare di recarsi da un fisioterapista cervicale, ossia un fisioterapista specializzato in questo particolare problema. Ovviamente all’interno del trattamento sono previste delle manipolazioni vertebrali, ossia delle pratiche che vengono anche offerte dagli osteopati: queste manipolazioni però ricoprono solo una piccola parte dell’intero trattamento.

Vi sono molti studi dove é possibile recarsi, nonostante l’attuale situazione: in particolare, se si vive nelle zona di Roma, è possibile recarsi presso un fisioterapista specializzato nella cura della cervicale a Roma (approfondisci www.cervicalevertigini.it/dott-daniel-di-segni/).

Fisioterapista specializzato e semplice

Pur scegliendo in via definitiva di recarsi dal fisioterapista, è comunque importante stabilire le differenze tra un fisioterapista specializzato e uno semplice. Al contrario di quanto si pensa comunemente, queste due figure non sono affatto uguali e non ricoprono le stesse mansioni: infatti, alcuni sono per l’appunto specializzati nella risoluzione del disturbo della cervicale nel giro di poche sedute tramite un approccio semplice, efficace e duraturo. Si consiglia quindi, almeno in questi casi, di evitare di recarsi da dei fisioterapisti semplici in quanto non possono garantire la medesima professionalità di una persona specializzata in quel campo.

Al fine di riconoscere un fisioterapista semplice da uno specializzato e professionale, basta guardare il modo in cui entrambi affrontano un trattamento per la cervicale: mentre il primo utilizza esclusivamente delle tecniche manuali e riconosciute dalla comunità scientifica, la seconda categoria sfrutta laser, ultrasuoni e macchinari simili.
In conclusione, si consiglia di affidarsi esclusivamente a un fisioterapista specializzato che riesce non solo a garantire una soluzione al disturbo muscolo-scheletrico della cervicale, ma consente anche di farlo in poche sedute e con delle conoscenze che già possiede da anni ed anni.

Questo fattore infatti è essenziale, proprio perché in fin dei conti la cervicale è un disturbo che può essere facilmente eliminato con l’utilizzo delle tecniche adeguate, e nel caso di un fisioterapista specializzato, sono quelle manuali. Ovviamente, in queste rientrano anche la manipolazione delle vertebre, ma non solo. Questi professioni possono infine permettere di risparmiare i soldi che invece verrebbero spesi qualora si preferisse uno specialista semplice, che impiegherebbe un maggior numero di sedute.

Creme al veleno d'api di Lunezia: una novità per combattere le rughe

Creme al veleno d’api di Lunezia: una novità per combattere le rughe

La cosmetica si prefigge diversi obiettivi mirati alla cura dell’estetica personale. Tra le finalità cruciali c’è la preservazione della pelle, la cui salute e l’aspetto stanno a cuore a moltissime rappresentanti del gentil sesso. Già, perché l’età che avanza riversa buona parte dei propri effetti sulla cute e, più in generale, sull’intero apparato tegumentario. La bellezza è un valore che si è sempre cercato di custodire, di mantenere a lungo prima dell’inevitabile appassimento.

Il tempo non si può fermare, ma conviverci al meglio delle possibilità è stata una premura prioritaria fin da quando esiste la donna. Per tale motivo gli antichi, nella fattispecie Egiziani, Greci e Romani, hanno fatto ricorso a principi attivi e rimedi naturali per rallentare il processo d’invecchiamento a livello epidermico.

Cleopatra, a quanto si racconta, curava la pelle con rigeneranti bagni a base di latte d’asina e non è detto che già non conoscesse il veleno d’api, con cui oggi si realizzano molteplici creme davvero efficaci e ad azione rapida, studiate principalmente per combattere le rughe. Sebbene siano utilizzate ormai da alcuni anni, rimangono ancora una piacevole novità e una straordinaria alternativa al lifting e agli interventi estetici di ringiovanimento.

  • Veleno d’api di Lunezia: come nasce e dove si produce

Il veleno d’ape è indubbiamente uno dei doni più preziosi di Madre Natura e un aggettivo più di altri è in grado di qualificarlo: portentoso. L’elemento clou dell’alveare si distingue per purezza e versatilità di utilizzo, caratteristiche che lo elevano a punta della piramide vitale della colonia, un gota della cosmesi nonché indispensabile freccia all’arco della medicina, specialmente quella orientale.

In voga da almeno 2.000 anni, l’Arcanum di Ippocrate – che lo definiva “rimedio misterioso” – è costantemente al centro di studi e ricerche da parte di scienziati e apicoltori. Proprio questi ultimi hanno elaborato tecniche di estrazione assolutamente indolori.

Il veleno deve essere prelevato dalle ghiandole velenifere delle api e, con l’utilizzo di una specifica lastra di raccolta, si evita che l’insetto conficchi il proprio pungiglione andando incontro alla morte. L’ape resta allora incolume, mantiene intatto il suo unico strumento di difesa e seguita a produrre altro veleno.

Il più potente principio attivo rilevabile nel pianeta consta di una miscela assai complessa costituita per l’80% di proteine e per il 20% di amine biogene e feromone di allarme. È però vero che purezza ed efficacia del veleno si correlano alla salute e all’età dell’ape. Importante ai fini dell’allevamento apistico individuare i luoghi più idonei per installare le arnie e far prosperare la vita nell’alveare.

Il Veleno d’api di Lunezia è così prodotto in un’area d’Italia incontaminata, lontana da fonti inquinanti, quella Lunigiana che anticamente si riconosceva nella Lunezia, un territorio oggi mediatore tra mare e montagna, fra Liguria e Toscana, una zona protetta ed esclusiva.

  • Perché usare il veleno d’api in una crema antirughe

Il veleno d’api si è guadagnato il soprannome di “lifting naturale”, supplendo alla chimica artificiale del botulino con tutta l’energia di un prodotto presente in natura e non corrotto dalla mano dell’uomo.

Ne deriva che le creme al veleno d’api di Lunezia – nella duplice versione giorno e notte – agiscono attivando una risposta spontanea della pelle, ovvero inducendo un aumento della produzione di collagene ed elastina. Risultato? Le rughe si riempiono e l’apamina profonde un effetto distensivo a lungo termine.

  • Cause principali delle rughe

Ecco la domanda catartica: come si formano le rughe?

È innanzitutto appurato che l’invecchiamento della pelle si deve al progredire della senilità cellulare e le rughe ne sono il sintomo più evidente. Non si tratta dunque di nasconderle con qualche quintale di trucco, quanto di intervenire sia in ottica preventiva che all’atto dell’insorgenza.

Le rughe affiorano dal derma e le cause si individuano piuttosto facilmente:

  • microcircolo difficoltoso e relativa sofferenza delle cellule, via via meno irrorate di sangue
  • ridotta produzione di collagene ed elastina per diminuzione di fibroblasti
  • eccessivo rilascio di radicali liberi e stress ossidativo
  • photoaging da sensibilità ai raggi UV
  • secchezza cutanea a causa di fluttuazione di estrogeni femminili
  • Conclusioni

Studi ufficiali hanno dimostrato il miglioramento clinico delle rughe – tanto nella quantità che nella profondità media – a seguito di terapia topica, avallando quindi le proprietà antiage delle creme al veleno d’api di Lunezia, una formidabile sintesi cosmetica.

Tecniche per aprire una serratura a cilindro europeo

Tecniche per aprire una serratura a cilindro europeo

Il cilindro europeo è una tecnologia ormai molto conosciuto in quanto esistente da molto tempo. Fu infatti brevettata nel XIX secolo da Sir Linus Yale ed è tuttavia ancora oggi è possibile trovare delle porte che sfruttano questo meccanismo per la loro chiusura.

Se è il vostro caso potreste essere interessati a scoprire quali siano le tecniche migliori per aprirle senza l’impiego di chiavi. Qui di seguito vi parleremo dei procedimenti più comuni da utilizzare, segnalati su nostra richiesta da fabbro-roma.me, ditta di fabbri specializzati presente a Roma e provincia.

C’è da sottolineare, però, che molte serrature al giorno d’oggi sono dotate di meccanismi atti ad evitare proprio l’applicazione di quete tecniche, prima di agire assicuratevi dunque che quella che intendete aprire sia una serratura a cilindro europea sprovvista di questi sistemi di sicurezza.

Aprire un cilindro europeo con la tecnica del bumping

Il bumping è una delle tecniche che va per la maggiore quando si necessita di aprire una porta dotata proprio di serratura a cilindro europeo. Al contempo, però, è proprio uno di quei procedimenti per cui, come abbiamo detto precedentemente, esistono sistemi di sicurezza atti ad impedirlo che oggi sono montati sulla maggior parte delle serrature.

Il procedimento è abbastanza semplice a livello teorico, ma lungo e complicato all’atto pratico, si tratta di inserire una chiave all’interno della serratura cercandone di forzare l’ingresso grazie ad un martello. Se si riesce ad inserirla fino in fondo questa dovrebbe sollevare tutti pistoncini, proprio come succederebbe con la chiave originale, rendendo quindi possibile l’apertura semplicemente tramite la rotazione.

Al di là dei sistemi di sicurezza anti-bumping questa tecnica è molto rischiosa e sconsigliamo a tutti di usarla per forzare le vostre serrature, applicare tutta questa forza può generare il concreto rischio che la chiave si spezzi durante il processo rimanendo all’interno della serratura. Da qui la situazione sarebbe praticamente impossibile da recuperare.

Foratura del cilindro europeo con un trapano

Abbiamo visto come la serratura cilindro europeo sia certamente una tra le più sicure, specialmente se dotata di sistemi di sicurezza anti bumping.  Utilizzando però un trapano è comunque possibile riuscire a scassinarla.

Forando la serratura nel punto giusto è infatto possibile accedere al suo meccanismo interno e manovrarlo liberamente fino a giungere all’apertura della porta. Si tratta di una soluzione veloce e distruttiva, esistono tuttavia, anche in questo caso, delle contromisure, come l’impiego di materiali appositi che rendono davvero difficile la trapanatura.

Impiego della chiave bulgara e di grimaldelli appositi

L’impiego di serrature a cilindro europeo ha portato alla nascita di sistemi di effrazione appositamente pensati per agire su queste strutture. Questi strumenti, ovvero i grimaldelli, sono piccoli e poco invasivi, il procedimento consiste nell’utilizzarli applicando la giusta pressione sui pistoncini interni alla serratura, portandoli nella posizione di rilascio uno ad uno. Una volta completato il procedimento sarà possibile aprire la serratura semplicemente ruotando.

Aprire un cilindro europeo con la tecnica del picking

Anche per questa tecnica viene impiegato uno speciale strumento. Si tratta di un grimaldello vibrante che, proprio attraverso il suo movimento ad intervalli regolari, riesce ad imprimere una forza tale alla struttura interna della porta da fare in modo che i pistoncini vengano via via allineati.

Pongata o impressione con cera

Si tratta di una delle tecniche meno invadenti e di semplice realizzazione, attraverso l’impiego di alcune sostanze inserite all’interno della fessura della serratura si riesce ad ottenere un calco esatto della posizone dei pistoni e della cifratura del sistema di chiusura. Da questo è poi possibile ottenere una copia precisa della chiave e aprire la porta senza alcuna difficoltà.

Persiane in PVC: caratteristiche e vantaggi

Persiane in PVC: caratteristiche e vantaggi

Nel corso degli ultimi anni le persiane in PVC hanno riscosso un enorme successo ed attualmente sono una delle schermature solari più efficienti presenti in commercio in quanto riescono a coniugare in modo perfetto un’ottima funzionalità (garantiscono un elevato isolamento acustico e termico) ad un’estetica gradevole.

La sigla PVC di queste persiane identifica il materiale con il quale sono realizzate: il polivinilcloruro. Questo è un materiale di ultima generazione, facente parte dei materiali plastici e derivante dall’industria chimica.

Di seguito vediamo alcune caratterisctiche e i vantaggi delle persiane in PVC, facendo riferimento alle informazioni ottenute dai fabbri specializzati di www.fabbrofirenzeeprovincia.it, attivi nella città di Firenze.

Caratteristiche di una persiana in PVC

La persiana in PVC è un dispositivo che funziona da schermatura solare. Tra le varie schermature solari è certamente quella più efficace e completa in quanto offre la possibilità di proteggersi dai raggi solari e di garantire allo stesso tempo la tutela della propria privacy.

Inoltre, essendo collocata all’esterno, la persiana garantisce un’ottima protezione degli infissi dalle più diverse intemperie quali vento, pioggia ed altri agenti atmosferici.

Le persiane in PVC, a differenza delle persiane in legno, sono durature e resistenti. Le classiche persiane in legno presentano infatti uno svantaggio: la manutenzione. Il legno, pur avendo numerosi pregi (basti pensare alla sua affascinante estetica) è comunque soggetto ad un degrado progressivo e di conseguenza ha bisogno di una costante manutenzione.

Per questo motivo si è ricercato un materiale che non avesse bisogno di una costante manutenzione ma che potesse essere ugualmente duraturo e di qualità. In questo modo è nata la persiana in PVC, una soluzione innovativa e che comporta una grande quantità di vantaggi rispetto ad altri tipi materiali utilizzati per la realizzazione di persiane.

Vantaggi della persiana in PVC

Diamo insieme uno sguardo a quelli che sono i vantaggi di cui è possibile usufruire se si decide di realizzare per la propria casa o per il proprio studio una persiana in PVC:

  • Le persiane in PVC non necessitano di una manutenzione costante e solitamente sono durature nel tempo;
  • Le persiane in PVC sono costituite da un’ossatura metallica posta al loro interno, la quale garantisce una maggiore capacità di resistenza della persiana ad eventuali sollecitazioni, e sono realizzate all’esterno con materiale in PVC;
  • Il PVC è capace di simulare sulla sua superficie una serie di effetti di diverso genere. Ad esempio può essere trattato affinché assomigli al legno;
  • Il PVC può essere di diversi colori. È dunque possibile scegliere il colore e la tonalità che più si preferisce;
  • La qualità delle persiane in PVC è davvero molto elevata. Solitamente è possibile acquistare queste schermature solari ad un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Accanto ai grandi vantaggi di queste persiane realizzate in PVC si collocano un paio di svantaggi:

  • Il colore delle persiane può alterarsi con il passare del tempo;
  • Il PVC può essere sensibile alle variazioni termiche.

L’acquisto di una persiana in PVC resta comunque un ottimo investimento.

Persiane in PVC con effetto legno

Le persiane in PVC, come abbiamo già precedentemente accennato, permettono di poter ottenere un effetto simil legno che è stato largamente utilizzato negli ultimi anni. Quando queste persiane sono state prodotte per la prima volta era facile capire che non erano realizzate con del legno vero.

Nel corso del tempo, però, la resa è stata migliorata ed è stato possibile ricreare un effetto molto più simile al legno e dunque accattivante. In questo modo le persiane in PVC che emulano il legno sono state apprezzate maggiormente. Per poter realizzare un effetto simile a quello del legno è necessario mettere in atto una delle seguenti tecniche.

  • La prima consiste nel rivestire con una pellicola la base in PVC neutra in modo che questa possa riprodurre l’effetto del legno;
  • La seconda tecnica, invece, prevede che i pezzi della persiana vengano sottoposti ad opportune lavorazioni che possano renderle molto più realisticamente vicine al legno. Questa seconda tecnica, a differenza della prima, garantisce un gradevole effetto finale ed una certa durabilità dello stesso.

Il PVC è un materiale molto pratico e versatile e che ha avuto un grande sviluppo ed impiego nella progettazione di schermature solari e non solo. Le persiane in PVC possono vantare elevate prestazioni a costi del tutto contenuti. Risultano essere delle schermature davvero efficienti e adatte ad una grande varietà di situazioni.

Impianto idraulico in bagno: consigli per realizzarlo al meglio

Impianto idraulico in bagno: consigli per realizzarlo al meglio

L’impianto idraulico del bagno rientra fra gli interventi di manutenzione ordinaria, ma anche se non rientra nella catalogazione degli interventi “complessi” deve essere eseguito seguendo diligentemente tutte le tecniche previste dalle relative norme di legge per la realizzazione dell’opera a regola d’arte, in quanto diversamente potresti incorrere in spiacevoli inconvenienti.

Di seguito potrai trovare alcuni consigli utili per realizzare al meglio l’impianto idraulico del tuo bagno, grazie anche all’aiuto dei tecnici di idraulicomilanoeprovincia.it, che ci hanno dato preziose indicazioni tecniche in ambito idraulico per redigere l’articolo.

Realizzazione impianto idraulico: i primi passi da seguire

Per prima cosa devi capire cosa esattamente vuoi realizzare in quanto se intendi rifare da zero tutto il bagno, quindi, sostituire tutte le tubature di carico e scarico dovrai preventivare una cifra più alta rispetto ad una semplice e più veloce sostituzione dei sanitari.

Inoltre, soprattutto chi abita in condominio e non ama dover rimuovere le piastrelle, il massetto e ripristinare il tutto, spesso opta per la realizzazione di un impianto idraulico esterno (quindi visibile).

In ogni caso, dovrai prendere le misure dell’ambiente, importanti per verificare la distanza tra i sanitari e per rendere la stanza funzionale.

Quindi, prima di iniziare la ristrutturazione, occorre predisporre uno schema dell’impianto idraulico del bagno che tenga conto non solo della disposizione dei sanitari, della doccia o vasca, del termosifone e del lavandino, ma deve comprendere anche la posizione degli scarichi e degli attacchi dell’acqua calda e fredda.

Cos’è lo schema idraulico e com’è fatto l’impianto idraulico di un bagno?

Lo schema idraulico è un progetto in cui vengono indicati tutti i punti di erogazione dell’acqua e il percorso che seguono i tubi che vengono stesi all’interno del bagno.

Solitamente le tubature di carico e di scarico vengono installate sotto al pavimento, ma chi non desidera demolire i pavimenti e i rivestimenti può optare per il rifacimento dell’impianto idraulico del bagno anche con tubature esterne, quindi visibili, collocate sopra al rivestimento.

Altro elemento fondamentale da tenere in considerazione in fase di progettazione dell’impianto idrico-sanitario (a questo link puoi approfondire l’argomento) è quello relativo alla pendenza di deflusso degli scarichi, poiché un livello di pendenza poco elevato può non far defluire correttamente l’acqua che viene eliminata.

Per impianto idraulico non deve intendersi la semplice sostituzione dei sanitari (water e bidet), o del mobile del lavandino o del piatto doccia: per impianto si intendono tutte le tubature di carico e scarico dell’acqua.

L’impianto idraulico del bagno è una porzione dell’intero impianto di tutto l’appartamento, motivo per cui l’impianto di carico (quello che trasporta l’acqua in bagno) dovrà ricollegarsi ad un collettore, quindi alla deviazione che dal contatore principale porta l’acqua al bagno.

L’impianto di carico in derivazione è uno dei più comuni sistema usati durante le ristrutturazioni, che prevede l’intercettazione della tubatura principale e la creazione di una via che condurrà l’acqua nel bagno.

L’impianto di scarico, invece, solitamente è realizzato a doppio tubo (in alternativa a quella a tubo unico), in quanto risulta la scelta più igienica, dato che separa le acque scure da quelle chiare (le prime sono quelle derivanti dal wc, mentre le seconde sono quelle provenienti dai lavandini).

Devi prestare particolare attenzione anche all’installazione del tubo di sfiato, importante per non avere in bagno cattivi odori, quindi ti suggeriamo di richiedere all’idraulico di installare un tubo con un’ampia capacità.

Quali sono i costi da sostenere per l’impianto idraulico di un bagno

A seconda del tipo di lavoro che si intende eseguire, occorre sapere che per la ristrutturazione completa di un bagno, oltre all’assistenza di un idraulico, sarà necessaria anche quella di un muratore.

L’idraulico provvederà alla rimozione dei sanitari esistenti e alla realizzazione del nuovo impianto: stesura e collegamento dei tubi di carico e scarico dell’acqua e installazione di tutti i complementi (water, bidet, doccia o vasca, termosifone, lavandino, e rubinetteria).

Il muratore, invece, è indispensabile per demolire i pavimenti e i rivestimenti che eventualmente si intendono sostituire, oltre a realizzare le eventuali tracce in cui l’idraulico dovrà stendere le tubature dell’impianto idraulico.

Questa premessa si è resa necessaria per far comprendere appieno i costi che dovranno sostenersi per la realizzazione di un nuovo impianto.

Infatti, oltre alla manodopera di questi due artigiani andranno aggiunti i costi necessari per l’acquisto dei sanitari e degli altri complementi che andranno a formare il bagno, senza trascurare il costo dell’eventuale sostituzione di pavimento e rivestimento.

Pertanto, se si dovesse fare una lista dei costi da sostenere, la si potrebbe riassumere come segue:

  • demolizione e smaltimento sanitari, pavimentazioni e rivestimenti (muratore e idraulico);
  • realizzazione delle tracce come da progetto dell’idraulico (muratore);
  • realizzazione dell’impianto termo-idrico, quindi carico e scarico acqua, oltre alla tubatura per il termosifone (idraulico);
  • realizzazione opere in muratura, ripristino intonaci, installazione pavimenti e rivestimenti (muratore);
  • installazione sanitari, termosifoni e rubinetteria (idraulico).

Rifacimento impianto idraulico del bagno: ulteriori consigli

Ovviamente ti consigliamo di rivolgerti solo a professionisti certificati, di richiedere più preventivi e di ascoltare tutte le soluzioni proposte dai vari artigiani che andrai ad interpellare, in modo tale da avere un quadro completo di tutte le opere di cui il tuo bagno necessita.

Scatta delle fotografie prima, durante e dopo l’esecuzione dei lavori, in modo tale da ripercorrere tutte le varie fasi, importanti per documentare i lavori svolti ed avere un archivio fotografico utile nel caso in cui dovessero sorgere problematiche.

Ultimo consiglio che ti diamo è quello di fare stendere una mano di impermeabilizzante (non tutti i professionisti lo fanno) tra il massetto e le piastrelle, in modo tale da evitare qualisasi problema legato ad eventuali infiltrazioni d’acqua.