Prezzi delle materie prime in aumento: come il gas impatta sugli impianti ad olio diatermico

Prezzi delle materie prime in aumento: come il gas impatta sugli impianti ad olio diatermico

L’aumento del prezzo delle materie prime ha impattato e impatterà su aziende di diversi settori. Tra queste, anche quelle che hanno un impianto a olio diatermico. L’origine dei rialzi non è la guerra tra Russia e Ucraina: per individuarla bisogna andare ancora più indietro nel tempo tornando a inizio 2020. La pandemia e i suoi lockdown hanno portato con sé una contrazione in tutti i mercati della produzione industriale e questo ha creato dei grandi problemi logistici alle aziende che da un lato faticavano a raccogliere materie prime, e dall’altro non riuscivano a vendere i loro prodotti.

Nel 2022 stavamo iniziando ad uscire da questo collo di bottiglia, ma i dissidi tra Russia e Ucraina non hanno aiutato. Come sottolinea Lorenzo Castellani, docente di Storia delle Istituzioni Politiche alla LUISS: “la rapida ripresa industriale dopo la contrazione provocata dalla pandemia; gli enormi stimoli fiscali voluti dai governi, americani e cinesi in particolare; le politiche ambientali che richiedono una grande quantità di materie prime. Questi fattori, occorsi insieme, hanno determinato un aumento enorme della domanda affiancato da difficoltà logistiche”.

Tutto questo come si ripercuote sulle piccole medie imprese che utilizzano un impianto con olio diatermico?

Costi in aumento per le materie prime: quali settori ne risentono

In questo periodo i telegiornali parlano di questa o quella materia prima e di come sia aumentata di prezzo. In prima linea troviamo sempre il gas, il materiale che più degli altri ha destato preoccupazione in Italia, e non solo, negli ultimi mesi.

Il gas è la materia che importiamo nella più grande misura dalla Russia ed è per questo che il suo prezzo si è alzato improvvisamente. Tutti ce ne siamo accorti notando che i carburanti sono iniziati a costare molto di più, ma sono molte le aziende e i settori che ne hanno risentito.

Oltre al gas, altre materie prime che hanno visti alzati i loro prezzi sono:

  • Il nichel, quasi scomparso dai mercati è indispensabile per molte lavorazioni meccaniche, dell’industria chimica e automobilistica.
  • L’alluminio, +78% dal 2020, impatta in gran parte sull’edilizia, i serramenti e l’arredamento.
  • Il legno, +180% già prima della guerra in Ucraina.
  • I nitrati, usati nell’industria chimica e agricola.
  • L’ammoniaca, impiegata nella produzione di fertilizzanti e non solo.
  • Grano.

Insomma, le materie prime coinvolte sono molte e per questo si parla di crisi inflazionistica: la convergenza di questi aumenti spinge verso un generale aumento del livello dei prezzi e del costo della vita.

Impianti ad olio diatermico: cosa c’entra il gas

Per le aziende che possiedono un impianto a olio diatermico è proprio l’aumento del gas ad avere un forte impatto economico sul bilancio annuale. Più di un terzo delle PMI italiane sono aziende che trasformano materie prime ed energia in materiali lavorati. Per farlo utilizzano un impianto termico composto da una centrale che produce calore e da una sezione in cui questo calore è utilizzato per compiere un processo trasformativo. All’interno delle centrali l’olio diatermico viene portato a temperatura (solitamente 250°C) grazie al gas. Dopo essere stato scaldato, scorre attraverso le tubazioni arrivando a destinazione.

L’aumento del prezzo del gas si traduce in un costo maggiore in questa fase del processo industriale, centrale per una grande parte delle aziende italiane. Per rimediare a questa crisi bisogna procedere con gradualità prendendo provvedimenti: gli Stati devono diversificare le fonti di approvvigionamento e fare accordi di lungo termine con i fornitori. Aumentare la produzione domestica di gas è un’altra strada valida che ci può permettere di dipendere in misura minore da altri mercati.

Si tratta di soluzioni a lungo termine che non avranno un impatto sull’oggi, ma che genereranno grandi benefici in futuro. Nel frattempo alcuni governi stanno cercando di contrastare l’aumento dei costi delle materie prime nel breve periodo con bonus, prezzi calmierati e sussidi.

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