RECUPERO: COME I MATERIALI LAVORATI POSSONO MANTENERE LE CARATTERISTICHE ORIGINARIE E TORNARE NUOVI

RECUPERO: COME I MATERIALI LAVORATI POSSONO MANTENERE LE CARATTERISTICHE ORIGINARIE E TORNARE NUOVI

I settori dell’ecologia ambientale e del trattamento e della depurazione dell’aria sono ad oggi tra i più interessanti in termini di innovazioni tecnologiche che guardano al futuro. Il legame che si è andato creando con le realtà industriali produttrici di materie prime o semilavorate esistenti è sempre più forte sia per la necessità da parte delle imprese di adeguarsi alla normativa nazionale e internazionale ambientale, sia perché si è sempre più consapevoli di come il settore sia ricco di opportunità di investimento e ritorno economico.

Si parla spesso di riciclaggio, ma ultimamente ha preso sempre più piede il concept di recupero dei materiali. Molti credono che si tratti della stessa modalità di trattamento, ma non è proprio così in quanto il “recupero” implica che il materiale lavorato mantenga le proprie caratteristiche iniziali. In Europa la produzione dei metalli fa già parte di questa economica.

I metalli prodotti oggi provengono per lo più dalla fusione di rottami e scarti di lavorazioni industriali, mentre è ancora limitato l’utilizzo del minerale come materiale da cui partire per lavorare il metallo. Il motivo è semplicemente da rintracciare nella scarsa presenza sul territorio di minerali e di miniere, antica immagine dell’economia passata che oggi non avrebbe alcuna convenienza.

I paesi industrializzati si sono trovati costretti ad individuare un’alternativa anche in considerazione del fatto che per ottenere materia prima dal minerale il dispendio energetico sia enorme e abbia un peso su ambiente e territorio con conseguenze negative. Questa alternativa si è concretizzata nel sistema di recupero e riciclo con resa e qualità di molto  maggiore rispetto al passato.

Il recupero oggi può riguardare una vasta gamma di materiali, ottenendo un risultato eccellente e ottima qualità. Sapete da dove arrivano la maggior parte dei metalli oggi? Dalle automobili e dai contenitori di uso quotidiano, ovviamente separati per tipologia, composti da diverse parti che includono plastiche, metalli e altri elementi. Per rendere il riciclo il più efficace possibile in termini di purezza del lavoro finale, è necessario prima frantumare il materiale, ridurlo in parti più piccole per separare quelle parti unite in diversi materiali. E’ questo procedimento tecnologico che separa i materiali tra loro sino a renderli recuperabili secondo le proprie funzioni. Infine, questi cumuli dello stesso materiale verrà ricomposto come il pezzo era in origine. La buona riuscita del risultato dipenda da:

-La tecnologia utilizzata

-La qualità del macchinario

-La quantità dei materiali mescolati tra loro, meno sono e più sarà semplice e veloce la separazione

Anche aziende leader del settore da anni, come Ghirarduzzi, hanno definito tutto ciò come  “una nuova sfida con obiettivo di migliorare costantemente le proprie tecnologie di separazione in un’ottica di recupero globale”.

E’ difficile ancora oggi poter recuperare il materiale completamente attraverso la suddivisione dei materiali in quanto parte della composizione rimane ad inquinare limitando la possibilità di recupero, come per la carta, il legno, alcune plastiche, gomme. Le innovazioni tecnologiche nel settore stanno sempre più riducendo questo gap, ecco perché alcune aziende si specializzano in questo genere di processo, focalizzando tutte le energie in macchinari altamente precisi e complessi.

L’obiettivo è ridare vita ad un materiale inutilizzato, avendo esaurito la sua funzione, ma che in futuro può tornare utile cambiandone aspetto, risparmiando risorse, evitando rifiuti e inquinamento. E’ evidente che ci troviamo di fronte ad una sfida molto impegnativa ma assolutamente necessaria per la tutela dell’ambiente con uno sguardo al futuro.

“Nulla si crea o si distrugge ma tutto si trasforma e si ricicla”.

Specializzarsi in traduzioni a Roma: un lavoro sempre richiesto

Specializzarsi in traduzioni a Roma: un lavoro sempre richiesto

Roma, città eterna, città del cinema, città delle istituzioni e delle grandi aziende. Una città multiculturale e multilingue, che, almeno fino a qualche anno fa, era la meta indiscussa di tutto il turismo mondiale. Ed è proprio sul turismo che si basa la sua economia: il suo centro storico è sempre brulicante di turisti provenienti da qualsiasi parte del mondo e le case sono per lo più adibite a bed and breakfast per sopperire alla grande richiesta di posti in cui soggiornare. Con i suoi due aeroporti, quello di Ciampino e quello di Fiumicino, dispone di voli diretti con stati sia europei che extraeuropei. È quindi ovvio che qualsiasi tipo di attività che prevede l’interazione con clienti debba disporre di personale con una buona conoscenza delle lingue, spesso più di una. Molti giovani, infatti, per inserirsi nel mondo del lavoro a Roma, scelgono di intraprendere studi linguistici che prevedono l’apprendimento di lingue come l’arabo, il russo o il cinese, lingue richiestissime al giorno d’oggi. Come specificato da Espresso Translations, agenzia di traduzioni a Roma, oltre all’ importanza della scelta della lingua, bisogna poi anche scegliere se intraprendere la strada dell’interpretariato o della traduzione scritta e da questo dipendono anche gli sbocchi lavorativi: chi sceglierà la strada dell’interpretariato potrà lavorare sia nel settore turistico (come guida turistica nei tanti musei romani, come receptionist nei più lussuosi hotel in via Veneto) o nel settore delle istituzioni pubbliche (come interprete in congressi internazionali alla sede della FAO al Circo Massimo o dell’ONU nelle varie sedi romane), mentre chi sceglierà la strada delle traduzioni scritte, potrà sia lavorare come traduttore freelance o affiliarsi ad una agenzia di traduzioni professionali sia lavorare nelle grandi aziende bancarie, commerciali o se vuole anche nel mondo del cinema a Cinecittà dove le traduzioni dei dialoghi dei grandi film e serie TV internazionali sono sempre più richieste. Un’ ulteriore scelta da fare, oltre a quella della lingua o del tipo di traduzione (scritta o orale), è quella del settore in cui ci si vuole specializzare. Se si vuole lavorare in una banca o comunque in ambito finanziario, è necessaria, oltre ad una accurata conoscenza della lingua, anche la padronanza del          la terminologia e della fraseologia tipica di quel settore, in cui un’espressione tradotta male può avere anche gravi conseguenze. Anche in ambito giuridico, come in quello finanziario, ogni termine è importante ed un’erronea traduzione può provocare disagi importanti: anche qui la terminologia deve essere super accurata, tanto che molte traduzioni legali per essere giuridicamente valide hanno bisogno di un’asseverazione, cioè un giuramento che il traduttore fa, davanti ad un giudice o ad un notaio, sulla veridicità del testo tradotto. Se invece si vuole lavorare nel campo dell’editoria, quindi tradurre le parole di uno scrittore, oltre alla grammatica, è fondamentale conoscere il contesto in cui ci si trova e cioè conoscere l’autore, le sue opere, il suo modo di scrivere, le espressioni ricorrenti nei suoi libri. Lo stesso discorso vale nel settore cinematografico: il traduttore, prima di iniziare a tradurre, dovrà conoscere l’opera nella sua integrità, quindi familiarizzare con i personaggi, la loro storia e le loro frasi tipiche, così da essere coerente con ogni personaggio e con il contesto in cui si muove. A Roma, come in tutte le grandi metropoli mondiali, lavori di questo tipo sono sempre richiesti anche se non super stipendiati come altri, le uniche accortezze da avere sono quelle sulla scelta della lingua: meglio concentrarsi sulle lingue più richieste come il cinese o l’arabo ma senza tralasciare lingue conosciute dalla maggior parte delle persone come l’inglese.

Consigli utili per creare delle cover personalizzate

Consigli utili per creare delle cover personalizzate

Attualmente è possibile procedere alla personalizzazione della propria cover sia in modo autonomo che anche attraverso appositi siti di stampe personalizzate online. Ebbene questi ultimi rappresentano una soluzione ottimale in quanto grazie alla loro competenza e alla loro esperienza sono in grado di realizzare delle cover uniche garantendo un risultato ottimale. Tali siti sono particolarmente apprezzati in ragione della loro capacità di personalizzare qualunque tipo di oggetto in modo superlativo, ebbene in sostanza con pochi click è possibile ottenere una cover personalizzata unica e di alta qualità.

Ebbene chi decide di affidarsi per la personalizzazione a tali siti ha la possibilità di poter scegliere in modo specifico tutti i dettagli relativi alla personalizzazione della cover tra i quali si possono citare il colore, il tema o l’eventuale inserimento di foto o immagini preferite. Una volta che siano stati definiti i suddetti dettagli relativi alla personalizzazione e sia stato indicato il modello del telefono il sito provvederà ad eseguire la personalizzazione e ad inviare presso l’indirizzo indicato dall’utente la cover personalizzata. Come anticipato in precedenza è possibile personalizzare in modo ottimale la cover anche con il fai da te, ebbene nel caso in cui si è particolarmente creativi è possibile procedere alla personalizzazione della propria cover in modo autonomo. In questo caso è possibile sbizzarrirsi e dunque procedere alla personalizzazione in modo totalmente libero a seconda delle proprie preferenze e dei propri gusti.

A seconda delle proprie preferenze è possibile personalizzare la propria cover scegliendo diversi tipi di stili e di temi. Nel caso in cui si sia un fan del rock o del metal e si voglia personalizzare la propria cover si consiglia di recarsi presso qualunque merceria e di procedere all’acquisto di borchie di qualunque forma, genere o colore a seconda delle proprie preferenze. Queste ultime permettono di poter personalizzare e dunque decorare la propria cover in modo assolutamente creativo ed unico. Un’ulteriore idea è rappresentata dall’utilizzare nella personalizzazione il timo il quale è una apposita pasta sintetica che viene in genere impiegata nella realizzazione di oggetti di piccole dimensioni. Tale strumento permette nella personalizzazione della cover di dare libero sfogo alla propria fantasia e alla propria creatività consentendo di realizzare una cover personalizzata unica nel suo genere.

Attraverso il timo si possono ad esempio realizzare delle faccine che possono essere incollate in modo rapido e semplice sulla cover personalizzata. Un’ulteriore idea particolarmente creativa nella personalizzazione di una cover è rappresentata dall’utilizzo di colori acrilici, ebbene nel caso in cui si sia un appassionato di disegni è possibile personalizzare la propria cover con i propri disegni dando dunque libero sfogo alle proprie fantasie, passioni e creatività. E’ inoltre possibile personalizzare la propria cover con appositi tessuti, questa soluzione è particolarmente indicata per tutti colori i quali apprezzano i temi romantici e i tessuti eleganti e di classe. Infine un ulteriore idea per la personalizzazione della propria cover è rappresentata dall’utilizzo di smalti e perline, questi strumenti sono particolarmente indicati per tutti coloro i quali vogliono una cover trendy, elegante e alla moda.

Come realizzare una cover personalizzata con il fai da te

Per poter realizzare la propria cover in modo autonomo sono necessari alcuni materiali tra i quali si possono citare la custodia rigida trasparente, la carta o la stoffa, le forbici o il taglierino ed infine gli eventuali oggetti necessari per la personalizzazione scelti a seconda delle proprie preferenze, tra questi come detto in precedenza si possono citare le borchie, i tessuti e gli smalti. Si consiglia in primo luogo di procedere alla misurazione della cover, fatto ciò si deve tracciare la forma misurata in precedenza su un apposito pezzo di carta o di stoffa.

In seguito si deve procedere al ritaglio delle forma tracciata con le forbici o con la taglierina. Occorre in questo contesto prestare particolare attenzione nell’operazione di ritaglio. Inoltre nella suddetta operazione non si deve tralasciare il foro per il microfono. In seguito si deve procedere ad applicare della colla negli angoli della custodia attaccando inoltre gli eventuali materiali relativi alla personalizzazione. In seguito si deve semplicemente procedere ad inserire il proprio telefono all’interno delle cover personalizzate realizzata con il fai da te. Per avere maggiori informazioni, è possibile visitare il seguente link: https://www.movoo.it/.

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Consigli utili per scegliere la location per un evento

Per scegliere la giusta location per eventi (vedi come fare sul sito limitless-solutions.it) è necessario non sbagliare, anche se comunque cimentarsi nell’organizzazione può essere davvero difficoltoso. Molte volte c’è bisogno di un aiuto fondamentale per capire quale sia la scelta migliore. È giusto dire, inoltre, che purtroppo molti organizzatori di eventi non sono molto in gamba, ed è per questo che credono che le location siano tutte uguali e che una valga l’altra. In realtà, è necessario prendere in considerazione soltanto delle sale che siano adatte alla tipologia della clientela e soprattutto all’evento che si vuole organizzare. Questo articolo sarà in grado di fornire delle informazioni adatte per chi si trova ancora in alto mare con l’organizzazione di un evento, ma che desidera che tutto sia perfetto. Dunque, è necessario imparare a scegliere la propria location senza commettere grandi errori.

Linea guida per scegliere la miglior location

Per scegliere la miglior location è necessario in primo luogo valutare la posizione. Questo è uno degli aspetti fondamentali, proprio perché la sala dei venti deve essere raggiungibile in modo semplice e veloce da tutti gli invitati. Inoltre, bisogna anche valutare la distanza della location in cui si vuole organizzare il proprio evento rispetto a quelle che sono le principali vie di comunicazione, come le autostrade, le stazioni ferroviarie, le fermate dei bus, gli aeroporti e metropolitane. Naturalmente, prima di attuare la scelta migliore è sempre bene capire con quale mezzo i possibili partecipanti raggiungeranno la location. Ad esempio, c’è chi viene da molto lontano, come qualche parente che vive all’estero, che di conseguenza sarà costretto ad arrivare in aereo, quindi probabilmente apprezzerà che la location si avvicina all’aeroporto.

Altri potrebbero prendere il treno, ed è per questo che gradiranno la vicinanza della location con la stazione ferroviaria o con l’autobus o la metro. Se gli ospiti arriveranno in automobile, allora sarà molto più semplice la scelta della location, anche se comunque c’è chi preferisce che gli accordi autostradali siano abbastanza scorrevoli e soprattutto che ci sia la presenza di un parcheggio quando si arriva all’evento. Dunque, è naturale comprendere che non è impossibile accontentare tutti, ma è comunque necessario prendere in considerazione la propria volontà. Per tale ragione bisogna prendere in considerazione anche l’idea di scegliere una location lontana di tutte queste vie di comunicazione, in modo che si crei un’atmosfera molto più intima tra i partecipanti. Se ci sono difficoltà per alcuni di raggiungere l’evento, allora saranno di gradimento organizzare una sorta di pullman enorme con il quale accompagnare gli invitati.

Dimensione della sala e tipologia di evento

Le altre due questioni importanti da prendere in considerazione sono le dimensioni della sala e la tipologia dell’evento. Per quanto riguarda le dimensioni, la questione si fa abbastanza semplice, proprio perché è necessario soltanto individuare il numero di invitati che arriveranno con sicurezza. Dopodiché, sarà necessario informarsi sugli spazi a disposizione, e scegliere una sala meeting che sia adatta e capiente. Inoltre, è assolutamente essenziale capire che sia una sala troppo grande che una troppo piccola possono rendere difficile la riuscita dell’evento. Infatti, se la location è troppo piccola c’è il rischio è che non tutti gli invitati possano sedersi, invece se troppo grande sarà difficile incorporare tutti e creare un’atmosfera gioiosa ed intima.

Infine, c’è da scegliere la tipologia della sala che naturalmente dipende da quella dell’evento da organizzare. Tutto ruota soprattutto sull’atmosfera che si vuole trasmettere e percepire agli invitati durante il meeting. Dunque, se si vuole creare un senso di intimità sarà possibile scegliere un grande agriturismo, nel caso in cui si voglia fornire un’immagine lussuosa allora sarà opportuno scegliere un hotel a cinque stelle. Mentre invece chi ama rifarsi alla tradizione alla cultura del proprio luogo allora potrà optare per una dimora storica.

Certificazione EcoBioControl sui prodotti cosmetici: cos’è e come si può ottenere?

Certificazione EcoBioControl sui prodotti cosmetici: cos’è e come si può ottenere?

La certificazione EcoBioControl sui prodotti cosmetici è un elemento di garanzia che permette di avere la certezza di scegliere solo formulazioni di altissima qualità. Ecco perciò tutto quello che serve sapere su di essa e sugli step per ottenerla.

Certificazione EcoBioControl: di cosa si tratta?

Quando si parla di cosmesi biologica non si può fare a meno di citare la certificazione EcoBioControl. Questa viene assegnata solo ed esclusivamente ai cosmetici naturali e del tutto ecologici, sulla base di quello che è il nuovo Biodizionario del chimico Fabrizio Zago il quale, in seguito ad una serie di analisi, ha raccolto oltre 20 mila ingredienti contrassegnandoli con un simbolo in base alla sua qualità. In caso di semaforo verde si tratta di una sostanza sicura, giallodubbia, mentre rossa è da evitare.

La Certificazione EcoBioControl svolge dunque un ruolo importante nell’orientamento verso acquisti di detergenti e cosmetici che rispettino il principio di sostenibilità. Un prodotto che contenga sostanze conformi al BioDizionario di Zago è riconoscibile mediante l’apposito logo, che dunque ha la funzione di certificarne la qualità. Si capisce perciò che la Certificazione EcoBioControl è un elemento fondamentale sia per i produttori di cosmetici, che per i consumatori. Il sito su cui poter trovare tutte le informazioni è EcoBioControl.bio.

Molto più di un semplice simbolo “di tendenza”

Parlare di certificazioni quando si fa riferimento ai cosmetici è qualcosa di molto importante. Infatti, EcoBioControl non è una delle classiche certificazioni per l’immissione in commercio di formulazioni per la cura del corpo. Si può definire come un vero e proprio percorso di approvazione, ovvero di conformità con quello che è il BioDizionario del chimico Fabrizio Zago, che ha fatto di tutto questo una vera e propria missione di vita. Intrinsecamente, si può comunque dire che ha tutti gli elementi per trasformarsi in una certificazione riconosciuta dall’UE, qualora dovesse pubblicare dei criteri specifici per l’assegnazione dei marchi Green, in ambito non-food. A garanzia di ciò, è importante ricordare che oltre all’esperto chimico Zago, vi è un apposito Comitato Scientifico che analizza dettagliatamente le varie sostanze presenti negli INCI dei prodotti.

Come avere l’approvazione EcoBioControl?

Per poter ricevere la certificazione EcoBioControl l’INCI dei cosmetici viene dunque ben controllato. Parlando di alcuni dei requisiti necessari, è bene precisare che si deve trattare preferibilmente di ingredienti biologici. Inoltre, è fondamentale ricordare che non devono essere utilizzate sostanze, anche naturali, ma che derivano da piante in via di estinzione.

Per poter avere il semaforo verde, è bene che i prodotti siano testati al nickel e ai microinquinanti pericolosi. Va anche ricordato che i prodotti cosmetici bio con certificazione EcoBioControl non prevedono ingredienti OGM e devono avere imballaggi interamente riciclabili. Scegliere di acquistare un prodotto meno inquinante e biologico è una scelta sostenibile che permette di non fare danni a sé stessi e all’ambiente.

Occorre precisare qual è l’iter da seguire per poter ottenere il logo EcoBioControl sui cosmetici. La prima cosa da fare è collegarsi al sito web e andare nella sezione Documenti. Qui è presente un modulo apposito da scaricare e compilare. In questa maniera verranno inviate le principali informazioni sui prodotti al Comitato Scientifico che si occuperà di analizzarne i contenuti.

Successivamente all’analisi, si riceve una lettera con tutti i parametri per l’accreditamento: in particolare, la data e il numero di registrazione, oltre alla lista di quelli che sono i prodotti omologati. Occorre anche ricordare che questa è un’analisi che si occupa prettamente di controllare la qualità degli ingredienti, soprattutto in termini di cosmetici bio, e quindi a base naturale. Dunque non vengono minimamente considerati tutti gli aspetti sulla normativa dei comesitici attualmente vigente in quanto questo spetta alle autorità nazionali che hanno enti appositi.

Ci sono però delle regole importanti che bisogna ricordare, come il versamento di una piccola percentuale correlata al fatturato realizzato grazie ai prodotti approvati dalla certificazione EcoBioControl. Questi soldi serviranno per pagare spesi correnti, come la realizzazione del sito web, elemento informativo molto importante per le aziende che producono cosmetici. Ovviamente, la cifra viene decisa di volta in volta considerando una serie di parametri come le dimensioni dell’azienda e anche il numero di prodotti da approvare.

Una certificazione per molti, ma non per tutti

Altro aspetto da non sottovalutare quando si parla di cosmetici bio è quello legato alla selettività nei confronti delle aziende cosmetiche. Questo è un preciso volere di Fabrizio Zago che ha voluto dar vita ad un’approvazione indipendente, ben diversa da quelle che sono le certificazioni previste dalle normative nazionali e della Comunità Europea.

Il logo viene garantito solo a determinate aziende che vengono ben analizzate dal Comitato Scientifico. EcoBioControl infatti è un vero e proprio riconoscimento in campo etico: motivo per cui, anche se l’azienda cosmetica X prevede ingredienti naturali di alta qualità, ma il titolare guadagna 10 volte in più rispetto al magazziniere, vuol dire che qualcosa non quadra e che dunque non verrà mai fornito questo logo.

Alcuni marchi con certificazione EcoBioControl

Vale la pena sottolineare che ci sono svariate marche cosmetiche che possono vantare questo tipo di certificazione. A partire da Naturessere (www.naturessere.it), un’azienda di cosmetici bio italiani che ha puntato su una filosofia totalmente eco-biologica. Ecco perché ha lanciato sul mercato già diverse linee di prodotti cosmetici bio naturali che hanno avuto l’approvazione EcoBioControl.

Un altro brand italiano è PuroBio che si è affermato sul mercato della cosmesi di recente. Produce solo formulazioni a base di ingredienti naturali e garantendo un ampio ventaglio di scelta ai consumatori. Anche in questo caso si parla di un brand con logo EcoBioControl.

Anche So’ Bio Etic è un altro brand approvato, francese e che utilizza materie prime prevalentemente provenienti dal commercio equo e solidale. Inoltre, parte del fatturato è destinato al sostegno di una serie di progetti sociali rivolti alla tutela dell’ambiente.

Cosa devi sapere per fare una visura catastale?

Cosa devi sapere per fare una visura catastale?

Qualsiasi persona in grado di possedere un bene immobile, dovrebbe sapere che cos’è la visura catastale e a che cosa serve. Si tratta di un certificato atto a riportare i dati identificativi della costruzione (terreno o fabbricato), relazionato al titolare dei diritti gravanti sul suddetto fabbricato o terreno. Tale documento è indispensabile per effettuare il calcolo della rendita catastale sulla quale verranno quantificate le imposte previste dallo Stato Italiano.
La visura catastale è un documento pubblico e accessibile a tutti. Viene conservato nell’Archivio Catastale è può essere quindi visionato da coloro che conoscono i dati identificativi dell’immobile, le generalità anagrafiche del proprietario, oppure semplicemente l’indirizzo dell’immobile o terreno a cui sono interessati.
Per richiedere la visura catastale non è necessario presentare alcun documento, ma se viene richiesta da persona diversa dal proprietario, potrebbe essere necessaria una somma da versare al catasto.

Consigli pratici per ottenere una visura catastale

Come spiegano gli esperti di easyvisure.it, la visura catastale si può ottenere accedendo e facendo la richiesta dal portale web dell’Agenzia delle Entrate ed effettuare la richiesta. Ovviamente, occorre essere iscritti al sito e possedere già le credenziali personali. É possibile attivarle anche attraverso il servizio Entratel o con i dati personali di un account SPID.
Nella schermata che si apre dopo l’accesso al portale occorre recarsi nella sezione ‘‘Servizi catastali ipotecari” e aprendo il sottomenù delle consultazioni personali sarà possibile ricercare l’immobile desiderato e richiedere la visura catastale che sarà inviata direttamente dal portale in formato PDF scaricabile.
Nel caso occorra la versione cartacea si potrà comunque stampare il documento.
Se invece si preferisce il metodo di acquisizione tradizionale, basta recarsi negli uffici provinciali dell’Agenzia delle Entrate e farne richiesta. Occorre in tal caso riempire un modulo per la richiesta di visura catastale gratis. Questo servizio si può trovare anche presso le Poste Italiane aderenti, e ottenerlo, anche in questo caso, riempiendo un modulo di richiesta.

Se non hai voglia o tempo di seguire queste procedure, i ragazzi di EasyVisure possono darti una mano.

I dati più importanti elencati nella visura catastale

Nella visura catastale sono compresi una serie di dati non sempre facili da capire per coloro che sono al di fuori della cerchia lavorativa di questo genere. Le informazioni più importanti da conoscere sono sempre identificabili e riferite ad alcune voci scritte sul documento: la categoria dell’immobile ad esempio, sarà sempre reperibile sotto la voce ”Categoria”, la Rendita Catastale è un valore espresso in numeri interi e decimali ed è indispensabile per calcolare le imposte richieste dallo Stato, specialmente nel caso di presenza della seconda casa (IMU e TASI). Se la visura catastale è indispensabile in quanto richiesta come documento per la presentazione del Modello Unico o del Modello 730, sono presenti alcuni altri dati che dovremo poi tenere in considerazione al momento della dichiarazione: il foglio, la particella, e il subalterno. Queste informazioni saranno anche presenti nell’atto di compravendita o affitto di un determinato immobile.

I diversi metodi per classificare la ricerca della visura catastale

Ci sono diversi modi per ottenere la visura catastale. Nel primo caso si può ricercare l’immobile attraverso il Catasto Terreni o il Catasto Urbano rintracciando il numero della particella catastale o semplicemente andando ad individuare l’indirizzo dell’immobile.
Con la ricerca per soggetto, la visura catastale andrà indirizzata invece verso la ricerca dei dati anagrafici della persona a cui è intestato il terreno o fabbricato che ci interessa.
La ricerca della visura catastale per partita prevede l’impiego del numero identificativo di colui al quale è intestato l’immobile e che può essere individuato sia come persona fisica che come persona giuridica.
Impostando la ricerca per periodo di riferimento si potrà accedere alla visura catastale richiedendo quella attuale o la visura storica, nel caso si abbia la necessità di riferirsi ad un determinato periodo passato.

Quando può servire noleggiare un furgone?

Quando può servire noleggiare un furgone?

Noleggiare un furgone può rappresentare la soluzione ideale in svariate situazioni. Un piccolo trasloco, un viaggio di gruppo oppure una serie di concerti improvvisi: sono davvero tante le occasioni in cui un mezzo di trasporto ampio è capiente può fare la differenza. Tuttavia, molto spesso non conviene acquistarlo poiché non si potrebbero ammortizzare i costi in relazione alla frequenza d’uso. Ecco perché un servizio di noleggio di furgoni (https://www.misterrent.it/noleggio-furgoni/) di ottima qualità costituisce la migliore alternativa. Vediamo di seguito quali sono i vantaggi di questa formula e come scegliere il fornitore più adatto in base alle proprie esigenze.

Quali sono i vantaggi di un servizio di noleggio di furgoni?

Il servizio di noleggio di furgoni può vantare notevoli vantaggi di tipo economico. Prima di tutto consenta di evitare le perdite dovute alla naturale svalutazione del modello. Inoltre, può dare l’accesso a un mezzo di trasporto da usare in esclusiva, senza dover stipulare piani di finanziamento che prevedono rate impegnative, come accade invece nel caso dell’acquisto del mezzo. Il beneficio sicuramente più rilevante è quello del risparmio in termini di tempo e denaro, poiché il noleggio evita anche di dover ricordare le date di scadenze di bolli, tagliandi, revisioni e in generale tutti gli appuntamenti legati alla manutenzione e all’amministrazione del veicolo. Tutti questi costi sono compresi all’interno del canone. Infine, un ulteriore lato positivo del noleggio furgoni è legato alla crescente accessibilità del servizio anche per coloro che non dispongono di carte di credito.

Quando può essere utile noleggiare un furgone?

Le ragioni per cui noleggiare un furgone possono essere legate a esigenze aziendali o personali. La tipologia di utilizzo che si intende farne sarà anche una guida importante per la scelta del modello e della dimensione adatta. Un furgone preso a noleggio per movimentare delle merci aziendali non deve necessariamente avere le stesse caratteristiche di un mezzo di trasporto usato da un gruppo di amici per una vacanza itinerante. Per assicurarsi che il furgone sia adatto a trasportare persone o merci verso la destinazione desiderata, può essere utile confrontarsi con l’azienda. Se si tratta di una realtà seria, avrai modo di individuare l’alternativa che si adatta meglio alle tue necessità e al tuo budget. La scelta del furgone giusto dipende anche dal fatto che sia tu in prima persona a guidarlo: molte aziende offrono anche la possibilità di fare riferimento a un conducente per i noleggi a breve termine. Se è un’opzione che ti interessa, verifica le recensioni riguardo agli autisti di quel determinato fornitore.

Come scegliere un servizio di noleggio di furgoni

Oltre al prezzo competitivo, esistono alcuni elementi da tenere in considerazione prima di scegliere un fornitore al quale fare riferimento per il noleggio di furgoni. Se il responsabile con il quale ti trovi a parlare si dimostra disponibile a lasciarti ispezionare il furgone prima di prenotarlo, è un ottimo segnale. Le migliori realtà agiscono in modo trasparente, soprattutto per quanto riguarda i termini e le condizioni di noleggio. Ciò è fondamentale nel caso in cui qualcosa vada storto durante il viaggio: un fornitore affidabile avrà comunicato in modo evidente i propri recapiti di emergenza e saprà darti indicazioni e consigli fino all’arrivo dei soccorsi. In linea generale, un buon servizio di noleggio furgoni è a disposizione dei propri clienti. È il caso di Mister Rent, che vanta un’ampia gamma di furgoni e può venire incontro alle esigenze di noleggio a breve o a lungo termine, offrendo ottime coperture assicurative.

Consigli utili per l'installazione del fotovoltaico a Roma

Consigli utili per l’installazione del fotovoltaico a Roma

L’importanza del fotovoltaico

L’installazione degli impianti fotovoltaici è una soluzione ottimale per l’ambiente, in quanto consente di non inquinare ed è pertanto una soluzione ecologica, ma soprattutto risulta vantaggiosa per risparmiare sulle bollette elettriche. Nello specifico, l’installazione dei pannelli solari consente di ricavare la stessa energia normalmente utilizzata nella propria casa tramite quella che viene catturata dai pannelli: di conseguenza, si ha una energia pulita a costo zero ed un ulteriore risparmio a lungo andare. In particolare, è consigliata l’installazione del fotovoltaico soprattutto in città abbastanza grandi e purtroppo spesso colpite dall’inquinamento: tra le varie, vi è per l’appunto Roma.

Se si ha la necessità di affidarsi a dei professionisti nell’installazione di impianti fotovoltaici a Roma, è possibile recarsi sul seguente sito: come www.ristrutturazioniok.com. Inoltre, se si è interessati ad ottenere maggiori informazioni sull’installazione ed eventuali costi, è anche possibile consultare il sito. Ebbene, i vantaggi confermati pienamente da questo processo d’installazione sono svariati, come un maggior valore al proprio immobile, un minor inquinamento dell’ambiente e un risparmio sulla bolletta elettrica.

Consigli utili per l’installazione del fotovoltaico a Roma

Al fine di installare dei modelli ottimali di pannelli solari è consigliato prendere in considerazione determinati fattori, altamente utili al fine di avere il miglior prodotto per le proprie esigenze. Nello specifico, si consiglia di installare i pannelli solari qualora si abiti in una zona parecchio soleggiata, quale appunto la città di Roma o simili. Una maggiore quantità di luce infatti produce maggiore energia pulita da utilizzare all’interno della propria casa.

In secondo luogo, è consigliato tenere in mente un modello ideale di impianto fotovoltaico, il quale si basa sulle dimensioni e soprattutto sui kw che detiene. Ovviamente è anche fondamentale scegliere una tipologia che sia adatta alle proprie esigenze: infatti non solo la potenza e la dimensione sono fattori strettamente correlati all’edificio. Vi sono alcune tipologie di pannelli solari che purtroppo non sono compatibili con determinati edifici per svariati motivi. Data però la grande varietà, è possibile trovare numerosi modelli che possono fare al caso proprio, i quali possono essere piazzati nei seguenti luoghi: terrazzo, a terra, balcone, tetto o facciata della propria abitazione. Qualora si scelga il modello fissato sul tetto allora si avrà una installazione con dei pannelli solari fissati tramite un telaio, mentre se viene scelto il modello dalla forma di tegola sarà possibile integrare direttamente l’impianto.

Utilizzi e tipologie degli impianti fotovoltaici

Come già anticipato, è fondamentale che si scelga una tipologia di impianto fotovoltaico adatto alle proprie necessità e che quindi si tengano in considerazione determinati fattori. Nello specifico però è consigliato tenere a mente l’utilizzo che si deve fare dell’impianto, per poi scegliere quindi la tipologia: ad esempio, se si deve utilizzare l’impianto prevalentemente per dei terreni agricoli allora la tipologia ideale sarà quella a terra. Ovviamente, a seconda delle tipologie e degli utilizzi le installazioni e gli impianti dovranno rispettare delle norme.

Invece se si intende scegliere un impianto fotovoltaico per un intero condominio, e quindi per numerose persone, allora si deve prediligere un modello che abbia delle grandi dimensioni e che immagazzini l’energia prodotta nel corso delle ore diurne, così da renderla disponibile solo quando non vi è più la luce solare. In conclusione, è strettamente necessario fare delle valutazioni proprie al fine di scegliere un modello di impianto fotovoltaico che possa soddisfare le proprie esigenze.

Come regolare una porta finestra in PVC

Come regolare una porta finestra in PVC

Può accadere che una porta finestra di casa non si chiude bene, perché la parte inferiore o quella superiore, non essendo bene allineate, urtano regolarmente contro il telaio. In questo caso non si deve assolutamente forzare cercando di aprire o chiudere la porta ma è necessario procedere con l’allineamento regolando le cerniere. Vediamo come fare, in base alle informazioni messe a disposizione dal fabbro a Torino consultabile su questo sito.

Come regolare una porta finestra in PVC

La regolazione delle ante di una porta finestra che non chiude correttamente è molto semplice e richiede pochi strumenti. Anche per quanto riguarda la pratica o l’esperienza, queste non sono necessarie: la regolazione è infatti una procedura molto semplice che non richiede particolari competenze.

L’unico strumento necessario per questo tipo di lavoro è una classica chiave a brugola molto comune anche nelle cassette di attrezzi più essenziali. Generalmente, per la maggior parte delle porte finestre in PVC la misura utile di tale chiave è la 4: possono tuttavia esserci modelli di porta finestra che richiedono chiavi di diverse dimensioni.

Per prima cosa va evidenziato che i motivi per cui una porta finestra perde il proprio asse non sempre dipendono da una cattiva installazione o da un difetto della porta stessa: in molti casi, infatti, è semplicemente il risultato di un utilizzo continuo o di poca attenzione nella continua apertura o chiusura. Pertanto, per porre rimedio al problema non dovrai fare altro che prendere la chiave e intervenire sulle cerniere.

La regolazione delle cerniere

Le cerniere sono dei perni metallici che si trovano lateralmente al serramento, dal lato opposto a quello dell’apertura. Se non hai mai effettuato un intervento sule cerniere prenditi qualche minuto per ispezionarle e comprenderne il funzionamento. Noterai che è presente un foro, all’interno del quale dovrai inserire la chiave a brugola. Nel caso in cui la tua chiave risulti troppo piccola o troppo larga per entrare nel foro dovrai provvedere a procurarti un’altra chiave.

Una volta inserita la chiave giusta non dovrai fare altro che ruotarla in senso orario accompagnando l’anta con la mano in modo da riportarla al giusto allineamento.

Successivamente, dopo aver completato questa operazione, può essere utile effettuare una serie di aperture e chiusure in modo tale da assicurarti da aver riportato la porta finestra nel giusto asse o se è necessario effettuare qualche aggiustamento in più. Ricorda inoltre che per poter contare su una più lunga durata della regolazione è fondamentale aprire e chiudere il serramento sempre con delicatezza, evitando di sbatterlo con violenza.

Registrare portafinestra in PVC: altri consigli

La possibilità di andare a operare sulle cerniere per aggiustare un’anta che non chiude alla perfezione non è peculiare delle porte finestre in PVC ma di tutti o sistemi di apertura e chiusura caratterizzati da anta a battente.

Per quanto riguarda le finestre, quelle in PVC risentono maggiormente di questo problema perché essendo relativamente leggere vengono spesso aperte e chiuse con un eccesso di forza andando a destabilizzare il sistema delle cerniere. In linea di massima quindi, per quanto questo problema sia relativamente comune si può prevenire, avendo cura di usare la massima delicatezza quando si aprono o si chiudono.

La regolazione delle porte finestre in PVC è molto semplice da effettuare e non richiede competenze specifiche. Tuttavia, se dopo aver effettuato la registrazione delle cerniere il problema continua a presentarsi, può essere necessario rivolgersi a un tecnico che potrà valutare la possibilità di sostituire la cerniera che potrebbe essere difettosa o logorata. Questo tipo di intervento, più complesso, richiede maggiori competenze e attrezzi specifici per cui non è consigliabile svolgerlo da soli a meno di non avere esperienza in questo tipo di lavoro.

Come progettare in modo preciso un impianto elettrico

Come progettare in modo preciso un impianto elettrico

L’attività di progettare un impianto elettrico è semplice e chiunque può farlo a casa, purché venga prestata attenzione nel maneggiare cavi sotto tensione e soprattutto si realizzi in modo preciso. Se infatti tutti gli elementi sono ben collegati, la corrente elettrica può attraversarli per dare luce o avviare un apparecchio di qualsiasi genere.

Questa corrente elettrica fluirà dal polo positivo al negativo attraversando anche la massa, quest’ultima fondamentale per sia per la sicurezza delle persone che degli apparecchi collegati alla rete in caso di corto circuito.

Con i tecnici di elettricistafirenzeeprovincia.it, elettericista h24 a Firenze, abbiamo riportato le informazioni fondamentali per progettare in modo preciso un impianto elettrico.

Cos’è un impianto elettrico

Un impianto elettrico è un circuito formato da una serie di elementi conduttivi collegati tra loro. Generalmente, questi sono un generatore di elettricità con un polo positivo e uno negativo (il contatore), una serie di fili conduttivi collegati ai poli (fase e neutro) e gli interruttori di ogni singolo punto luce o presa di corrente.

Tutte le cablature vanno poi unite ad una centralina predisposta con vari interruttori di tipo termomagnetico che scattano da soli in presenza di anomalie o si possono interrompere manualmente per isolare una delle linee in cui c’è un guasto da riparare.

I vari tipi di impianti elettrici

Prima di iniziare a lavorare con un circuito, è opportuno analizzare in cosa consistono i diversi tipi di circuiti elettrici che sostanzialmente sono tre:

  • Il circuito in serie permette di collegare le lampadine una dopo l’altra con un’intensità di corrente identica in tutto il circuito;
  • Il circuito in parallelo invece fa in modo che le lampadine vengano collegate faccia a faccia, per cui la tensione proveniente dalla fonte energetica principale sia distribuita uniformemente su ciascuna di esse;
  • Infine a riguardo del circuito misto, va detto che le lampadine sono collegate sia in serie che in parallelo.

A tale proposito è importante aggiungere che nel circuito in serie, la corrente elettrica ha un solo modo per arrivare al punto di partenza, mentre in quello in parallelo si biforca su ciascun nodo elettrico.

I vari passi per progettare un impianto elettrico con precisione

Per progettare un impianto elettrico con la massima precisione e nel rispetto delle normative vigenti, in primo luogo è necessario impastare un disegno in modo tale che si abbia a disposizione uno schema che va poi riportato su una parete (sotto traccia o esterno con canalette), e che si dirama su punti luci e prese necessarie per le utenze domestiche. In secondo luogo è fondamentale scegliere la sezione dei fili che deve essere di 2,5 cm per una potenza erogata di 3 Kw e di 1 cm nel caso di utilizzo di sole lampadine.

A questo punto, per progettare con la massima precisione l’impianto elettrico, a parte i vari cablaggi e le derivazioni da effettuare nelle apposite cassette, l’operazione più importante ma nel contempo essenziale per renderlo sicuro e funzionale consiste nel collegarlo ad una centralina con specifiche caratteristiche e che svolge un ruolo fondamentale ai fini del perfetto funzionamento dell’intero impianto.

Le caratteristiche e le funzionalità degli interruttori elettromagnetici

Gli interruttori automatici proteggono i conduttori per la distribuzione di corrente in edifici o strutture e disconnettono l’apparecchiatura terminale solo in caso di cortocircuito, per proteggere l’impianto elettrico dalla corrente di sovraccarico. Premesso ciò, va altresì aggiunto che gli interruttori di protezione noti come elettromagnetici, hanno un’elevata capacità di commutazione da 6 kA in su.

Se dunque viene progettato un nuovo impianto elettrico, è necessario dotarlo di questi dispositivi di sicurezza. Il collegamento dei vari cavi agli interruttori elettromagnetici e che provengono dalle cassette di derivazione non è difficile da eseguire; infatti, una volta partiti dal primo a sinistra e collegato con fase e neutro al contatore, quelli successivi si cablano con esso (e tra loro) mediante dei ponticelli ad U ovvero uno per la fase e un altro per il neutro e per quanti sono gli interruttori elettromagnetici a destra del primo.

Terminato il cablaggio nel quadro elettrico, per concludere il lavoro non resta che ricoprire i cavi sulla parete con dello stucco se si è optato per il sotto traccia o con le cover delle canalette e montare poi prese, interruttori e lampade a cui fa seguito il collaudo finale.